Malattie dei castagno

I suoi frutti sono tipici del periodo autunnale ed invernale. Non è raro, infatti, durante i mesi più freddi sentire il profumo e gustare il sapore delle caldarroste. Purtroppo, però, i castagni vengono spesso attaccati da alcuni nemici che minano la loro salute. Vediamo insieme quali sono le malattie più frequenti di un castagno e come combatterle.

Imponente con i sui trenta metri di altezza e con una longevità centenaria, il castagno svetta con le sue fronde ombreggianti che vanno a definire delle refrigeranti zone d’ombra. Non è raro, dunque, rimanere incantati da viali disseminati da questa specie o dai castagneti come quelli dei monti cimini, dove le foglie cadute creano un soffice tappeto sul quale adagiarsi a riposare sotto la frescura degli alberi.

Al di la di tutto questo, però, il castagno è conosciuto anche e soprattutto per i suoi frutti che definiscono in modo netto l’inizio del periodo autunnale. Le castagne, infatti, sono diventate un elemento quasi immancabili sulle tavole nostrane.

Il loro utilizzo, infatti, non prevede solo il consumo diretto al forno o lessate ma sono anche utilizzate come sostituto della farina per la preparazione di alcuni dolci. Sul territorio italiano, infatti, non sono rare sagre dedicate a questo frutto che, ad esempio, viene applicato anche per la preparazione di alcune carni.

Un successo, quello del castagno, che si deve soprattutto alla sua ampia distribuzione ed estensione. Non tutti sanno, infatti, che è possibile trovare questi alberi dalle zone mediterranee fino ai paesi balcani.

Ma quali sono le caratteristiche favorevoli per vedere crescere e prosperare al meglio il castagno? Sicuramente si tratta di una specie che trova il proprio habitat naturale pedemontane e montane. Con questo s’intende che il castagno è un albero da quota, preferendo altitudini che vanno da un minimo di 500 metri ad un massimo di 1000.

Altro aspetto importante per la sua crescita è rappresentato da una piovosità abbondante, soprattutto durante i mesi invernali. In quelli estivi, invece, predilige una caduta più lieve. Per tutti questi motivi, dunque, non stupisce di trovare questi esemplari soprattutto nelle zone centrali del nostro paese e in alcune particolarmente favorevoli del sud.

Nonostante la presenza di tutti questi elementi a favore, però, si sta riscontrando un peggioramento crescente delle condizioni di salute dei castagni. Da cosa dipende questa loro fragilità? Quali sono le malattie che possono attaccarli più facilmente rovinando anche i loro frutti? Proviamo a dare una risposta a queste domande.

1. Endothia Parasitica: sintomi

Uno dei nemici più pericolosi per il castagno è rappresentato proprio dal fungo Endothia Parasitica. Si tratta di un’infezione che porta a quello che viene definito come cancro della corteccia. Tutto ha avuto inizio nell’Asia Orientale ed, in modo particolare, in Giappone. Qui, però, i castagni hanno sviluppato una resistenza molto forte senza evitando gli effetti particolari della malattia. Diverso, invece, il decorso per alcuni esemplari americani.

Negli Stati Uniti, infatti, ha portato ad una pandemia che, nel corso di 30 anni, ha distrutto gran parte degli esemplari. Un destino che ha accomunato anche l’Europa. In questo caso, però, la malattia ha avuto uno sviluppo meno drammatico, senza incidere eccessivamente sulla salute dei castagni,

Ma quali sono i segni che devono farci mettere immediatamente in allarme?  Per prima cosa la corteccia, nel momento in cui viene colpita, assume un colore particolare, molto simile al rossastro. Successivamente iniziano ad apparire delle fessure che rendono l’insieme meno omogeneo.

A quel punto, l’albero cerca di reagire andando a produrre una sorta di cicatrizzazione dando vita alle necrosi corticali, chiamate comunemente cancri. Come ultimo segno inequivocabile i rami iniziano a seccarsi ma le foglie rimangono sugli alberi. E se questo  fenomeno si presenta durante il mese invernale, ossia quello in cui è prevista la spogliazione delle fronde, è un chiaro segno che il castagno in questione è stato colpito da questa malattia.

2. Endothia Parasitica: cure

A questo punto cosa fare per non lasciare la malattia progredire ed attaccare l’albero fino ad un punto di non ritorno? Fondamentale è la tempistica. Il che vuol dire accorgersi con un certo margine di tempo dell’avanzare di questo fungo. I passi da compiere, comunque, sono essenzialmente due. Il primo step è rappresentato dall’inevitabile taglio del ramo colpito.

Successivamente, poi, si deve procedere con il secondo. Questo consiste nella cicatrizzazione con un mastice apposito e con l’utilizzo di un fungicida per andare ad eliminare qualsiasi tipo di spora potenzialmente pericolosa per la parte sana del ramo.

3. Endothia Parasitica: sintomi e cure

Chiudiamo con un altro fungo nocivo, come l’endothia parasitica, anche se meno letale rispetto al precedente. Anche in questo caso i segnali di allarme sono rappresentati dalla comparsa di macchie scure sulla corteccia, alle radici e alla base del castagno. Come intervenire, però, per far in modo di non dover affrontare la problematica? In questo caso vale il concetto secondo cui prevenire è meglio che curare.

In questo caso, infatti, si consiglia di agire tempestivamente attraverso l’inserimento di minerali per nutrire il terreno intorno al castagno e alzare, in qualche modo, le sue difese immunitarie. Come secondo intervento, invece, si suggerisce di cospargere della cenere di legna tutto intorno al tronco. In questo modo, infatti, si crea una sorta di barriera disinfettata che dovrebbe impedire al fungo di attecchire e  colpire in modo definitivo il castagno.

Le malattie del castagno: foto e immagini

Il castagno ha una stazza imponente con i sui trenta metri di altezza e la sua capacità di diventare centenario. Nonostante questo, può essere attaccato da alcuni funghi in modo irreparabili. Vediamo cosa fare per mantenerli in buona salute come gli esemplari nelle immagini in galleria.