Come coltivare il pothos in acqua

Rita Paola Maietta
  • Giornalista Pubblicista dal 2010
  • Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione
  • Master in Comunicazione, specializzazione in Design, Arredamento, Lifestyle

L’Epipremnum arerum, meglio conosciuto come Pothos è una pianta molto facile da replicare e cresce molto bene anche in acqua. Vediamo come coltivarlo alla perfezione.

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Le foglie verdi a forma di cuore sono l’elemento caratterizzante del Pothos, una pianta semplice ma molto decorativa e facile da replicare, anche in acqua (idrocoltura). Inoltre, è perfetta per rampicare. Un vegetale, dunque, che si presta molto bene anche ad essere coltivato da chi il pollice verde proprio non ce l’ha.

Ma andiamo con ordine.

Il pothos, detto anche Scindapsus, fa parte della famiglia delle Aracee e sono circa 50 le specie comprese nel genere. Le loro origini sono da rintracciarsi in Asia, Australia, delle isole dell’Oceano Pacifico (in particolare, isole Salomone) e Madagascar. Il termine Pothos deriva da Potha, il nome che viene attribuito ad una specie non identificata sull’isola di Ceylon.


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Ai tropici, questa pianta, cresce spontanea e, in alcune isole del Pacifico, viene utilizzata per creare corone per cingere il collo di vedovi che si risposano. Inoltre, è in grado di purificare l’aria da benzene e monossido di carbonio, stando a quanto è emerso da alcuni test condotti dalla Nasa.

A caratterizzarla, oltre le foglie a forma di cuore, verdi con variegature dorate, i suoi tralci samentosi e spesso legnosi. In natura, può presentare delle piccole infiorescenze che, però, in casa non sbocciano.

Dopo questa necessaria premessa, di seguito, vedremo come poter coltivare in acqua, in modo efficace, il pothos a casa propria.

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Perché coltivare il pothos in acqua

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Oltre che nella terra, il pothos può essere propagato anche in acqua. Ma cosa si intende per propagazione? In pratica, bisogna prendere le parti vegetative della pianta qual steli, radici, foglie e rizomi che costituiscono le talee. Dopo che queste talee sono cresciute e radicate avrai una pianta nuova che crescerà nella tua abitazione. In questo modo, avrai piantine sempre nuove di cui prenderti cura o da regalare agli amici.

Il pothos, noto anche come edera del diavolo cresce bene nel terreno ma anche in acqua, il che rende l’innaffiatura un problema del tutto secondario. Mentre nel terreno deve essere innaffiato con costanza e potrebbe crescere a dismisura, se poni il pothos in vasetti e barattoli, la crescita sarà gestibile e controllata.


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Inoltre, non dovrai pensare a fertilizzanti particolari o fori di drenaggio. Naturalmente, dovrai avere cura di assicurare alla tua piantina luce in abbondanza e qualche sostanza nutritiva indispensabile. 

Come coltivare il pothos in acqua

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Per iniziare la coltivazione del pothos in acqua, dovrai prenderne una talea, da una pianta nel terreno, con almeno 15 centimetri di stelo. Quest’ultimo, dovrebbe avere più di un nodo poiché, da ogni nodo, spunteranno delle radici. Le foglie inferiori dovrebbero essere rimosse, per evitare che marciscano se poste dentro l’acqua.

La talea va immersa in un vasetto ricolmo di acqua pulita. Uno o due nodi delle talee devono essere coperti dall’acqua. Per quanto riguarda la posizione, il vaso deve essere esposto alla luce solare indiretta. Puoi utilizzare le tende per schermare la luce solare diretta eventuale. Se non dovesse esserci luce a sufficienza, le foglie perderebbero le loro striature dorate per diventare totalmente verdi.

A questo punto, non ti resterà che attendere: le nuove radici, infatti, spunteranno soltanto dopo 7-14 giorni. Quando le radici raggiungeranno 3/4 centimetri almeno, potrai scegliere se piantarle nel terreno o lasciarle immerse nell’acqua. In quest’ultimo caso, per incentivare la crescita, dovrai pensare di aggiungere all’acqua un fertilizzante liquido, per lo meno ogni 4/6 settimane.

L’acqua, invece, dovrebbe essere cambiata ogni 15 giorni al fine di mantenere fresca la pianta. Ciò è necessario anche perché l’acqua perde ossigeno. Non dimenticare di lavare i contenitori con periodicità, per mantenerli privi di alghe.

Per quanto riguarda l’acqua, se usi quella del rubinetto e, nella tua zona, è ricca di cloro o calcare, opta per uno stratagemma. Lasciala riposare per 24 ore in un contenitore aperto e poi usala per il pothos.

Come coltivare il pothos in acqua: accorgimenti

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Tra gli accorgimenti che potresti adoperare per coltivare un pothos in acqua, spicca quello di scegliere un vaso opaco. Questo non solo ti permetterà di pulirlo con meno frequenza ma scongiurerai anche la crescita delle alghe poiché l’assenza di luce le bloccherà.

Poco più sopra, ti abbiamo consigliato di utilizzare dei fertilizzanti: fai attenzione che non siano solidi ma liquidi. Se dovessi dare più sostanze nutritive alla pianta di quelle di cui necessita ciò non significa che essa cresca più velocemente.

Per fare in modo che l’acqua resti ossigenata più a lungo, puoi mettere al suo interno un paio di gocce di perossido di idrogeno. Scongiurerai anche le infezioni fungine.

Come coltivare il pothos in acqua: foto e immagini

Ora che la coltivazione del pothos in acqua non ha più segreti per te, non ti resta che metterti al lavoro. Prima, però, dedicaci ancora un minuto del tuo tempo, guardando la nostra galleria di immagini.