La crisi idrica al centro della Giornata mondiale dell’Alimentazione

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

La crisi idrica si intreccia inevitabilmente con il problema della fame nel mondo ed ecco perché quest’anno è stata scelta come tema principale della Giornata mondiale dell’Alimentazione.

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La crisi idrica continua ad essere una delle maggiori problematiche che riguarda l’intero Pianeta.  Una difficoltà amplificata anche dagli effetti devastanti del cambiamento climatico. La questione è divenuta l’argomento centrale del dibattito in occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione 2023.

La crisi idrica al centro della Giornata mondiale dell’alimentazione

Crisi idrica
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“L’acqua è vita, l’acqua è cibo. Non lasciare indietro nessuno”. E’ questo il tema scelto per celebrare l’edizione 2023 della Giornata mondiale dell’Alimentazione tenutasi a Roma il 16 ottobre. L’evento viene annualmente organizzato per sensibilizzare la collettività sulle problematiche connesse alla fame nel mondo e, contestualmente, per intraprendere azioni mirate a contrastarla. Inoltre è sempre l’occasione per commemorare la nascita della Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, avvenuta proprio il 16 ottobre 1945.

La scelta di concentrare il focus di quest’anno sulla crisi idrica non è un caso. Infatti,  i dati che testimoniano e sottolineano la crescente carenza di acqua nel Pianeta sono eloquenti. Allo stato attuale si stima che 2,4 miliardi di persone vivono in Paesi soggetti a stress idrico e altre 600 milioni sono invece costrette a fare affidamento su sistemi alimentari acquatici danneggiati dall’inquinamento, dal degrado degli ecosistemi e dagli effetti dei cambiamenti climatici. Numeri che delineano un quadro allarmante soprattutto tenendo in considerazione che crisi idrica e fame nel mondo sono due facce della stessa medaglia. Rivolgendo opportunamente lo sguardo al futuro diventa quindi incombente una gestione dell’acqua in maniera sostenibile. Analizzando ulteriormente i dati nello specifico, si evince che solo il 2,5% dell’acqua della Terra è dolce e la maggior parte di questa percentuale, il 72%, viene utilizzata per alimentare l’agricoltura.

Come tutte le risorse naturali, l’acqua dolce non è infinita. La rapida crescita della popolazione, l’urbanizzazione, lo sviluppo economico e il cambiamento climatico stanno sottoponendo le risorse idriche del pianeta a uno stress crescente, ha sottolineato la Fao.

C’è bisogno di una gestione sostenibile

Crisi idrica
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Serve quindi un deciso cambio di rotta al fine di salvaguardare uno dei beni più preziosi al mondo. Grazie alle nuove tecnologie in costante evoluzione, si può puntare in maniera maggiore ad una ottimizzazione delle risorse idriche attraverso il riciclo. Una strategia che potrebbe essere adottata soprattutto in agricoltura, dove consumo e spreco procedono di pari passo. Secondo Maximo Torero, capo economista e vicedirettore generale per il Dipartimento per lo sviluppo economico e sociale presso la Fao, le parole d’ordine da tenere in considerazione sono tre: innovazione, investimenti, quantificati in quasi mille miliardi di dollari, ed educazione. Una gestione diversa e sostenibile dell’acqua è quindi ormai diventata imprescindibile, come sottolineato anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’evento:

L’insicurezza alimentare non è solo scarsità di cibo: è anche mancato accesso all’acqua e la Giornata Mondiale dell’Alimentazione di quest’anno è, opportunamente, dedicata proprio a questo aspetto. Oggi la sua scarsità o assenza è sempre più alla radice di povertà e conflitti e richiede di affrontare con determinazione e altrettanto ingegno la gestione sostenibile di un bene essenziale, che è al tempo stesso strumento di pace e moltiplicatore di benessere. L’accesso all’acqua, è un diritto fondamentale, oggi troppo spesso a rischio, anche per effetto del cambiamento climatico che vede la desertificazione di aree sempre più estese del pianeta.

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