Gaza: inquinamento ed acqua infetta mettono a rischio il futuro

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

É iniziata la campagna vaccinale contro la poliomelite a Gaza, che dovrà coinvolgere almeno 640mila bambini con meno di 10 anni per garantire una copertura totale del 95%. Ma perché la malattia è ricomparsa proprio adesso e proprio in questa zona?

Poliomelite a Gaza
Photo by hosnysalah – Pixabay

Si tratta del più grande intervento sanitario sulla Striscia di Gaza dallo scoppio della guerra, nonché uno dei più complessi. A causa dei continui bombardamenti gli impedimenti sono tantissimi e la situazione è particolarmente instabile. Ma la domanda è: come mai la poliomelite è ricomparsa a Gaza dopo ben 25 anni?

Cosa c’è da sapere sulla poliomelite

La poliomelite è una malattia infettiva causata da virus appartenenti al genere degli Enterovirus, patogeni molto aggressivi ai quali bastano poche ore per attaccare il sistema nervoso centrale provocando, nei casi più gravi, paralisi irreversibile alle gambe o alle braccia.

L’infezione si trasmette attraverso l’acqua contaminata da feci, alimenti e indumenti infetti e goccioline di saliva. Inoltre, la sua diffusione è favorita dalla difficoltà di diagnosticarla se non si eseguono test specifici, dato che inizialmente insorge come una banale influenza.

Perché proprio a Gaza e proprio adesso?

Attualmente, a Gaza sono 1,9 milioni le persone sfollate che alloggiano in rifugi di fortuna e in campi profughi sovraffollati sui quali, ovviamente, perseverano i continui bombardamenti. Gli spazi in cui muoversi, quindi, sono davvero limitati ed è ormai assente una rete di smaltimento dei rifiuti e delle acque reflue efficace. Ultimamente, poi, manca anche l’acqua potabile e gli abitanti, per lavarsi, ricorrono a fonti naturali come il mare.

L’Unicef aveva già segnalato nel mese di luglio la presenza della poliomelite nelle fognature, ma la notizia è passata del tutto inosservata, nonostante fosse un campanello di allarme da dover affrontare immediatamente. I conflitti, tutti, facilitano la diffusione delle epidemie e virus e batteri proliferano in assenza di acqua potabile e cibo sicuro.

Non solo, perché durante una guerra si fermano anche le campagne vaccinali e le reti sanitarie subiscono un sovraccarico impossibile da gestire e smaltire. A Gaza, poi, due terzi degli ospedali sono stati distrutti, insieme al 60% delle strutture sanitarie primarie, e oltre 500 operatori sanitari sono rimasti uccisi. Manca il personale e l’ingresso di strumenti e farmaci è puntualmente bloccato dall’esercito israeliano.

Il virus potrebbe presto diffondersi

I virus endemici rimasti al mondo sono davvero pochi e interessano il Pakistan e l’Afghanistan. La poliomelite sembrava ormai sconfitta, ma la sua ricomparsa a Gaza ha destato preoccupazione su una sua eventuale diffusione in Egitto e Israele, i Paesi confinanti.

Nonostante il governo israeliano abbia già distribuito dosi di vaccino ai soldati impegnati nel conflitto, pur non rendendolo obbligatorio, la campagna vaccinale non sta dando buoni risultati.

Gaza, Palestina
Photo by hosnysalah – Pixabay

I fattori climatici stanno già influenzando le malattie trasmesse dalle zanzare; se, quindi, non avverrà una tregua dando la possibilità ai medici di portare avanti la campagna vaccinale, è altamente probabile che ben presto ci troveremo ad avere a che fare con un’emergenza sanitaria a livello globale.

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