Pressostato: cos’è, come funziona e utilizzi

Marika Manna
  • Dott. in Editoria e Giornalismo

Cos’è il pressostato? Come funziona? Quanti tipi ne esistono? Come vengono utilizzati e quali sono i settori di impiego? Come si regola un pressostato e in cosa consiste la sua manutenzione? Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere sul pressostato.

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L’hot topic di oggi è il pressostato. Se non sapete di cosa stiamo parlando, non preoccupatevi; cercheremo di scoprire insieme tutto quello che c’è da sapere su quest’”aggeggio”. Ragionando per un secondo sul termine “pressostato” è facile rendersi conto che parliamo di un sistema in cui in qualche modo c’entra la pressione.

E fin qui, non ci piove. Ma nel dettaglio che cos’è? Che funzione svolge? In pratica, a cosa serve? Scopriamolo insieme nei prossimi paragrafi.

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Pressostato: cos’è?

Il pressostato, o anche, interruttore di pressione, è propriamente un sistema che permette l’apertura e quindi anche la chiusura di un circuito elettrico, variando in modo automatico la pressione. Al suo interno è presente un liquido in cui è immerso un elemento: la variazione della pressione (quando aumenta o diminuisce) genererà l’espansione o la contrazione del fluido, il che permette il passaggio o no alla corrente elettrica.

In altre parole, grazie a un pressostato è possibile verificare ogni variazione di pressione applicata entro un valore predefinito. Nel funzionamento di pressostato entrano in gioco: la pressione di azionamento che si può regolare grazie a una vite presente sul pressostato e la pressione da monitorare.

Utilizzato in molti settori come l’idraulica o la termoelettrica o anche negli impianti domestici, il pressostato viene installato per il controllo di flussi d’aria, di liquidi e di gas su cui si può intervenire manualmente o automaticamente.

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Pressostato: come funziona?

Tutti i pressostati sono dotati di un diaframma che si muove quando è sottoposto alla pressione che intendiamo controllare.  Maggiore è la differenza delle forze che agiscono sulle facce tanto più il movimento del diaframma sarà notevole.

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Tipi di pressostato

In commercio esistono varie tipologie di pressostato:

  • Meccanico: è la tipologia più comune insieme a quello meccanico. I pressostati di questa categoria sono usati per lo più per controllare il flusso d’aria negli impianti di condizionamento ma sono utilizzati anche per regolare liquidi e gas degli impianti di riscaldamento
  • Idraulici: funzionano con combustibili allo stato liquidi e sono usati nelle piscine, negli irrigatori, nei sistemi antincendio e nell’industria alimentare
  • Pneumatici: sono utilizzati nei sistemi in cui ci sono gas pressurizzati come ad esempio nei compressori d’aria
  • Elettronici: di certo più complessi di quelli meccanici, i pressostati appartenenti a questa categoria, presentano un sistema digitale e sono più resistenti in quando non hanno componenti fragili che li compongono. Sono più costosi degli altri ma permettono una misurazione molto precisa perché tutte le azioni sono decise da un microprocessore che elabora ogni singola alterazione.

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Utilizzo

Come detto, vari sono i settori in cui i pressostati sono utilizzati: si va dall’impiantistica all’ingegneria meccanica, dalla tecnologia medica ai servizi di ristorazione. Ad esempio, li ritroviamo, negli impianti di climatizzazione, nei compressori e ancora negli irrigatori, nei sistemi termo-idraulici e in tanti altri.

Più in generale, c’è un pressostato in qualsiasi macchinario il cui funzionamento prevede un tipo di pressione che può essere aria, vapore, liquido, gas, corrente elettrica. Ogni qualvolta è necessario un controllo circa la pressione ad esempio in impianti ad alta sicurezza ci sarà un pressostato a lavorare.

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Come tarare?

Quando si installa un pressostato, esso sarà pronto all’uso e avrà una pressione tra le 2 e le 4 atmosfere. In realtà, può essere tarato a seconda delle proprie esigenze. Come si tara? Un pressostato è dotato di due viti di regolazioni: una con la quale si aziona e una con cui si spegne.

La prima vite si chiama differenziale e regola lo scarto di pressione che si crea tra l’accensione e lo spegnimento della pompa. La seconda invece è quella che determina il valore massimo della pressione. Se ruotiamo i dadi in senso orario la pressione aumenta, in senso antiorario diminuisce: bisognerà stabile il valore minimo perché la pompa si avvia e quindi avvenga il contatto.

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Pressostato: manutenzione

Anche un pressostato richiede la sua buona e giusta dose di manutenzione che ne assicuri la funzionalità. Ma in cosa consiste la manutenzione? Innanzitutto, un pressostato va pulito da eventuali impurità che potrebbero bloccarne il funzionamento. La pulizia ovviamente va fatta a pressostato scollegato dalla corrente elettrica, va poi smontato. A questo punto, bisogna seguire le indicazioni solitamente incluse nel libretto d’istruzioni.

Una volta che lo avrete smontato, questo andrà ripulito dalle impurità con un cacciavite molto sottile o addirittura un fil di ferro. La cautela è consigliata in questo momento: un piccolo errore e potreste rischiare di intaccare la membrana che lo ricopre e compromettere per sempre il suo funzionamento.

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Pressostato: immagini

Di seguito potete rivedere tutte le immagini dell’articolo.