Sfratto per morosità. Ecco come si oppone l’inquilino


Il conduttore è legittimato a difendersi da una notifica di sfratto da parte del proprietario. Ecco le modalità con cui l’affittuario è legittimato a difendersi proponendo ricorso allo sfratto.

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In caso di inadempimento al pagamento del canone di locazione, l’inquilino si vede notificato dal padrone di casa lo sfratto per morosità. In tal caso, tuttavia, ci si chiede se l’inquilino sia costretto ad abbandonare l’immobile ovvero se potrà contestare lo sfratto in giudizio.

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Sfratto per morosità: ecco come proporre ricorso

Nel caso in cui il locatario abbia stipulato un regolare contratto di affitto con il locatore, non ottemperando all’obbligo di pagare più di due mensilità, il locatore presenta ricorso di sfratto per morosità.

In tal modo il proprietario si rivolge all’autorità giudiziaria per riottenere la disponibilità del bene locato con mezzi coercitivi ed in tempistiche brevi.


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Il locatore-proprietario deve, pertanto, inviare all’inquilino una lettera di diffida a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno sollecitando il pagamento del canone di locazione e l’abbandono dell’immobile entro una determinata data.

Inefficacia della diffida all’inquilino: ecco cosa accade

Qualora la diffida non produca effetti, il locatore procede con intimazione di sfratto ex art.658 c.p.c. e cita in udienza il conduttore per la convalida dell’istanza e l’ingiunzione di pagamento della somma dovuta.

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Come l’inquilino si difende dallo sfratto

L’inquilino si dovrà presentare all’udienza e, con assistenza del proprio avvocato, presentare opposizione al procedimento.

Qualora l’opposizione sia fondata su motivi di diritto e di fatto o su prova scritta, non essendoci altri gravi ed impellenti motivi, il giudice rinvierà al giudizio ordinario la decisione. In caso contrario, il giudice decide per l’esecuzione immediata dello sfratto.

La richiesta del termine di garanzia da parte dell’inquilino

L’affittuario in alternativa alla precedente strategia processuale si può presentare in udienza chiedendo un termine di garanzia, non superiore a 90 giorni per pagare il debito. Se, di contro, l’inquilino non dovesse presentarsi all’udienza ovvero accettasse lo sfratto, sarà obbligato a lasciare l’immobile.

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Opposizione allo sfratto: ecco i motivi


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Vari sono i motivi addotti dall’inquilino per opporsi alla richiesta di sfratto del proprietario. L’intimato può sostenere e provare in giudizio di aver provveduto al pagamento dei canoni di locazione come pattuito nel contratto.

L’inquilino, infine, potrà dimostrare l’errore da parte del proprietario nell’indicazione delle somme richieste nonché l’ammontare delle spese sostenute per l’effettuazione delle riparazioni urgenti dell’immobile.

Il conduttore, in tal modo, chiamato in giudizio sarà in grado di far valere la posizione di creditore nei confronti del medesimo proprietario. Ulteriore e definitiva strategia che l’inquilino potrà porre in essere per opporsi all’intimazione di sfratto per morosità è la dimostrazione in giudizio di una parte della somma richiesta dal proprietario.

In tale caso, il giudice può ordinare al locatario il pagamento della somma dallo stesso non contestata entro il termine di 20 giorni. Qualora la somma sia corrisposta dall’inquilino al proprietario, la causa continuerà il proprio decorso secondo le forme del processo tradizionale.

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