Good technology: così l’IA difende le foche dall’overtourism

Autore:
Erika Fameli
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In Scozia l’IA protegge le foche dall’overtourism, e aiuta i ricercatori a prendere decisioni inerenti l’impatto dei turisti sulla popolazione locale, e a loro gestione. Si tratta di un caso di good technology che mostra come si può utilizzare l’IA a favore dell’ambiente. Ecco come.

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Foca, Monaca
Photo by Alicia_Chant – Pixabay

La Scozia non è un paese particolarmente colpito dal turismo di massa, ma da qualche anno a questa parte i flussi sono decisamente aumentati, e in alcuni periodi e in alcune zone, ben presto la presenza di molti turisti potrebbe diventare un problema serio. Ne sanno qualcosa nell’Aberdeenshire, una contea a nord della Scozia dove le spiagge sono popolate dalle foche grigie. Qui infatti, i visitatori che giungono numerosi sulla spiaggia di Newburgh potrebbero mettere a rischio la sopravvivenza dei mammiferi e avere un impatto negativo sulla specie, già considerata fragile.

In soccorso dei ricercatori arriva l’intelligenza artificiale, che si utilizzerà per supportare il lavoro umano in termini di monitoraggio della baia e che aiuterà gli esperti a fare valutazioni e prendere decisioni circa la gestione dei flussi turistici in relazione alla conservazione della specie. Ecco un esempio di good technology, che mostra come l’intelligenza artificiale si possa applicare a favore dell’ambiente e della biodiversità.

Biodiversità e overtourism

FOCA, MONACA
Photo by 165106 – Pixabay

Le foche grigie sono caratterizzate da un mantello che sfuma dal nero al marrone, per arrivare fino all’argento. Si tratta di una specie considerata fragile, ma che da qualche anno ha scelto la spiaggia di Newburgh, nell’Aberdeenshire, in Scozia, per ripopolarsi. Come spiega la biologa marina Claire Stanfield, ricercatrice della CNN:

Oggi se ne contano oltre 3.000 esemplari, nei periodi di picco a fronte delle poche decine di cinquant’anni fa.

Questo è sicuramente un dato positivo, che però va tutelato e tenuto sotto controllo. La presenza delle foche, infatti, non è sfuggita al mirino dei turisti, che hanno iniziato subito a popolare la zona e ora rischiano di rappresentare un pericolo per la specie. Nasce così la necessità di monitorare meglio la situazione e imporre nuove regole di base che consentano la convivenza sana e positiva tra i visitatori e i mammiferi:

  • non si possono disturbare le foche in alcun modo,
  • non sono ammessi droni ad uso ricreativo nell’area,
  • i visitatori potranno accedere solamente al lato meridionale della spiaggia (quello meno frequentato dalle foche grigie).

L’IA protegge le foche

Foca, Monaca
Photo by fotos1992 – Pixabay

Con la ritirata dei mari, la presenza delle foche necessita di una salvaguardia maggiore, e così come in Italia si festeggia il ritorno della foca monaca, in Scozia si fa di tutto per preservare la specie e tutelarla dall’assalto dell’overtourism. Per farlo, si usa anche l’intelligenza artificiale, che entra in gioco per supportare i ricercatori nella raccolta di dati e per prendere decisioni che regoleranno i contatti tra le colonie di foche e i turisti. In particolare, alcuni droni sorvoleranno la baia contando i mammiferi, valutando quanto sia importante l’impatto dei turisti sulla loro sopravvivenza. Grazie alla tecnologia i ricercatori potranno risparmiare giorni interi di monitoraggio visivo, arrivando in tempi più rapidi e in maniera più efficace a valutazioni d’impatto per la specie.

Una singola immagine proveniente da un drone, infatti, può mostrare fino a 2.500 foche, numero che all’uomo richiederebbe almeno 3 ore di avvistamenti. Inoltre, i droni sono strumenti poco invasivi e che non disturbano gli animali, il che li rende un esempio perfetto di good technology applicata allo studio di ecologia e biodiversità, che permette di osservare le specie nel loro habitat senza alcuna interferenza, di garantire una visione più ampia e oggettiva rispetto alla presenza fisica dei ricercatori.

Good technology, così l’IA difende le foche dall’overtourism: foto e immagini