AI SOSTENIBILE – È possibile ridurre l’IMPATTO dell’INTELLIGENZA ARTIFICIALE?
Ogni azione digitale lascia un’impronta ecologica, ma esistono soluzioni per ridurre l’impatto ambientale.

L’attività online, che va dall’invio di e-mail alla pubblicazione di post sui social media, ha un impatto ambientale reale e concreto. I dati digitali, che comprendono foto e video, sono archiviati in server e data center che consumano una quantità significativa di energia. Inoltre, l’intelligenza artificiale, un’altra variabile significativa, richiede ancora più energia per funzionare, consumando risorse preziose come l’acqua. Tuttavia, esistono potenziali soluzioni per rendere internet più sostenibile. L’articolo esplora l’efficacia delle tecnologie verdi, come il fotovoltaico e le pompe di calore, nel ridurre l’impatto ambientale dei data center, specialmente in un contesto verde in una delle regioni montane delle Alpi.
L’impatto ambientale della digitalizzazione
L’utilizzo dei social media e delle piattaforme di streaming come YouTube contribuisce all’emissione di CO2, con consumi stimati in circa 46 grammi per un’ora di visione su YouTube. Considerando l’enorme diffusione di internet, dove solo un terzo della popolazione non ha accesso, l’impatto diventa esponenziale. In effetti, se internet fosse una nazione, sarebbe al quarto posto in termini di emissioni globali, superando perfino l’aviazione commerciale, che contribuisce al 2% delle emissioni globali. Questo scenario richiede un approccio più sostenibile e consapevole all’uso della tecnologia.
L’evoluzione dei server: Dal CERN ai data center moderni
Il primo server ufficiale apparso al CERN di Ginevra era semplicemente un piccolo computer. Oggi, i server sono grandi computer indispensabili per il funzionamento dell’internet moderno, ma il loro funzionamento continuo richiede enormi quantità di energia, che si traduce in un’enorme produzione di calore. Questa energia deve essere dissipata subito, altrimenti si rischia il collasso del sistema. Per questo motivo, i data center moderni sono ubicati in regioni fredde, come la Scandinavia, o persino sotto l’oceano, per sfruttare le temperature basse dell’acqua per il raffreddamento.
Data center green di Infomaniac: Una storia di successo

Infomaniac ha innovato la gestione dei server a Ginevra attraverso l’uso di energia completamente rinnovabile. La loro sede è sotto un quartiere residenziale e sfrutta l’energia eolica e idroelettrica oltre ad impiegare pannelli solari di grande efficienza, come testimoniato dai 520 kW installati. L’implementazione di sistemi smart dimostra che è possibile ridurre l’impatto ambientale in modo significativo. A differenza dei colossi tecnologici mondiali, Infomaniac valorizza il calore generato dai server invece di limitarne l’uso al solo raffreddamento.
Raffreddamento efficiente e recupero del calore
Il raffrescamento dei server di Infomaniac non spreca nulla: ogni watt utilizzato è massimizzato. Il calore generato viene convogliato in un innovativo sistema di pompe di calore che riscaldano l’acqua per usi civili, come il riscaldamento di case e palazzi circostanti. Infatti, la tecnologia impiegata consente di ridurre l’uso di pellet e il taglio di legname necessario per il riscaldamento classico, risparmiando fino a 700 tonnellate di pellet l’anno. Si tratta di un impianto che non solo è efficiente ma dimostra quanto l’innovazione sia intenta a ridurre drasticamente l’impatto ecologico.
Contributo delle tecnologie verdi per il riscaldamento urbano
Infomaniac ha implementato un innovativo sistema di riscaldamento che utilizza il calore sprecato dai server per alimentare il riscaldamento urbano della città di Ginevra. Questo approccio riduce l’inquinamento da pellet e gli impatti associati alla logistica di trasporto del combustibile tradizionale, ottenendo benefici sia a livello locale che globale. È una prova concreta di come, investendo in strategie intelligenti, è possibile sostenere lo sviluppo economico traendo vantaggio dall’energia rinnovabile.