In Italia ci sono 100mila tetti pronti per il fotovoltaico ma nessuno se ne accorge

Autore:
Elisa Cardelli
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Una ricerca calcola la quantità di impianti industriali e strutture di stoccaggio che potrebbero essere adibiti all’installazione di pannelli solari su vasta scala, favorendo un’accelerazione nella transizione energetica.

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Un recente studio ha reso noto che in Italia ci sono molti tetti di fabbriche e stabilimenti industriali che si possono sfruttare per velocizzare la transizione verso l’energia pulita. Questi tetti si prestano infatti alla perfezione ad ospitare pannelli fotovoltaici e rappresentano una soluzione importante per il Paese.

Tanti tetti in Italia potrebbero ospitare pannelli fotovoltaici

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L’Italia può affrontare la sua transizione energetica attraverso l’utilizzo dei tetti degli stabilimenti e dei capannoni industriali come fonte di energia solare, grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici. Questa possibilità è stata dimostrata da un calcolo effettuato dalla società tecnologica Cerved, che ha raccolto e analizzato informazioni utilizzando l’intelligenza artificiale.

Nello specifico, attraverso l’esame della dimensione, la posizione geografica e le caratteristiche delle aziende, come i loro consumi energetici e la loro stabilità finanziaria, la società con sede a San Donato Milanese ha individuato circa 110.000 siti in tutto il territorio italiano, in grado di fornire una superficie complessiva di 300 chilometri quadrati.

Questa superficie sarebbe sufficiente per ospitare l’installazione di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni, con una capacità complessiva di 30 gigawatt. In questo modo, sarebbe possibile coprire il 75% dell’obiettivo di installazione di potenza fotovoltaica entro il 2030 per impianti superiori a 200 chilowatt, nonché il 60% del target totale di 50 gigawatt previsto dall’accordo europeo “Pronti per il 55” (Fit-for-55).

I dettagli dello studio

Utilizzando dati provenienti da satelliti e tecnologie di rilevamento immagini basate sull’intelligenza artificiale, la società tecnologica è stata in grado di individuare la posizione geografica degli edifici e dei siti produttivi con una superficie complessiva di oltre 2mila metri quadrati. Queste dimensioni sono sufficientemente ampie per ospitare impianti con una capacità di almeno 200 chilowatt, rendendoli attraenti per gli operatori specializzati.

Successivamente, è stata effettuata una selezione ulteriore per identificare i tetti piani o inclinati orientati a sud/sud-ovest, che rappresentano circa il 65% del totale e offrono le condizioni ideali per un’ottima esposizione ai raggi solari. Sono stati inoltre esclusi eventuali ostacoli, che rappresentano in media il 3% delle superfici analizzate.

Infine, sono state prese in considerazione le caratteristiche del territorio, quali le precipitazioni, la distanza dalla rete elettrica, i vincoli paesaggistici, i rischi idrogeologici e le comunità energetiche. Questi dati, insieme alle informazioni dettagliate sulle imprese italiane disponibili presso Cerved, comprendenti il consumo energetico, l’affidabilità creditizia, i profili ESG e i costi degli impianti fotovoltaici, sono stati incrociati per valutare la fattibilità e le esigenze di finanziamento delle installazioni fotovoltaiche.

Questa soluzione poterebbe a molti investimenti

Un intervento di questa portata andrebbe a far attivare tra i 30 e i 36 miliardi di euro di investimenti. Questi investimenti, chiaramente, andrebbero a portare ad un grande impatto ambientale dal momento che porterebbero ad un risparmio di emissioni di circa 9mila tonnellate di anidride carbonica ogni anno.

Questo è un aspetto di notevole rilevanza, tenendo conto del fatto che entro il 2030 sarà necessario triplicare la capacità di generazione di energia solare fotovoltaica, portandola dagli attuali circa 25 gigawatt a un totale di 75 gigawatt.