L’uomo e il cambiamento climatico costringono le tigri a spostarsi

Autore:
Roberta Ciervo

Il Wildlife Institute of India dichiara che la crisi climatica e le attività umane spingono le tigri a salire sempre più ad alta quota.

Tigre, Del
Photo by sasint – Pixabay

Delle fotocamere automatiche installate nello stato del Sikkim, nell’Himalaya indiano, hanno documentato la presenza di tigri del Bengala fino a 3.966 metri di altitudine. Lo afferma il Wildlife Institute of India (WII).

Non è la prima volta che accade. Infatti, negli ultimi anni, alcuni esemplari erano già stati avvistati ad altitudini superiori ai quattromila metri in Nepal e Bhutan.

Questo comportamento dei felini è del tutto anomalo, se si considera che questa sottospecie di tigre predilige zone di bassa e media montagna. Infatti, habitat tipici della tigre del Bengala include praterie, foreste pluviali tropicali e subtropicali, foreste umide e foreste di mangrovie.

Qamar Qureshi, responsabile della ricerca del WII, spiega come, a differenza dei leopardi delle nevi,

le tigri del Bengala preferiscono le foreste di fondovalle.

Come mai le tigri si stanno spostando sulle montagne?

Tigre, Del
Photo by paulbr75 – Pixabay

Una prima ragione che potrebbe spiegare lo spostamento delle tigri in zone dove l’altitudine è maggiore è il cambiamento climatico. Pranabesh Sanyal, un esperto di tigri, ha affermato che

negli ultimi vent’anni le temperature ad alta quota sono aumentate più rapidamente di quelle al di sotto dei duemila metri, offrendo a questi felini un nuovo habitat.

Però, secondo gli esperti, la ragione di questo comportamento è da ricercare non soltanto nel cambiamento climatico, ma anche nella pressione antropica. Qureshi ha appunto dichiarato:

Se salgono più in alto è perché sono sotto pressione.

Il conflitto uomo-natura, con la crescita di popolazione sia umana che delle tigri, fa sì che queste ultime siano costrette a spostarsi più in alto, considerando anche il calo delle prede e il conseguente aumento di competizione.

Shrikant Chandola, ex capo dell’amministrazione forestale dello stato himalayano dell’Uttarakhand, ha dichiarato:

Il grande felino è sotto pressione un po’ ovunque. Le prede stanno diminuendo e le tigri giovani tendono ad allontanare quelle anziane dai territori migliori.

Qureshi ha anche suggerito un’ulteriore ragione, strettamente connessa all’attività umana: la tecnologia. Infatti, il biologo sostiene che il crescente utilizzo di fototrappole sia in parte da biasimare.

La protezione della tigre del Bengala in India: cosa è stato fatto?

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Photo by Spykerf1 – Pixabay

Come ben sappiamo, le tigri sono una specie protetta. A causa del bracconaggio e della pressione umana, la popolazione di questi felini in India è calata da circa quarantamila esemplari nel 1947 a 1.411 registrati nel 2006. Per questo motivo, sono stati avviati programmi di protezione da parte del governo indiano, grazie ai quali c’è stato un aumento del numero di esemplari (oltre tremila).

L’India, nel corso degli ultimi cinquant’anni, ha cercato di contrastare la minaccia di estinzione di questa specie ampliando le aree protette. Attualmente, la superficie totale è di quasi 76mila chilometri quadrati

Nonostante ciò, un recente rapporto dimostra come la maggior parte di queste riserve naturali, il cui numero ammonta a 53, costituisca soltanto una serie di “piccole oasi isolate“.

Quindi, sebbene ci siano misure in atto per la protezione della tigre del Bengala, sono ancora numerose le sfide da affrontare per migliorare la tutela di questo splendido animale.