Sembra una coda di scimmia, ma è una delle piante grasse più spettacolari da coltivare
Il Cleistocactus colademononis o Hildewintera colademononis assomiglia tanto a una coda di scimmia per via del suo aspetto lungo e peloso: scopriamo come coltivare questa meravigliosa pianta grassa perfetta da tenere sul terrazzo o sotto al porticato.
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Originario della Bolivia, il Cleistocactus colademononis è una delle piante grasse più particolari per via del suo aspetto veramente incredibile. Questo cactus conosciuto anche come Hildewintera colademononis si presenta con dei lunghi fusti flessuosi che ricadono in genere verso il basso e appaiono ricoperti da una folta peluria bianca o argentea. Proprio al suo aspetto curioso deve il nome di cactus coda di scimmia, ma c’è da dire che è bene non toccarla dato che la peluria che vediamo altro non sono che spine sottili e pungenti. In estate a volte può regalare dei fiori rossi molto decorativi, ma solo se si riesce a prendersi cura correttamente dell’esemplare. Vediamo allora alcuni consigli utili per non commettere errori.
Dove posizionarlo

Per far crescere bene il cactus coda di scimmia è fondamentale sistemarlo in uno spazio luminoso dato che ha bisogno di parecchia luce naturale. Chi sceglie di coltivarlo in casa dovrebbe posizionarlo vicino a finestre o direttamente su un davanzale dove arrivano i raggi del sole per diverse ore al giorno, mentre chi preferisce tenerlo fuori dovrebbe sistemarlo in un angolino riparato sul balcone, sul terrazzo o sotto al porticato.
Il sole diretto è apprezzato solo se l’esemplare che si possiede è abituato, altrimenti rischia solamente di bruciarlo soprattutto in estate. Quando lo si tiene in ambienti dove ci sono anche bambini, è opportuno ricordare di sistemarlo su un mobile alto oppure in un vaso appeso dove i suoi rami ricadono verso il basso senza che ci sia il rischio che qualcuno si possa pungere.
Quando è il momento di rinvasarlo

Il rinvaso non è necessario tutti gli anni, ma è importante controllare che le radici del Cleistocactus colademononis non fuoriescano del vaso. Se si nota che le radici escono, si deve intervenire in primavera così come se ci si rende conto che i fusti sono diventati così lunghi da rischiare di sbilanciare il vaso.
Il procedimento da seguire è semplicissimo, infatti si deve solo scegliere un contenitore leggermente più grandi magari di terracotta per mantenere il suolo abbastanza asciutto. Ovviamente prima di mettersi al lavoro ci si deve procurare dei guanti da giardinaggio belli spessi e avvolgere la pianta con del cartone per evitare che le spinte possano pungere le mani.
Attenzione all’irrigazione

Chi possiede piante grasse sa bene che queste non tollerano il terreno troppo bagnato, per questo motivo è sempre meglio bagnarle una volta in meno che una volta in più. Anche in questo caso, suggeriamo di irrigare in primavera ed estate solo quando il suolo è completamente secco al tatto anche in profondità, ricordando sempre di svuotare il sottovaso.
Proprio i ristagni idrici rappresentano il pericolo maggiore per il cactus coda di scimmia, per cui è bene evitarli se non si vogliono marciumi radicali. In autunno, poi, le irrigazioni vanno ridotte ancora fino ad arrivare al periodo di riposo invernale quando è necessario evitare di dare acqua.
Una delle piante grasse più spettacolari da coltivare: foto e immagini
Ora che abbiamo visto quali sono tutti i segreti per coltivare al meglio il Cleistocactus colademononis, possiamo prenderci qualche momento per scorrere le foto raccolte nella seguente galleria immagini.