Idrogeno verde: ecco quali sono le ultime innovazioni
L’idrogeno verde rappresenta una soluzione energetica alternativa davvero ideale in quanto risulta rispettosa per l’ambiente. Utilizzabile in svariati settori, è in grado di agevolare la decarbonizzazione e consente di rendere più rapida la transizione ecologica anche nell’industria.

L’idrogeno verde è molto importante in quanto si tratta di un tipo di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili. Questa soluzione rappresenta un’alternativa green di grande importanza dal momento che permette di puntare a una transizione verso un futuro più rispettoso dell’ambiente.
Attraverso il processo di elettrolisi dell’acqua, le molecole vengono lavorate per ottenere questa preziosa risorsa, la quale, una volta convertita, genera energia e vapore acqueo senza causare inquinamento. L’idrogeno verde rappresenta quindi una risorsa estremamente utile, che può integrarsi perfettamente in tutti i settori produttivi ed energetici.
L’Italia, proprio in questa prospettiva, sta già prendendo iniziative in tale direzione.
Idrogeno verde: nuovi progetti in Italia

Le opere e gli studi che hanno come protagonista l’idrogeno verde sono numerosi in Italia e nell’ultimo periodo stanno continuando ad aumentare. In ordine di tempo, il progetto Q8 merita di certo di essere menzionato. Questo prevede la realizzazione di un impianto a idrogeno circolare a Roma presso la stazione di servizio in via Ardeatina.
Sarà in grado di fornire anche prodotti con un impatto ambientale ridotto, come il Q8 Hvo+, un biocarburante derivato da fonti rinnovabili. Questo progetto è stato sviluppato in collaborazione con il gruppo Maire, che contribuirà come fornitore tecnologico per la produzione di idrogeno circolare tramite un impianto di trasformazione dei rifiuti in idrogeno (il primo in Italia).
Anche a Trieste, si sta discutendo dell’uso dell’idrogeno verde come vettore energetico ideale per le attività portuali.
Uno studio pubblicato sulla rivista Applied Energy, frutto di una lunga collaborazione tra i gruppi di ricerca del professore Alberto Bertucco, specializzato in Impianti Chimici presso l’Università degli Studi di Padova, e il professore Maurizio Fermeglia, specializzato in Principi di Ingegneria Chimica presso l’Università degli Studi di Trieste, ha indagato e confrontato diversi metodi di produzione di idrogeno a livello locale.
Lo studio si è concentrato principalmente sulle operazioni di trasporto di merci e persone, con l’obiettivo di ridurre le emissioni equivalenti di CO2 derivanti da tali attività. I risultati dimostrano in modo convincente che, in termini di rapporto tra energia investita e energia ottenuta (Energy Return on Energy Invested), l’idrogeno verde si è rivelato sempre più vantaggioso rispetto all’idrogeno grigio (prodotto dal gas naturale senza la cattura e lo stoccaggio della CO2) e all’idrogeno blu (prodotto mediante cattura di CO2).
Quali saranno i prossimi progetti?
Nelle settimane precedenti, si è tenuto anche l’evento Next Generation Mobility a Torino, che ha incluso la prima conferenza nazionale sull’idrogeno e gli eFuel. Durante il dibattito, particolare attenzione è stata dedicata all’evoluzione della catena di produzione, sia per utilizzi al di fuori del settore della mobilità, sia per la creazione di un’infrastruttura di trasporto e distribuzione.
La multinazionale Rina, insieme ad Afry, ha condotto uno studio preliminare su come collegare direttamente la regione del Golfo e l’Europa attraverso un gasdotto per il trasporto di idrogeno a basse emissioni di carbonio.
Sfruttando fonti abbondanti di energia rinnovabile e riserve di gas naturale, questa specifica area europea è destinata a diventare uno dei principali produttori mondiali di idrogeno verde e blu, così come di ammoniaca e altri prodotti sintetici. Nel dettaglio, il progetto prevede una linea di idrogeno che collegherebbe il Qatar, l’Arabia Saudita, l’Egitto e attraverserebbe il Mar Mediterraneo.
Questo piano cerca anche di affrontare le recenti sfide geopolitiche che hanno spinto l’Europa ad esplorare alternative per garantire la sicurezza energetica, tra cui il collegamento studiato per il progetto EastMed Natural Gas.