Milano, il Comune ha deciso di aderire allo “sfalcio ridotto”
Milano e molti altri comuni hanno iniziato a praticare il cosiddetto “sfalcio ridotto” per favorire la biodiversità in città.

Sono sempre più numerosi i comuni che stanno adottando la pratica dello “sfalcio ridotto“. Questa politica prevede la limitazione del taglio dei prati per favorire la biodiversità.
La scelta del Comune di Milano di seguire questo trend ha però destato alcune polemiche. Infatti, alcuni consiglieri dell’opposizione hanno fatto sentire il proprio dissenso, come Gianluca Boari (Fratelli d’Italia) del Municipio 3. Secondo Boari,
è una scusa per non fare l’adeguata manutenzione.
Ma ci sono anche delle reazioni positive. Legambiente e LIPU (Lega italiana protezione uccelli) hanno accolto la notizia con entusiasmo. L’assessora al Verde di Milano, Elena Grandi, ha spiegato l’importanza di questa decisione:
Crediamo che sia fondamentale tutelare la biodiversità e tutto quel mondo che nel prato vive grazie ai fiori e all’erba alta. E anche l’umidità di quei prati che sempre più dovranno affrontare estati siccitose per l’effetto drammatico dei cambiamenti climatici.
Milano non è l’unica città italiana ad aver adottato questo sistema. Già Parma e Bergamo seguono la stessa misura.
Gli effetti positivi degli “sfalci ridotti”

La tutela della biodiversità non è l’unico vantaggio dello “sfalcio ridotto”. Come spiega il Comune di Milano, infatti, questa pratica è in grado di apportare molteplici benefici.
Tra i vari effetti positivi dell’erba alta c’è il trattenimento dell’umidità, la preservazione del suolo durante i periodi di siccità e la alleviamento dell’effetto delle isole di calore. Inoltre, l’erba preserva il suolo dall’erosione e gli consente di conservare più materiale organico, migliorandone la struttura e la fertilità nel tempo.
Sempre il Comune di Milano spiega che con la riduzione del taglio dell’erba
le specie che compongono il prato riescono a completare il loro ciclo vegetativo fino alla fioritura e alla produzione di seme. Lasciare crescere l’erba significa dunque, offrire un habitat più ricco per api e insetti impollinatori, uccelli e piccoli mammiferi contribuendo così alla diversità biologica delle aree urbane.
Ma non è tutto. Ridurre gli sfalci può favorire la disseminazione spontanea e l’utilizzo di sementi. Inoltre, c’è una limitazione del consumo di emissioni da parte delle macchine da taglio, dell’acqua per l’irrigazione e dell’uso di fertilizzanti.
Per non parlare del giovamento che ne trarrebbe la qualità dell’aria. Insomma, ci sarebbe tutto da guadagnare con questa decisione.
“No Mow May”: la campagna di Plantlife

Questa iniziativa, però, non è la prima. Infatti, già dal 2019, l’ente di beneficenza britannico Plantlife promuove la campagna “No Mow May“. Questo piano incoraggia le città e i cittadini a non tagliare i prati per tutto il mese di maggio in modo da aiutare gli impollinatori.
La campagna ha preso ufficialmente il via il 29 aprile 2019 principalmente in Gran Bretagna, ma da allora, sono state molte le città anche negli Stati Uniti e in Europa che si sono aggregate al progetto.
Il conduttore di svariati programmi di giardinaggio della BBC, Monty Don, ha espresso il proprio entusiasmo verso questa campagna, sostenendo che
lasciar crescere l’erba, che è, dopotutto, una cosa abbastanza passiva da fare, è probabilmente la soluzione migliore che si possa adottare in qualsiasi giardino per incoraggiare la vita degli insetti, ma anche di piccoli mammiferi, rettili, invertebrati.