Phylica ericoides – Phillica


Phillica ericoides

La Phylica ericoides è una pianta ornamentale sempreverde ideale per realizzare bordure fiorite nei giardini cittadini e costieri, facile da coltivare anche in vaso, apprezzata per la sua persistente e prolungata fioritura.

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Caratteristiche Phylica ericoides

La Phylica ericoides è una pianta perenne della famiglia delle Rhamnaceae (la stessa del Ceanothus) originaria dell’Africa e che cresce spontanea in tutte le zone caratterizzate da un clima mite.

La pianta è provvista di un robusto apparato radicale formato da radici fascicolate e numerose radici secondarie o avventizie che dà origine a fusti lunghi circa 40 centimetri che in poco tempo formano grandi cespugli con chioma leggermente disordinata.

I fusti sono ricoperti da una sottile e morbida peluria e sono di colore grigio.verdastro.Ramificato dalla base, presenta sottili fusti ricoperti da corti peli grigiastri.

Le foglie che ricoprono gli steli sono piccole alterne e di colore verde brillante. La forma delle foglie della Philica sono lanceolate o lineari con margini lievemente accartocciati verso la pagina inferiore di colore verde pallido.

I fiori riuniti vistose e numerose infiorescenze tondeggianti simili a quelle della Lantana,  compaiono solo sugli apici degli steli.

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I fiori sono tubolari e di colore  bianco-verdastro e, pur essendo piccoli, sono apprezzati per il loro valore decorativo e per il gradevole profumo mielato.

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I frutti sono capsule ovoidali non più grandi di 0,5 mm contenenti piccolissimi semi.

La coltivazione di questa pianta è abbastanza semplice e non richiede interventi particolari. In genere basta collocarla nella giusta posizione (meglio se in pieno) e ricordarsi di innaffiarla due o tre volte al mese.

Fioritura: la Phillica fiorisce abbondantemente dalla primavera fino all’autunno inoltrato e nelle zone del bacino mediterraneo la pianta produce fiori anche in inverno.

Coltivazione della Phillica

Esposizione: ama i luoghi luminosi e soleggiati per molte ore al giorno. Resiste alle temperature alte dell’estate mentre non tollera i venti freddi e le temperature invernali troppo rigide.

Terreno: è una pianta rustica che anche se si adatta al comune terreno da giardino predilige un terriccio sciolto, soffice e molto ben drenato.

Annaffiature: le pianta di Philica coltivate a dimora vanno irrigate ogni 20 giorni in estate e nei periodi di prolungata siccità. Dall’autunno e fino all’inizio della primavera le annaffiature vanno diradate o sospese del tutto in caso di piogge abbondanti e prolungate tipiche delle stagioni. Le piante allevate in vaso soprattutto quelle giovani vanno annaffiate con maggiore frequenza solo se il terreno è asciutto da più giorni.

Concimazione: anche se non è una pianta particolarmente esigente in fatto di concimazioni in autunno si consiglia di interrare ai piedi dell’arbusto dello stallatico maturo per assicurare un adeguato riposo vegetativo della pianta e favorire l’emissione di nuovi getti nella primavera successiva.

Moltiplicazione della Phillica

La pianta si riproduce per seme e può essere propagata per via agamica mediante talea e per divisione dei cespi.

Moltiplicazione per seme

La semina si effettua in primavera stratificando i semi su un substrato specifico. I semi vanno ricoperti con uno strato sottile di terriccio che va leggermente inumidito con uno spruzzino.

Il semenzaio va ricoperto con un foglio di plastica per garantire le condizioni ottimali di temperatura ed umidità utili alla germinazione dei semi. Per evitare fenomeni di condensa la causa prima dell’insorgenza di malattie fungine è consigliabile forare il foglio di plastica in più punti. Ogni due, si rimuove il foglio di plastica e si inumidisce il terreno. Dopo circa 2 settimane dalla semina si vedranno spuntare dal terreno piccoli germogli e il foglio potrà essere rimosso e spostato in un luogo luminoso per consentire l’irrobustimento delle piantine.

Quando le piante di phillica avranno raggiunto l’altezza di circa 15 cm potranno essere messe a dimora in piena terra o in vasi singoli. Nell’effettuare si procederà con accortezza per non correre il rischio di danneggiare le giovani radici.

Moltiplicazione per talea

La moltiplicazione per talea si effettua in primavera. Con cesoie ben affilate e disinfettate si prelevano dai rami semilegnosi sani e vigorosi talee lunghe 15-20 cm. Le talee si mettono a radicare per almeno i 2/3 della loro lunghezza in un miscuglio di torba e sabbia e tenute in serra fresca a temperatura di circa 10°C fino a quando non compariranno nuove foglie (circa due mesi). Le nuove piante vanno trasferite in vasi singoli ed allevate in esse fino al momento dell’impianto la primavera successiva. Per favorire una sicura e più rapida radicazione delle talee è consigliabile tenerle in acqua non calcarea per almeno 10 giorni e poi procedere all’interramento.

Moltiplicazione per divisione dei cespi

La moltiplicazione per divisione della phylica si effettua in primavera e va fatta su piantine già cresciute di almeno 2 anni. Le piante ottenute per divisione del cespo vanno tenute in un luogo fresco fino a quando non avranno attecchito e poi trapiantate nel loro luogo definito all’inizio dell’estate.

Impianto

Le piante di phillica vanno poste in buche ben lavorate e arricchite di una concimazione di fondo a base di stallatico ben maturo. Se si intende realizzare una piccola siepe o una bordura le piante vanno impiantate a distanza di circa 1 metro l’una dall’altra.

Potatura

La potatura della Philica va fatta in primavera un po’ prima del risveglio vegetativo. Con attrezzi datti ben affilati e disinfettati si recidono gli steli secchi, quelli danneggiati e si accorciano di circa i 2/3 quelli troppo disordinati al fine di per conferire un’armonia di forma alla chioma.

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Rinvaso

La pianta va rinvasata in primavera quando lo spazio disponibile al suo sviluppo è ormai limitato e le radici fuoriescono dai fori di drenaggio dell’acqua di sgrondo delle annaffiature. Si estrae la pianta dal terreno e la si trasferisce in un vaso più grande del precedente e si rifonde terriccio nuovo, soffice e ben drenato.

Parassiti e malattia della Phillica

La pianta è resistente agli attacchi degli afidi e della cocciniglia. Se il clima è troppo umido o piovoso è soggetta a malattie fungine e al marciume delle radici a causa dei ristagni idrici.

Cure e trattamenti

In inverno le piante coltivate a dimora vanno protette alla base dei cespugli con una pacciamatura di paglia o di foglie secche mentre quelle allevate in vaso vanno trasferite in luoghi protetti ma luminosi.

Usi

La phillica è una pianta resistente alla siccità e alla salsedine e per questi motivi viene utilizzata  a scopo ornamentale per creare macchie di colore anche nei giardini costieri. I fiori molto persistenti sono richiesti per gli addobbi floreali soprattutto per realizzare confezioni natalizie.

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