Conservare le patate


Come si conservano le patate e per quanto tempo? Consigli, segreti della nonna e trucchi per conservare a lungo le patate. Cose da non fare assolutamente e procedimenti sbagliati di conservazione.

patate


Le patate sono uno degli ingredienti più utilizzati ed apprezzati in cucina che si raccolgono nel periodo estivo e vanno poi conservate nel modo giusto per non incorrere in una serie di problemi anche gravi.

Infatti la patata da commestibile, gustosa e prelibata, può diventare anche tossica o cancerogena per l’uomo.


Come conservare le patate

Per prima cosa dobbiamo selezionare le patate scartando tutte quelle ammaccate e marce che possono velocizzare il processo di degrado anche delle altre patate. Inoltre bisogna scartare quelle verdi o con presenza di germogli, quest’ultime da riutilizzare per una nuova coltivazione.

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Conservare le patate a temperatura ambiente


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  1. Selezioniamo con cura le patate integre e prive di germogli.
  2. Quindi procediamo nel riporle in un cassettino in legno da posizione in un luogo buio, fresco ed asciutto, così come si fa per le cipolle.
  3. La temperatura ideale è di circa 5 °C fino ad un massimo di 10 ° C.

Con questo metodo le patate si conservano fino a 3 mesi e vanno scartate tutte le patate che man mano dovessero germogliare o diventare verdi.

patate-bollite

Conservare le patate cotte in frigorifero

A differenza delle patate crude che non vanno mai conservate in frigorifero, quelle cotte possono stare in frigo qualche giorno.

Conservare le patate congelate

Solo le patate cotte possono essere congelate senza problemi. Quindi procediamo con una bollitura o cottura prima di riporre le patate in buste per alimenti e quindi riporle nel freezer.

Conservare le patate essiccate

Le patate possono essere essiccate per essere riutilizzate come farina di patate, un ingrediente di molte ricette.

Cipolle, Patate

Conservare le patate cose da non fare

  • Evitare assolutamente di conservare le patate non cotte in frigo: il freddo trasforma gli amidi in zuccheri e la successiva cottura induce la produzione dell’ acrilammide o propenammide, ammide dell’acido acrilico,  una sostanza genotossica e cancerogena, ossia può indurre mutazioni genetiche e tumori nell’uomo come evidenziano degli studi della Foods Standards Agency. Inoltre l’Efsa, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha stilato un rapporto con le dosi accettabili di acrillammide, ossia 1 microgrammo al giorno, un valore veramente basso. Altri alimenti che hanno questo gas sono il caffè, ancora peggio le alternative quali orzo e cicoria, ed il pane: il tipico odore di pane appena sformato è dato anche dalla presenza di acrillammide. Dall’11 aprile 2018 entrano in vigore le norme del Regolamento (UE) 2017/2158  atte a ridurre la quantità di acrillamide negli alimenti. Per le patate da friggere che contengono più quantità di acrillamide evidenziabile con il colore marroncino dopo la frittura, si consiglia di tenerle, una volta tagliate, almeno 30 minuti in acqua fredda così da fare perdere parte dell’amido e ridurre la possibilità di produrre acrillamide.
  • Non congelare le patate crude, perchè diventano non commestibili.
  • Mai conservare patate e cipolle o frutta vicini, perchè si velocizza il processo di marcescenza dell’uno e dell’altro.


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