Il dominio del fossile continua: altri 228mila km di gasdotti

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

Nel mondo si continua a investire nel fossile: 723 miliardi di dollari spesi per costruire 228.000 km di pipeline. 

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Photo by kerttu – Pixabay

Mentre in sede diplomatica i governi del pianeta affannano per trovare accordi comuni sulla transizione ecologica, l’uso del gas continua a predominare. Infatti, secondo un rapporto del Global Energy Monitor (GEM), è stata pianificata la costruzione di ben 228.700 km di gasdotti, con una spesa totale di 723 miliardi di dollari in tutto il mondo. I progetti già in costruzione, che comprendono 69.700 km di pipeline per il gas naturale, è già abbastanza per un aumento del 18% rispetto al 2022.

Attualmente, la maggior parte dei progetti in atto (14 su 15 progetti) sono stati avviati in Asia. Il Project Manager per il Global Gas Infrastructure Tracker di GEM, Baird Langenbrunner, commenta i dati sostenendo che

L’Asia sta scommettendo su una maggiore quantità di combustibili fossili e sta incoraggiando altre grandi economie a fare lo stesso. In tutta la regione il prezzo delle energie rinnovabili è sceso, le emissioni di gas sono considerate peggiori di quelle del carbone se si considerano i trasporti e il picco della domanda di gas è stato previsto entro la fine di questo decennio. Questa infrastruttura del gas è rischiosa e sconsiderata.

Non è solo il continente asiatico a investire sul gas

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Se l’Asia rappresenta uno dei più importanti investitori in materia di combustibili fossili, non sembra però essere la sola.

Gli Stati Uniti intendono rafforzare la produzione di gas estratto nel bacino del Permiano e nell’Haynesville Shale. In questo modo, gli USA vorrebbero ottenere un vantaggio sull’esportazione nei mercati europei e asiatici. Lo stesso metodo è stato scelto dall’Australia, altro grande esportatore di gas.

Si riscontra una crescita infrastrutturale sbalorditiva anche nel Sud America. Infatti, in Argentina è stato inaugurato a luglio 2023 un progetto che trasporta il gas dalla formazione Vaca Muerta, importantissimo giacimento di petrolio e gas di scisto, per 750 km fino a Buenos Aires.

Anche l’Italia fa capolino nella top ten dei paesi che stanno costruendo il più alto chilometraggio di gasdotti, piazzandosi all’ottavo posto, l’unico stato in Europa.

Gas naturale liquefatto: il mondo si prepara per un eccesso di offerta

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Come se non bastasse, Global Energy Monitor riporta un’ondata di nuovi progetti per la costruzione di nuove capacità di esportazione di GNL (gas naturale liquefatto). Questi nuovi progetti, la maggior parte dei quali sono in costruzione negli USA e nel Qatar, potrebbero saturare il mercato globale, secondo le previsioni di GEM.

Il rischio è quello di aumentare la concorrenza tra gli esportatori, rendendo i progetti non redditizi. Così, governi e investitori avrebbero un eccesso di offerta e costosi asset non recuperabili. E soprattutto in Europa, ci dice GEM, la domanda di GNL potrebbe rivelarsi di breve durata, considerando il programma di decarbonizzazione.

Secondo le parole di Robert Rozansky, analista globale di GNL presso Global Energy Monitor,

Costruire nuovi progetti di GNL quando si prevede che la domanda di fossili raggiungerà il picco in questo decennio è una proposta rischiosa sia per gli investitori che per i governi. Se anche solo una frazione di questi progetti venisse realizzata, si rischierebbe di ritardare ulteriormente la transizione energetica durante un periodo critico.