Loam Bio: trattamento ai funghi per bloccare il carbonio nel suolo

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Nasce il primo trattamento biologico al mondo a base di funghi che blocca il carbonio nel suolo e combatte il cambiamento climatico. L’idea è della startup australiana Loam BIO.

Funghi
Photo by adege – Pixabay

Il cambiamento climatico mette a dura prova, ogni giorno, qualsiasi settore, a partire da quello agricolo. Oggi, grazie a un’invenzione della startup australiana Loam BIO, l’agricoltura potrebbe finalmente tirare un sospiro di sollievo: è stato brevettato, infatti, il primo trattamento biologico composto da semi di funghi che, bloccando il carbonio nel suolo per secoli, può davvero rivelarsi la soluzione che si stava cercando.

Parola d’ordine: agricoltura sostenibile

La startup Loam BIO è specializzata in agricoltura del carbonio e ritiene che reintrodurre la biodiversità microbica nel terreno sia in grado di accelerare del 64% la crescita delle piante e, di conseguenza, anche l’assorbimento del carbonio.

Nello specifico, la startup sfrutta il suolo per rimuovere l’anidride carbonica tramite una tecnologia biologica chiamata CarbonBuilder: si tratta di una polvere di trattamento per sementi appositamente realizzata per produrre carbonio permanente nel terreno. Tutto ciò, inoltre, è possibile grazie all’attività dei funghi.

L’idea di Loam BIO segna un punto di svolta nell’agricoltura sostenibile, perché offre benefici ambientali a lungo termine: il carbonio immagazzinato nel suolo aumenta, si migliora la produttività e si favorisce la resilienza dei sistemi di coltivazione.

Biosequestro del carbonio: come funziona?

Fondata nel 2019 da Tegan Nock e Guy Hudson, Loam BIO vanta una squadra composta da agricoltori, scienziati e imprenditori che operano tra Australia e America del nord con lo scopo di immagazzinare più tonnellate possibili di CO2 nei terreni agricoli tramite il biosequestro di carbonio.

La loro attività, in poche parole, consiste nel potenziare la capacità naturale delle piante di immagazzinare carbonio nel terreno, poiché più carbonio si ha e più migliorano la produttività e la resilienza climatica e, al contempo, diminuiscono le emissioni.

Sia per la sua mission dal profondo senso etico, sia per i risultati finora ottenuti, la startup ha già raccolto ben 105 milioni di dollari da parte di investitori provenienti da tutto il mondo che hanno deciso di scommettere sui successi previsti. Tra loro emergono nomi importanti, come l’australiana Clean Energy Finance Corporation e il miliardario canadese Tobi Lutke, fondatore della società di e-commerce Shopify.

Piante
Photo by trunggom – Pixabay

Attualmente, l’azienda è composta da circa 40 persone che lavorano in 4 laboratori e vanta 25 sedi distaccate tra Australia e Stati Uniti. Tra gli obiettivi futuri rientra, ovviamente, quello di espandersi in altri Paesi, in primis in Brasile, dove gli effetti benefici dei funghi potrebbero salvaguardare la salute delle foreste.

I funghi contro il cambiamento climatico: foto e immagini