Superbonus: aumentano le tasse per la vendita degli immobili ristrutturati

Nella bozza della nuova manovra finanziaria emergono ulteriori provvedimenti che riguardano il Superbonus e la cedolare secca per affitti brevi. 

Superbonus cedolare secca e affitti brevi
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E’ composta da 91 articoli la bozza riguardante la Manovra 2024 approvata lunedì 16 ottobre in Consiglio dei Ministri. Il testo, che dovrebbe arrivare in Parlamento in tempi strettissimi, contiene diversi interventi che spaziano dal taglio del cuneo fiscale, passando per la riduzione del Canone Rai, fino ad arrivare all’aumento del costo delle sigarette. Novità anche per quanto concerne la cedolare secca per gli affitti brevi e il Superbonus.

Manovra: novità in bozza per il Superbonus

Superbonus cedolare secca e affitti brevi
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Si arricchisce di un nuovo capitolo la questione riguardante il Superbonus 110%. E’ ormai risaputo che il 2024 segnerà la fine della misura per come è stata finora conosciuta e applicata. Dall’anno prossimo, infatti,  è ormai certo lo stop definitivo alla cessione del credito e allo sconto in fattura. Al posto di questi due meccanismi ricomparirà la detrazione in dieci anni per blindare la contabilizzazione in cassa. L’obiettivo perseguito dal Governo è quello di riportare gli sconti fiscali dell’edilizia nella direzione seguita per molti anni dai vecchi sconti del 50% e del 65%.

In questo periodo, però,  le sorprese sono sempre dietro l’angolo, e nella bozza della prossima Manovra emerge anche un’altra novità rilevante contenuta nell’articolo 18 del testo. Il provvedimento riguarda nello specifico la tassazione sulle plusvalenze per la vendita degli immobili su cui siano stati effettuati dei lavori sfruttando il Superbonus terminati da meno di cinque anni.

A partire da gennaio 2024 cambierà in pratica il sistema di calcolo. Nel caso di vendita di un immobile riqualificato attraverso il Superbonus sarà applicata, sull’intera plusvalenza, e non su quella “scontata” del costo della ristrutturazione, l’imposta sostitutiva sul reddito fissata al 26%.

In sostanza, chi deciderà di vendere un appartamento ristrutturato, prima di cinque anni dal termine dei lavori, sarà obbligato a pagare le tasse su tutto il guadagno ricavato nel caso in cui abbia scelto di optare per sconto in fattura o cessione del credito. Rimangono comunque fuori dal range di questa norma gli immobili acquisiti per successione o adibiti a prima casa.

In aumento, inoltre, anche la tassa per gli italiani che possiedono immobili situati all’estero, a qualsiasi uso siano essi destinati. In particolare la cosiddetta Ivie passerà dall’attuale 0,76% all’1,06%, con un incremento repentino di 40 punti percentuali.

In aumento anche la cedolare secca per gli affitti brevi

Superbonus cedolare secca e affitti brevi
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Oltre al Superbonus il Governo punta a fare cassa anche attraverso la cedolare secca per gli affitti brevi. Nel dettaglio, l’aliquota che riguarda le locazioni per periodi compresi tra 1 e 30 giorni subirà un incremento di cinque punti percentuali, passando dal 21% al 26%. Un provvedimento che equivale a 850 euro di tasse in più per 600mila famiglie, secondo Aigab, l’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi , che attraverso un nota ha espresso il proprio disappunto dichiarando che:

Il 96% delle case messe a reddito in Italia con gli affitti brevi  appartiene a proprietari singoli: 600mila famiglie che, per ovviare al rischio morosità (salito al 24%) e mantenere il possesso di una seconda casa che hanno ereditato o acquistato e di cui devono pagare utenze, manutenzioni e tasse varie, scelgono gli affitti brevi per arrivare a fine mese, non per diventare ricchi

L’associazione di categoria si è scagliata anche contro agli albergatori che hanno accolto con soddisfazione la misura:

Non sanno fare sistema. L’Italia resta il Paese più desiderato dai viaggiatori di tutto il mondo, ma gli albergatori spingono per la riduzione dell’offerta, che avrà come naturale conseguenza l’aumento delle tariffe degli hotel. Questa è la vera concorrenza leale che tanto invocano?.

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