Intelligenza artificiale generativa di immagini e mondo del design: come tutelare il diritto d’autore
Senza delle norme ben precise, l’utilizzo di tool generativi di immagini che possono replicare le forme e lo stile di un prodotto di una grande azienda, possono portare a controversie importanti.
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L’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale quali Gemini, chatGPT, Bard, DeepAI, Microsoft Copilot, per la creazione di immagini e contenuti segna una rivoluzione nel campo dell’editoria e del design. Queste tecnologie, in grado di produrre opere di alta qualità in tempi estremamente brevi, offrono la possibilità di ridurre la necessità della presenza umana. Tuttavia, questa stessa capacità solleva questioni etiche e legali rilevanti, che richiedono un’analisi approfondita.
L’intervento di Massimiliano Grimaldi, direttore di Pianetadesign
Il direttore di Pianetadesign, Massimiliano Grimaldi, è intervenuto sulla questione lasciando il suo punto di vista (ripreso anche dall’AdnKronos) per comprendere appieno le implicazioni di questa tecnologia. Sulla rivista Visioni, ormai punto di riferimento di prestigio nel panorama del design italiano, è stata data voce all’avvocato Fabio Pepe, che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso l’Università di Salerno.
L’intervento dell’avvocato Fabio Pepe

L’avvocato Pepe ha evidenziato gli aspetti legali della questione, ponendo l’attenzione su diversi interrogativi al momento ancora poco normati. L’AI generativa opera raccogliendo e analizzando una vasta quantità di dati online, inclusi contenuti protetti da copyright. Questo metodo indiscriminato di raccolta dati porta alla creazione di nuove opere che, sebbene originali, possono infrangere i diritti di autori e designer esistenti.
Assenza di regolamentazione
In assenza di una regolamentazione specifica, l’uso di strumenti AI per replicare lo stile di prodotti di grandi aziende solleva complessità e controversie. L’impiego di opere protette per
addestrare questi software, può configurarsi come una violazione del diritto d’autore e dei brevetti industriali.
In Italia, le opere di design sono tutelate sia dal punto di vista brevettuale che autoriale, con una protezione che può estendersi fino a 70 anni dopo la morte dell’autore. Questo rende ancora più urgente affrontare il tema della protezione delle opere utilizzate dalle AI.
Le attuali normative in materia di diritto d’autore e concorrenza sleale non sono sufficienti a fronteggiare le sfide poste dalla rapida evoluzione tecnologica. È necessario, quindi, un quadro normativo chiaro che disciplini l’uso delle AI generative, proteggendo i diritti degli autori e garantendo un uso etico di queste tecnologie.
Tracciamento e accesso controllato, necessari da subito

Una soluzione possibile potrebbe essere lo sviluppo di strumenti tecnici che impediscano l’uso non autorizzato delle opere protette. Inoltre, è fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza e una gestione autonoma delle creazioni intellettuali online. Questo potrebbe includere tecniche di tracciamento e accessibilità controllata, che permettano di monitorare l’uso delle proprie opere e garantire il rispetto dei diritti d’autore. Per concludere, mentre l’intelligenza artificiale offre importanti opportunità, è indispensabile trovare un equilibrio tra innovazione e protezione dei diritti degli autori.
L’attuale vuoto normativo deve essere colmato con urgenza per evitare contenziosi e garantire un uso etico dell’AI generativa. Solo attraverso una regolamentazione adeguata e una gestione consapevole delle opere, possiamo sfruttare appieno il potenziale di queste tecnologie, senza compromettere i diritti dei creativi e dei designer.