Con il caldo cambiano anche gli orti botanici in città

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 5 minuti

Il riscaldamento globale e il progressivo aumento delle temperature stanno mettendo a rischio numerosi orti botanici presenti nelle principali città del mondo. L’esempio dei Kew Gardens di Londra.

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Giardino
Photo by JillWellington – Pixabay

Due anni fa, in un’unica stagione, sono morti ben 400 alberi ed entro la fine del secolo sarà a rischio almeno la metà degli 11mila esemplari presenti in uno degli orti botanici più famosi d’Europa: si tratta dei Kew Gardens di Londra, un vero e proprio santuario dove si studiano e si proteggono numerose specie vegetali. E la colpa è del riscaldamento globale.

Secondo le previsioni le piante non sopravvivranno

Già nel 2002, quando le temperature londinesi hanno superato i 40°C, alcune piante autoctone come faggio, farnia e betulla non hanno resistito: troppo caldo e troppa scarsità di pioggia per poter sopravvivere.

Le previsioni attuali non accennano minimamente a un’inversione di tendenza, anzi: nel 2090, Londra avrà un clima simile a quello di Barcellona e solo il 45% delle piante presenti nei Kew Gardens avrà a disposizione un habitat ideale per vivere.

Questi dati sono stati pubblicati recentemente nel dossier “Planting the Future” che, tenendo conto dell’evoluzione climatica prevista, indica con quasi totale certezza quali piante avranno la possibilità di sopravvivere in futuro all’interno dell’orto botanico cittadino.

Bastano “appena” 4°C in più per far sì che oltre 5mila alberi dei Kew Gardens spariscano per sempre. Ecco perché gli addetti sono già all’opera per cercare di limitare i danni, così come spiegato dal direttore Richard Barley:

Le specie saranno selezionate valutando, oltre alla resistenza climatica, anche l’idoneità paesaggistica, ambientale e culturale. Sarà una successione graduale perché il progetto propone il rinnovamento anche della gestione agronomica in modo da proteggere, per quanto possibile, le piante esistenti. Si tratta di un modello che poi può essere trasferito ad altri giardini botanici così come a quelli privati e naturalmente al verde pubblico.

L’impatto del riscaldamento globale

Le previsioni riportate nel dossier sono state elaborate anche grazie al Climate Assessment Tool, un software di modellazione climatica che permette di stimare, in base a diversi scenari di cambiamento climatico, le probabilità di sopravvivenza di un determinata specie vegetale in una specifica area geografica.

Nel dettaglio dei Kew Gardens, è possibile che gli alberi del futuro proverranno da zone semiaride, quindi piante esotiche come l’abete di Farges cinese, il pino di Montezuma e il Quercus urbani messicani, l’ontano Alnus lusitanica spagnolo o portoghese. In sostanza, saranno i giardini ad adeguarsi al cambiamento climatico, sostituendo le piante presenti con specie più resistenti al caldo e resilienti alla siccità.

Giardino inglese
Photo by IngeGG – Pixabay

Al contempo, sono già in atto adattamenti del paesaggio, soprattutto per quanto riguarda le zone d’ombra. Lo stesso è accaduto non poco tempo fa al giardino botanico di Melbourne in Australia e dovrebbe essere adottato anche in Italia, considerando che uno studio del 2023 ha rivelato che nel 2090 il 60% degli alberi dell’Orto Botanico dell’Università di Pisa saranno a rischio entro la fine del secolo. In ogni caso, quasi il 20% delle specie animali e vegetali rischia l’estinzione, quindi in ogni parte del mondo bisognerebbe prendere seri provvedimenti.

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