Alluvioni e siccità: dalla Conferenza nazionale sul clima 2023 non arrivano buone notizie
La quarta edizione della Conferenza nazionale sul clima si è svolta il 5 luglio a Roma, presso l’Auditorium del Museo Ara Pacis, con il tema “Alluvioni e siccità. Quali strategie per affrontare la crisi climatica?”. Le soluzioni proposte.

Organizzato dalla collaborazione tra Italy for Climate, Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, Commissione europea e Rai Per la Sostenibilità, l’evento ha avuto come tema principale il cambiamento climatico, specialmente in rapporto al ciclo dell’acqua.
In particolare, ha avuto uno spazio di rilievo la presentazione del rapporto stilato da Italy for Climate, “Troppa o troppo poca: l’acqua in Italia in un clima che cambia”. In questo documento, si analizzano tre punti fondamentali per far fronte all’aumento di frequenza di eventi meteoclimatici eccezionali: il contesto attuale; le prospettive offerte; gli interventi da eseguire.
Il report suggerisce alcune iniziative da prendere in considerazione. Tenterò di sintetizzarle di seguito:
- Bisogna rendere più incisive le misure di mitigazione e adattamento.
- Aumentare l’impegno climatico puntando sul rinnovabile.
- Adottare una Legge per il Clima.
- Migliorare la consapevolezza delle risorse idriche in Italia.
- Rinnovare le infrastrutture.
- Promuovere un uso efficiente e circolare dell’acqua in tutti i settori, specialmente agricoltura e industria.
- Aggiornare i Piani di gestione del rischio alluvioni.
- Valorizzare soluzioni che privilegiano la natura.
- Valorizzare il ruolo delle città.
Alluvioni, piogge torrenziali e siccità: la causa è nel ritmo del ciclo dell’acqua

Già lo scorso anno, sono stati resi noti i dati di uno studio pubblicato sulla rivista Nature, grazie al quale si è scoperto che il ciclo dell’acqua sta cambiando a velocità raddoppiata. Ciò porta a una frequenza maggiore di fenomeni climatici estremi, come alluvioni, piogge torrenziali e siccità.
In generale, l’acqua si sposta dalle regioni calde verso quelle più fredde, ma la rapidità con cui questo accade è maggiore del previsto: fino al 7,4%. E tutto ciò a causa dei cambiamenti climatici.
E questa tendenza porta, secondo lo studio, a un aumento di piogge intense in tutte le regioni della Terra e siccità soprattutto in alcune zone del Mediterraneo, dell’Australia, Sud America, Sudafrica e la West Coast degli Stati Uniti.
Alluvioni in Italia: un fenomeno sempre più frequente

Solo qualche mese fa, veniva colpita duramente l’Emilia Romagna. L’abbiamo visto tutti al telegiornale, immagini strazianti da scenari apocalittici. Eppure, le alluvioni diventano sempre più frequenti. Questo possiamo capirlo dai dati che pubblicati periodicamente da Legambiente.
A preoccupare non sono solamente i dati annuali, ma, bensì, quelli dell’ultimo decennio. Infatti, a settembre 2022 si stimava che le alluvioni dal 2010 fino ad allora erano state ben 510. Risulta anche che l’area più colpita sia il Centro Italia.
Ma non è soltanto il cambiamento climatico il problema. Legambiente, infatti, già nel settembre 2022, denunciava la mancata adeguatezza della gestione del rischio idrogeologico in Italia. Nonostante la problematica sia ben conosciuta e mappata, sembra che non siano stati fatti sforzi necessari per risolvere il problema. In particolare, si lamenta la lunghezza del processo di approvazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), pubblicato per la prima volta nel 2015 e approvato solo all’inizio di quest’anno. Il Piano non è ancora entrato in vigore.