Il costo esorbitante della plastica nei Paesi poveri: ecco il report
Un rapporto del WWF dimostra come il costo dell’inquinamento da plastica è fino a 10 volte più alto per i Paesi a basso reddito.
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Secondo un report del WWF sviluppato da Dalberg (Who pays for plastic pollution?), il costo reale dell’inquinamento dovuto alla plastica è fino a 10 volte superiore per i Paesi a basso reddito. E questo purtroppo avviene anche nel momento in cui vengono consumati tre volte meno plastica pro capite rispetto ai Paesi ad alto reddito.
Nel documento WWF è stato stimato che il costo totale di un chilogrammo di plastica è di circa 19 dollari nei Paesi più ricchi, mentre il costo nei Paesi a basso reddito è di circa 150 dollari.
Ma come si è arrivati a questa disparità così grande? Ce lo spiega il report del WWF.
Le tre ragioni chiave individuate dal report

La relazione del WWF ha individuato tre principali ragioni strutturali che peggiorano la disuguaglianza tra Paesi ad alto e basso reddito.
In primo luogo, il WWF evidenzia una bassa influenza sulla produzione e progettazione dei prodotti in plastica. E nonostante ciò, ci sono pesanti aspettative sulla gestione degli stessi prodotti a fine ciclo di vita.
La seconda motivazione riguarda la capacità limitata dei Paesi più poveri di gestire una produzione sempre crescente di rifiuti in plastica, soprattutto per quanto riguarda gli articoli monouso. La quantità sempre crescente dei rifiuti tende a superare di gran lunga le risorse per il loro smaltimento.
Infine, il sistema odierno non presenta meccanismi che attribuiscano la responsabilità delle azioni o inazioni dei Paesi e delle aziende per quanto riguarda l’inquinamento da plastica. Ciò significa che non esistono regole che obblighino i produttori a coprire almeno in parte i costi dell’inquinamento da plastica nei Paesi in cui i prodotti sono distribuiti.
Quali sono i passi da seguire per cercare di migliorare la situazione?

Nella relazione del WWF, si sottolinea l’importanza di delineare un trattato globale sull’inquinamento da plastica con norme globali vincolanti. Il WWF propone un divieto immediato di tutti i prodotti monouso in plastica per ridurre in modo significativo la quantità della produzione di plastica.
Un altro suggerimento importante è quello di regolamentare i prodotti ad alto rischio, polimeri e prodotti chimici, in modo tale da ridurre il carico per i Paesi con risorse limitate per la gestione dei rifiuti.
Le norme globali per la progettazione dei prodotti potrebbero anche garantire una progettazione dei prodotti in plastica volta al riutilizzo e al riciclaggio, indipendentemente dal paese di origine.
L’importanza di un trattato globale egualitario è sottolineata da Eirik Lindebjerg, Global Plastics Policy Lead del WWF, il quale mette in guardia da compromessi basati su azioni nazionali. Un approccio del genere non è in grado di affrontare in modo adeguato questa pesante crisi globale.
Lindebjerg, infatti, sostiene:
Molte delle opzioni incluse nella prima bozza del trattato hanno un linguaggio sostanzialmente più debole e obblighi meno specifici, tentando i governi verso un ritorno alle vecchie cattive abitudini di fare affidamento su azioni nazionali o volontarie, piuttosto che creare regolamenti comuni. Ma la nostra relazione ha dimostrato che affidarsi alle singole decisioni dei governi porta a un sistema iniquo in cui gli oneri non solo sono distribuiti in modo ineguale, ma sono sostenuti da coloro che meno sono in grado di porvi rimedio.