Altro che grandine: arrivano i “chicchi giganti”
Gli eventi avversi sono un must del cambiamento climatico e ci si appresta a dire addio alla classica grandine, che lascerà il posto al fenomeno dei “chicchi giganti”.

Non più una semplice grandine: sempre più spesso, i temporali portano con sé chicchi di ghiaccio praticamente enormi, grandi come palline da tennis, che possono provocare danni tanto alle auto quanto alle coltivazioni. Inutile chiedersi chi sia il “colpevole”, dato che anche stavolta è il cambiamento climatico; piuttosto, è bene chiedersi cosa bisogna aspettarsi nel prossimo futuro.
Le cause della grandine gigante
Il record mondiale dei chicchi di grandine più grandi mai “piovuti” sulla Terra è stato registrato in South Dakota nel 2010, quando dal cielo sono precipitati veri e propri massi grandi quanto palle da bowling. E quelli che sono caduti in Italia nel corso del 2024 per poco non toccavano lo stesso record.
Potrebbe sembrare un controsenso, eppure la causa principale del fenomeno dei “chicchi giganti” è proprio il riscaldamento globale che, alla lunga, potrebbe provocare l’aumento di tempeste di grandine molto dannose.
Per capire come si origina il tutto, bisogna analizzare i componenti che costituiscono un temporale con grandine: sono presenti forti correnti ascensionali e folate calde che alimentano la tempesta, circondate da un’atmosfera instabile composta da strati di aria fredda e secca alternati a strati di aria calda e umida. Per completare, c’è anche un alto livello di vapore acqueo.
Nello specifico, sono le correnti ascensionali che danno vita ai chicchi di grandine di grandi dimensioni: questi nascono come minuscole particelle di ghiaccio che, successivamente, vengono sollevate dalle correnti ascensionali a diverse miglia dal suolo fino a scontrarsi con acqua fredda e temperature sotto lo zero. A questo punto, non avendo il tempo di cristallizzarsi, si attaccano a qualsiasi particella di grandine che incontrano e diventano sempre più grandi.
Dopodiché, se le correnti ascensionali sono abbastanza forti e costanti, allora il chicco di grandine si addensa e si ingrossa; alla fine, però, l’aria non è comunque in grado di sostenerne il peso, lasciandolo cadere a terra.
Come saranno i chicchi di grandine del futuro?
A oggi, i chicchi di grandine più grandi sono caduti solo nelle zone centrali e settentrionali di Argentina e Stati Uniti e per un motivo strettamente geografico: in queste aree, infatti, regnano una forte umidità proveniente dalla foresta pluviale amazzonica e un’aria molto calda e secca derivante dalle Ande e dalle Montagne Rocciose.
Una condizione molto simile si viene a creare in Pianura Padana, in particolare quando i venti soffiano sulle Alpi da nord-ovest e si scontrano con aria più calda e umida proveniente dal Mar Adriatico.

Tenendo conto di ciò, è altamente probabile che la frequenza delle grandinate aumenterà sia in Australia, sia in Europa, così come aumenterà la gravità delle precipitazioni. Se il 2023, per l’Italia, è stato l’anno delle grandinate, il 2024 non si è rivelato da meno e, a quanto pare, nei prossimi anni i “chicchi giganti” entreranno a pieno titolo tra i fenomeni atmosferici tipici anche del nostro Paese.