Inquinamento da metalli tossici nei campi: allarme globale

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

Un recente studio mette in guardia dalla contaminazione delle terre coltivabili: un problema che riguarda il 17% delle terre.

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Un recente studio pubblicato dallo specialista ambientale Deyi Hou dell’Università Tsinghua in Cina sulla rivista Science, espone una preoccupante verità sullo stato delle terre coltivabili del Pianeta. Secondo le ricerche condotte, infatti, sembrerebbe che il 17% dei terreni coltivabili di tutto il mondo sia contaminato da metalli pesanti tossici. Questo è un problema molto preoccupante, poiché vuol dire che la salute di circa 1,4 miliardi di persone è a rischio.

L’analisi di Hou e del suo team è particolarmente interessante soprattutto perché rappresenta la prima – e unica, al momento – panoramica mondiale in questo campo. La ricerca è stata basata sul campionamento di circa 800mila campioni di suolo, raccolti in tutto il mondo.

I risultati di questo studio presentano una concentrazione di livelli di metalli pesanti nel terreno superiori ai limiti raccomandati nel 14-17% dei campioni analizzati. Questi dati sono scioccanti e preoccupanti per la salute umana, soprattutto se consideriamo come queste terre sono utilizzate per la coltivazione di frutta e verdura.

I risultati della ricerca: contaminanti, cause e aree più colpite

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I dati presentati nello studio espongono principalmente la presenza di sette contaminanti: arsenico, cadmio, cobalto, cromo, rame, nichel e piombo. In particolare, il cadmio sembra essere il più diffuso nei campioni analizzati. Inoltre, è anche specialmente pericoloso a causa della sua capacità di accumularsi nelle piante e negli animali, entrando, di conseguenza, nella catena alimentare.

Le cause di queste contaminazioni non sono soltanto naturali. Anche l’uomo, infatti, provoca queste contaminazioni. L’uso eccessivo di pesticidi, l’attività industriale, l’estrazione mineraria, il traffico e la gestione dei rifiuti sono tutte cause di contaminazione del suolo.

I risultati della ricerca, oltre a identificare i contaminanti, dimostrano quali sono le aree più colpite. Queste regioni sono l’Asia meridionale, l’Asia orientale, il Medio Oriente e l’Africa. Ed è proprio in questi territori dove la popolazione tende maggiormente a vivere a contatto quotidiano con i terreni contaminati. Questo fa sì che sia l’agricoltura locale che la salute pubblica siano compromesse.

Una minaccia per la salute e per l’ambiente

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Non serve un team di scienziati a farci comprendere come la presenza di metalli pensanti nei terreni agricoli sia pericolosa per l’ambiente e per la salute umana. Questi contaminanti, una volta penetrati nel suolo, non si degradano. La contaminazione dura per decenni, inquinando non soltanto le colture, ma anche le acque.

Le conseguenze per la salute sono devastanti: lesioni cutanee, danni neurologici, insufficienza renale, problemi di sviluppo nei bambini e un maggiore rischio di tumori. Anche in piccole dosi, questi metalli pesanti possono danneggiare gravemente la salute attraverso un’esposizione cronica.

Inoltre, anche l’ambiente è gravemente danneggiato dalla contaminazione del terreno. La presenza di metalli pesanti può compromettere la fertilità della terra, oltre ad alterare gli equilibri degli habitat e minacciare la biodiversità.

La contaminazione del terreno ha effetti devastanti e duraturi nel tempo, per questo c’è bisogno di un azione urgente al livello globale per salvaguardare l’agricoltura, la nostra salute e la sicurezza dei prodotti che vengono portati in tavola.