Decarbonizzazione nel settore siderurgico: il WWF presenta i dati

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

WWF Italia presenta il report sulla decarbonizzazione nel settore siderurgico: è possibile ridurre le emissioni fino al 70% entro il 2050.

Siderurgico
Photo by Martinelle – Pixabay

Il 22 luglio scorso, la sezione italiana del WWF ha presentato un nuovo studio sulla decarbonizzazione del settore siderurgico con la collaborazione del Centro Interdipartimentale “Giacomo Ciamician” dell’Università di Trieste. I dati presentati dal report indicano tre possibili percorsi per abbattere le emissioni di CO2 senza danneggiare la produzione primaria e secondaria di acciaio sul nostro territorio.

Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia di WWF Italia, ha spiegato alla presentazione del report:

La decarbonizzazione dei settori ‘hard to abate’ non è semplice, e a nostro parere la scommessa è la capacità di governo e industria di saper governare e gestire la complessità. Come orizzonte temporale, lo studio considera azioni di mitigazione delle emissioni dei gas serra sul breve e sul medio-lungo periodo. Le azioni a breve termine prevedono l’integrazione di soluzioni innovative anche all’interno di impianti preesistenti, al fine di limitare l’entità degli investimenti richiesti in attesa del consolidamento delle tecnologie più innovative. Queste ultime dovranno essere implementate nel medio-lungo periodo, al fine di decarbonizzare completamente il settore entro il 2050.

La via da seguire: i suggerimenti del report

Report, Wwf
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Nello studio commissionato dal WWF Italia, sono identificati tre scenari fondamentali: quello conservativo, quello prospettico e quello auspicabile.

Per quanto riguarda lo scenario conservativo, il report suggerisce delle azioni correttive, quali la cattura e il riuso della CO2 tramite l’utilizzo di tecnologie già presenti in Italia (altiforni e forni elettrici ad arco). Questa indicazione riguarda però un tipo di prospettiva a breve termine, poiché la riduzione complessiva di CO2 risulta molto limitata, seppur questo metodo riduca le emissioni dirette in modo consistente. A dirla in breve, è un primo passo, ma ciò non basta.

Ed è qui che subentra lo scenario prospettico. Le proposte del report, in questo caso, sono rivolte a una prospettiva a medio termine e introducono modifiche rilevanti nei processi di produzione in modo tale da ottenere una decarbonizzazione completa.

Infine, lo scenario auspicabile prevede una prospettiva a medio-lungo termine in cui la produzione dell’acciaio primario sarà affidata alla tecnologia DRI (Direct Reduced Iron) basata sull’uso dell’idrogeno verde. La proposta è quindi quella di sostituire i combustibili fossili con fonti rinnovabili equivalenti. Così facendo, il carbonio introdotto con la produzione siderurgica sarà principalmente di tipo biogenico. Le emissioni di CO2, a questo punto, saranno ridotte all’utilizzo di energia, fattore da considerare in modo da rendere il processo produttivo completamente pulito sul lungo periodo.

Riduzione delle emissioni entro il 2050

Emissioni, 2050
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Come accennato in precedenza, l’obiettivo fondamentale del report è dimostrare come fare per rendere il settore siderurgico più sostenibile e indicare una sentiero da seguire verso la decarbonizzazione entro il 2050.

Secondo i dati del report, la riduzione complessiva delle emissioni corrisponde al -67,84% rispetto al dato 2022 proiettato al 2050, ovvero -12,735 MtonCO2. Se allo scenario prospettico dello studio si aggiunge un aumento della percentuale di fonti rinnovabili nel mix energetico nazionale, inoltre, la riduzione sarà anche maggiore.