Anilina: cos’è, tipologie e come si utilizza

Marika Manna
  • Dott. in Editoria e Giornalismo

L’Anilina è un colorante sintetico che può essere sciolto nella maggior parte dei solventi organici. È utilizzata per colorare i pellami ma anche per ritoccare e dipingere il legno. Vediamo nel dettaglio cos’è, come si utilizza nell’acqua, nell’alcool e nei grassi.

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 Avete mai sentito parlare dell’Anilina? Se siete tra la schiera di persone che non sanno di cosa stiamo parlando allora siete nel posto giusto perché oggi parleremo di questo composto organico definendone il significato, il suo utilizzo e le diverse tipologie di sostanze in cui può essere disciolta.

Prima di addentrarci nelle specificità dell’anilina, qualche pillola storica. Inizialmente chiamata “cristallina”, la sostanza fu scoperta per caso nel 1826 da Otto Unverdorben che, in realtà, stava tentando di sintetizzare la chinina. Fu chiamata Anilina nel 1841 quando C.J. Fritzsche estrasse un olio mentre trattava l’indaco con potassa caustica: diede alla sostanza il nome della pianta da cui è ricavato l’indaco, Indigofera anil (anil, dal sanscrito nila significa, appunto, blu scuro).

Nell’industria fu impiegata nella sintesi della mauveina, un colorante viola, per ricavarne una tonalità intermediaria e anche per il “nero inferno”, un colorante utilizzato dai calzolai per colorare le pelli.

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Anilina: che cos’è?

Scientificamente chiamata fenilammina o amminobenzene, l’anilina fa parte della categoria delle ammine aromatiche e allo stato puro si presenta come un liquido incolore e oleoso con una profumazione non molto intesa. Può essere miscelata con gran parte dei solventi organici e, a seconda dell’intensità, se ne ricavano colori sintetici che vanno dal blu al viola fino al nero.

Come si può utilizzare?

Sotto forma di polvere colorante, l’anilina è impiegata per tinteggiare la pelle e nel settore del restauro il legno perché può assumere varie tonalità: marrone, giallo, rosso, verde e viola. Anche se non più molto diffusa, l’anilina può essere utilizzata come colorante per i tessuti anche se nei lavaggi non è molto resistente. Inoltre, nel caso della lana irrigidisce il tessuto per cui viene meno la morbidezza tipica della lana.

In commercio, a seconda del solvente che si andrà a utilizzare, esistono diverse tinte in polvere a base di anilina. I solventi che si possono utilizzare sono l’acqua, l’alcool e i grassi; ciò che cambia è il grado di evaporazione più o meno rapida.

Nel caso dell’acqua, l’evaporazione è più lenta quindi anche i meno esperti possono ottenere buoni risultati. L’alcool, invece, ha un grado di evaporazione maggiore e per questo il suo utilizzo richiede una certa attenzione nell’evitare la formazione di aloni sulla superficie che stiamo andando a trattare.

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Essendo meno coprenti rispetto ad altre soluzioni, i colori a base di anilina per legno determinano un effetto finale naturale lasciando visibili le striature tipiche delle superfici lignee. Questo colorante è poi molto utilizzato nel settore del restauro per la sua capacità di correggere imperfezioni o per ritoccare il colore di mobili di legno.

Per l’effetto vintage che dona, il colorante a base di anilina è impiegato anche nel tinteggiare le pelli e se usato come additivo della gommalacca può creare riflessi colorati che ben si prestano a decorare complementi d’arredo per un fascino antico senza tempo.

Ad ogni modo, utilizzare questa sostanza come colorante sintetico non è difficile. Quindi, non spaventatevi, non c’è bisogno di essere professionisti: appassionati del fai da te fatevi avanti e imparate a conoscere l’anilina. Vediamo insieme come utilizzarla.

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Anilina all’acqua

L’Anilina, concentrata in polvere, disciolta in acqua dà vita a un colorante potente che potrete usare sul legno per renderlo brillante e sulle pelli di cui esalterà l’aspetto granuloso. Offre innumerevoli vantaggi tra cui:

  • buona stabilità alla luce
  • praticità e facilità nell’usare

Se avete deciso di acquistare questi colori all’acqua, procedete in questo modo. Disciogliete il colore in acqua tiepida (il rapporto è di circa 10 grammi di colorante per litro d’acqua) e mescolate per eliminare i grumi.

Un consiglio furbo è quello di preparare tutta la quantità che vi serve e testare su una superficie la tonalità cromatica così da stabilire quante passate di colore necessita il legno prima di arrivare alla gradazione che preferite.

Una volta stabilita l’intensità, dovrete procedere a stendere l’anilina. Potrete stenderla a spruzzo, a immersione, con il pennello oppure tamponando con una spugnetta. La soluzione più veloce? Decisamente il pennello.

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Anilina all’alcool

Come detto, un’altra variante è l’anilina all’alcool che condivide con la versione precedente il procedimento e le tecniche di applicazione. Se avete optato per questa soluzione, sciogliete circa 20 grammi di polvere in un litro d’alcool etilico denaturato, fino a raggiungere la cromia desiderata.

Ricordate che abbiamo parlato di evaporazione? Ecco, tenete a mente che l’alcool evapora più in fretta, per questo è bene evitare passaggi ripetuti nello stesso punto altrimenti rischiate di creare macchie e aloni.

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Anilina ai grassi

L’ultima variante che tratteremo è l’anilina ai grassi adatta per colorare oli, resine, cere naturali e sintetiche. Questa va disciolta in una piccola quantità di prodotto che volete colorare, che potrebbe essere olio o cera. Aggiungete la soluzione in tutto il liquido che avete intenzione di colorare e mescolate cercando di evitare il formarsi di grumoli. Dovrete ottenere una consistenza liscia e quasi “cremosa”. Chiaro è che se dovrete colorare della cera è necessario, prima di effettuare questa operazione, scioglierla tramite riscaldamento.

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Dove acquistare e prezzi

Tutte le tipologie di anilina che abbiamo descritto sono facilmente acquistabili in negozi del fai da te, in ferramenta ma anche su varie piattaforme on line. Per quanto riguarda i prezzi, essi sono in genere molto contenuti e variano, naturalmente, a seconda della quantità di cui si ha bisogno. Nel caso di quella in polvere, il costo si aggira attorno a 1,50 euro per bustina; nel caso di quella ai grassi, il prezzo sale ma siamo comunque intorno ai 2,70 euro per i flaconi più piccoli.

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