Cambiamento climatico e attività vulcanica nei Campi Flegrei: c’è legame?
L’attività vulcanica e i conseguenti terremoti che interessano i Campi Flegrei hanno spinto gli studiosi a indagare più a fondo su una loro possibile correlazione con il cambiamento climatico. Le prime risposte arrivano da una ricerca pubblicata su Geophysical Research Letters.

Scienze del clima e vulcanologia si incontrano per dare risposte concrete. L’attività sismica che, ormai con sempre più insistenza, interessa l’hinterland dei Campi Flegrei ha suscitato diverse domande in merito a un suo possibile legame con gli eventi estremi dettati dal cambiamento climatico. Ed effettivamente le intuizioni si sono rivelate corrette.
Piogge, gas serra e terremoti
Il cambiamento climatico può incidere anche sull’attività vulcanica?
Per trovare una risposta, un gruppo di studiosi ha analizzato il periodo compreso, appunto, tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, durante il quale si sono verificate piogge molto più abbondanti della norma. Lo stesso periodo, però, rientra anche in un quadro più ampio di diffusa siccità che si è esteso tra il 2015 e il 2022.
Secondo le analisi, questo periodo è coinciso con un’importante riduzione delle emissioni di gas dalla Solfatara di Pozzuoli, il vulcano più noto dei Campi Flegrei, e la pressione accumulata è stata poi rilasciata nel 2019 sotto forma di eventi sismici.
A dare maggiori spiegazioni è Luca De Siena, professore al Dipartimento di Fisica e Astronomia Augusto Righi dell’Università di Bologna e primo autore dello studio:
I risultati del nostro studio suggeriscono che frequenti e prolungati fenomeni piovosi che si verificano all’interno di periodi di siccità contribuiscono a influenzare le risposte geofisiche e geochimiche legate ai processi geologici profondi. Riuscire a comprendere questi meccanismi potrebbe essere fondamentale per valutare il rischio vulcanico nel contesto dei Campi Flegrei e non solo.
I Campi Flegrei servono da esempio
Come sottolineato dai ricercatori, quello dei Campi Flegrei è un sistema geotermale prototipico, caratterizzato da fluidi a forte pressione che, spinti verso l’alto, creano fratture all’interno delle rocce superficiali. E al pari di tutti gli ambienti vulcanici, anche qui c’è una stretta correlazione tra aspetti geochimici, movimenti magmatici e fattori ambientali. Nel caso specifico dei Campi Flegrei, le precipitazioni intense che si sono verificate tra il 2017 e il 2018 hanno ridotto la permeabilità delle argille che compongono la Solfatara di Pozzuoli, diminuito l’afflusso di gas in superficie e aumentato lo stress del sistema geotermale. Quest’ultimo, poi, si è “liberato” tramite attività sismica, che si è rivelata la più elevata in zona proprio a partire dal 2019.

I risultati ottenuti, quindi, confermano che il cambiamento climatico e, soprattutto, l’aumento delle temperature e delle piogge intense, sono strettamente collegati all’attività vulcanica. E più si va avanti, più gli strumenti delle scienze del clima e della vulcanologia permettono di ottenere indicazioni sempre più precise e accurate sui possibili effetti degli eventi climatici sull’attività sismica dei campi Flegrei.
In sostanza, il cambiamento climatico influenza il movimento tettonico e, a quanto pare, anche l’attività vulcanica e sismica. Si hanno tutte le informazioni necessarie, quindi, per non farsi trovare impreparati in futuro ed evitare che altre persone perdano la vita per colpa del climate change.