Lavatrice e microplastiche: impara a fare un bucato davvero sostenibile

Autore:
Valentina Sole
  • Autore specializzato in tematiche ambientali

Lo sapevi che attraverso l’utilizzo della lavatrice produci e rilasci microplastiche nell’ambiente? Ecco come rimediare e fare lavaggi sostenibili

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Photo by Pixel-Shot

L’acquisto di vestiti a prezzi contenuti, realizzati con microfibra e tessuti sintetici, ha reso accessibile a quasi tutti un guardaroba vario e ricco, ma ha anche accentuato una problematica preesistente.

Ogni giorno milioni di persone effettuano altrettanti lavaggi in lavatrice senza rendersi conto di quanto questa azione possa inquinare. Durante un normale ciclo di lavaggio, infatti, vengono rilasciate le microplastiche, temute nemiche dell’ambiente.

Ma ci sono delle accortezze per lavare in modo sostenibile, scopriamole insieme.

Le microfibre nelle acque reflue

Lavatrice
Autore: moerschy / Pixabay

Le microfibre degli indumenti, all’interno delle nostre lavatrici, raggiungono facilmente le acque reflue e, successivamente inviate gli impianti dedicati al trattamento delle acque.

Nonostante il trattamento, l’acqua riversata nei fiumi e nei laghi contiene ancora una quantità significativa di microfibre a causa del grande numero prodotto durante il lavaggio.

Cosa significa? Facciamo un passo indietro: gli impianti di nuova generazione rimuovono fino al 99% delle microfibre presenti nell’acqua, ma il pericolo non è sventato.

Infatti le microfibre raggiungono i fanghi di depurazione, utilizzati successivamente come fertilizzanti, rischiando di essere assorbite dal terreno e dalle colture e, successivamente, ingerite da uomini ed animali.

I tessuti inquinanti

Ogni tessuto rilascia microfibre, ma sicuramente quelli più pericolosi per l’ambiente sono i sintetici che derivano dalla plastica.

Questi fili minuscoli si insinuano nell’organismo di plancton e di pesce minacciando non solo l’ecosistema, ma anche l’intera catena alimentare.

 Judith Weis, professore emerito di Scienze biologiche alla Rutgers University, negli Stati Uniti, e autrice di numerosi studi sul tema ha dichiarato:

Tutto ciò non è accettabile perché le microfibre includono additivi chimici, come ftalati bisfenolo A, che possono avere effetti negativi sulla salute dell’uomo e degli animali. Contengono anche ulteriori sostanze, come coloranti e ritardanti di fiamma, che hanno dimostrato di essere tossiche.

Piccoli accorgimenti per un atteggiamento contributivo

Mettere in atto alcuni piccoli accorgimenti aiuta a proteggere il nostro ambiente, per esempio:

  • attivare la lavatrice a pieno carico così da diminuire l’attrito degli indumenti durante il lavaggio ed il conseguente rilascio di microfibre;
  • utilizzare alcuni prodotti che raccolgono le microfibre, tra cui le washing bag, ovvero dei sacchetti realizzati con un unico filo di poliammide intrecciato, adatti a contenere il bucato durante il lavaggio;
  • usare in alternativa le sfere di plastica da posizionare all’interno del cestello della lavatrice, prima del lavaggio;
  • impiegare filtri esterni adattabili alle lavatrici che hanno la capacità di rimuovere fino al 90% dei frammenti e richiedono pulizie periodiche.

Fiducia nella scienza

Non tutti i tessuti sintetici rilasciano microfibre nelle stesse quantità. Quelli a trama larga rilasciano più frammenti rispetto a quelli con una trama più fitta.

Alcuni scienziati e produttori stanno attualmente lavorando allo sviluppo di particolari tessuti che rilascino meno particelle, utilizzando fibre più lunghe e rivestimenti specifici.

Altri invece sono impegnati nella creazione di tessuti innovativi, come quelli a base di alghe, che sono resistenti e flessibili, oppure realizzati con materiali compostabili.

Occorre prestare attenzione ed essere maggiormente consapevoli! Recenti studi dimostrano, per esempio, che moltissime abitudini del nostro quotidiano nascondono minacce per la nostra salute, come le bottiglie di plastica che consumiamo regolarmente durante la giornata.

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