Robbia, cos’è, caratteristiche, come curarla, malattie

Perfettamente nota agli antichi, che ne facevano un uso quotidiano per diverse attività, questa pianta è arrivata fino ai giorni nostri facendo la felicità di artigiani che hanno riscoperto tecniche e prodotti antichi.

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Nel mondo della botanica non è insolito imbattersi in diciture e nomi misteriosi che, per quanto si faccia, non riportano alla mente proprio nulla. Uno di questi è, senza alcun dubbio, la robbia che, nella maggior parte dei casi risulta essere un’entità sconosciuta sia per le sue caratteristiche che per il suo impiego. In realtà, però, si tratta di un’erba che ha una storia molto lunga alle sue spalle, tanto da essere una tra le più usato nel mondo antico. Se l’uomo moderno non è assolutamente preparato riguardo alla robbia, infatti, altrettanto non si può dire di un abitante dell’antico Egitto.

Qui, infatti, questo particolare arbusto veniva utilizzato per tingere niente meno che il lino. La sua colorazione è quella di un rosso intenso che veniva applicato anche per opere murarie, tintura della pelle e di altro materiale tessile. Tracce del suo passaggio, poi, sono presenti anche nelle opere di Ippocrate, Teofrasto e Dioscoride.

Tutti loro, infatti, attestano la coltivazione di questa pianta dalle proprietà tintorie nella zona della Toscana. Alla robbia, dunque, si deve la tipica colorazione rosso mattone che da sempre ha caratterizzato le atmosfere e le architetture di questa regione.

Ma come si è evoluta la storia della robbia nel corso dei secoli? Durante il Medioevo era ancora molto utilizzata e commerciata. Nel XVII la Francia, in particolare, è diventata una grande produttrice di questa erba, tanto da essere introdotta come una sorta di cultura intensiva in alcune zone della Provenza. In Italia, la sua coltivazione è avvenuta fino al XIX secolo.

Successivamente, però, ha subito un netto e deciso declino nel momento in cui è stato scoperto come riprodurre a livello chimico il rosso mattone ottenuto dalla robbia. Da quel momento la sua applicazione per motivazioni tintorie è definitivamente decaduto.

Con le attuali tendenze naturalistiche ed un ritorno all’utilizzo di materiali naturali, però, questa pianta potrebbe ritrovare una secondo giovinezza. Ad essere interessato alle sue proprietà, infatti, è soprattutto un certo artigianato sostenibile, basato sulla riproduzione e scoperte di tecniche antiche, soprattutto nella tintura delle stoffe. Proviamo, dunque, a scoprire qualche cosa di più sulle caratteristiche di questa pianta e sulle cure necessarie per farla crescere nel migliore dei modi.

1. Robbia dei tintori e Robbia selvatica

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Iniziamo questo viaggio nel mondo della robbia facendo subito una distinzione iniziale. In natura, infatti, esistono due diverse tipologie di questa pianta: quella definita dei tintori e quella selvatica. Quali sono le caratteristiche che le differenziano? Nel primo caso abbiamo una pianta sempre coltivata che mostra delle dimensioni maggiori soprattutto nella parte aerea.

Per quanto riguarda il colore, invece, abbiamo un verde chiaro che definisce sia il fusto che le foglie. La robbia selvatica, invece, ha delle foglie più piccole ed un verde più intenso, tendente allo scuro rispetto a quella coltivata.

Al di là delle differenze, però, ci sono anche molti aspetti simili che le contraddistinguono. Prima di tutto si tratta di piante perenni e sempreverdi. Dal punto di vista della struttura, invece, hanno un fusto quadrangolare, mentre i fiori si riuniscono in una sorta di pannocchia. Questi, in modo particolare, fioriscono nel periodo che va da marzo a maggio.

2. Cura e coltivazione

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Dopo aver definito le caratteristiche estetiche di questa pianta dall’uso così antico, proviamo a capire quali sono le sue esigenze e come coltivarla nel migliore dei modi. Iniziamo con il dire che la robbia ha bisogno di terreni molto profondi, permeabili e freschi. Tre elementi essenziali che permettono l’ottimo sviluppo delle radici, un elemento essenziale di questa pianta.

Oltre a garantire la giusta crescita, infatti, queste risultano essere fondamentali proprio per le caratteristiche tintorie della pianta. È dalle radici, infatti, che viene estratto il colore naturale. Per questo motivo, dunque, è essenziale che si sviluppino sia in lunghezza che in larghezza.

Ma come si coltiva la robbia? Questo può avvenire essenzialmente in due modi: per semina e per talea, sempre utilizzando le radici. Per campire meglio andiamo a vedere più ne dettaglio le diverse procedure. Iniziamo proprio dalla semina. Si consiglia di organizzarla in campo aperto in un periodo che va da marzo a maggio. I semi devono essere posizionati dai 4 ai 6 centimetri di profondità e ad una distanza massima di 6.

Dopo 15/20 giorni dalla semina inizia la germinazione. In alternativa, nel caso si possedesse in giardino una piccola serra, sappiate che è possibile seminare anche in questo modo. Nello specifico si utilizza una piantina che abbia già dai 6 agli otto mesi di vita.

La riproduzione per talea, invece, avviene attraverso le radici, come abbiamo specificato. In questo caso, però, bisogna agire all’interno di una serra ed avere a disposizione una pianta adulta, intorno ai 3 anni di vita. In questo periodo, infatti, si forma la proprietà tintoria della robbia da tramandare ai futuri nuovi esemplari. Ricordate, inoltre, che la raccolta delle radici si effettua nel periodo che va da settembre a novembre.

3. Altri utilizzi

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Concludiamo con lo specificare altri utilizzi relativi alla robbia, che vanno oltre le sue proprietà strettamente tintorie. Soprattutto la robbia indiana, infatti, può essere utilizzata con succcesso nell’ambito dell’estetica e dell’erboristeria. Nel primo caso, soprattutto se fortificata dall’accoppiata con l’hennè, è possibile utilizzarla per tingere in modo naturale i capelli.

In altri casi, invece, soprattutto in abbinamento con l’argilla bianca, può essere applicata per risolvere problemi di pelle e discromie. Infine, i suoi decotti sembrano essere risolutivi per problemi di digestione e drenaggio liquidi. Il consiglio, però, è di non sperimentare mai da soli e di chiedere sempre consiglio agli esperti del settore.

Robbia, cos’è, caratteristiche: foto e immagini

Questa pianta misteriosa arriva a noi direttamente da epoche antiche. Per comprendere di cosa stiamo parlando lasciatevi trapsortare in un tempo lontano dalle immagini in galleria.