Prefabbricato: come e quando accatastarlo


Avete un prefabbricato e volete sapere se dovete iscriverlo al catasto? Come e quando bisogna accatastare un prefabbricato? Qual è la procedura da seguire? Ecco una piccola guida che vi aiuterà a capire quando occorre accatastarlo.

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Accatastare un prefabbricato significa iscriverlo al Catasto, un vero e proprio archivio dei terreni e degli immobili presenti sul territorio di un Comune o di una Provincia. La legge impone di accatastare tutti gli immobili, ad eccezione di alcuni casi. E’ obbligatorio accatastare anche i prefabbricati? Ecco una piccola guida che vi aiuterà a capire cosa fare.

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Cosa è un prefabbricato

Innanzitutto chiariamo la definizione di prefabbricato. Si tratta di una particolare struttura che viene realizzata in fabbricata ed assemblata sul luogo. Gli elementi del prefabbricato possono essere diversi e richiedere una particolare posa in opera, a seconda delle dimensioni, delle caratteristiche e dei materiali utilizzati.


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La destinazione d’uso del prefabbricato può essere diversa a seconda che si tratti di una struttura dedicata alla creazione di un deposito o di un magazzino. In alternativa, nell’edilizia moderna si vanno sempre più diffondendo la creazione di prefabbricati destinati a diventare delle residenze.

Queste ultime sono delle vere e proprie case che seguono le stesse normative delle case realizzate in maniera tradizionale in muratura. Chiarita la definizione di prefabbricato viene spontaneo chiedersi se questi come gli immobili tradizionali devono essere accatastati. E qual è la procedura per farlo? Cosa prevede la normativa in vigore?

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Cosa è il catasto

Il catasto è un archivio di tutti gli immobili presenti sul territorio di un comune o di una provincia. Si tratta di un vero e proprio inventario dettagliato con l’indicazione delle dimensioni, della collocazione, della destinazione d’uso, della rendita e del proprietario dell’immobile.

Il catasto è diviso in catasto dei terreni e catasto degli immobili. L’obiettivo di questo censimento è individuare tutti gli immobili e i terreni presenti sul territorio, per stabilire anche un’adeguata tassazione. A gestire il catasto è l’Agenzia del Territorio che dal 2012 fa parte dell’Agenzia delle Entrate.

Gli immobili sono identificati attraverso l’attribuzione ad una categoria che vengono individuate in 5 gruppi indicati con le lettere dalla A alla F.  l’appartenenza ad una categoria dipende dalla destinazione d’uso dell’immobile.  Ogni categoria, a sua volta è suddivisa in sottocategorie che identificano al meglio le caratteristiche dell’immobile.

Archivio

  • Gruppo A: comprende gli immobili di tipo residenziale, da abitazioni civili, a palazzi signorili, ville, castelli
  • B: a questo gruppo invece appartengono gli edifici pubblici: ospedali, scuole, convitti ecc.
  • Gruppo C: immobili destinati ad attività commerciali come negozi, palestre, piscine ecc.
  • Immobili a destinazione speciale per il Gruppo D
  • Gruppo E: immobili a destinazione particolare
  • Categorie fittizie per il Gruppo F


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A secondo della categoria catastale a cui appartiene l’immobile, sarà sottoposta ad una tassazione diversa. Immobili di pregio, avranno una tassazione maggiore rispetto ad immobili di edilizia popolare. Per sapere a quale categoria appartiene il nostro immobile, si può richiedere la visura catastale che contiene tutti i dati identificativi dell’immobile.

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Cosa è l’accatastamento

L’accatastamento come è facile intuire è un procedimento che in pratica censisce tutte le caratteristiche dell’immobile o del terreno. Dalla sua collocazione, alla destinazione d’uso, alle dimensioni. Quando bisogna fare l’accatastamento dell’immobile? Cosa dice la norma?

L’accatastamento dell’immobile si deve fare ogni volta che vengono apportate delle variazioni o delle ristrutturazioni, nel caso di una struttura esistente. Se invece si tratta di una nuova costruzione cosa bisogna fare? Anche in questo caso è un passaggio obbligato.

Iscrivere un immobile al catasto, permette di stabilire anche il valore dello stesso, attraverso l’appartenenza ad una categoria. Cosa bisogna fare se la nuova costruzione è un prefabbricato? Come bisogna muoversi?

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La normativa

Come riferimento normativo  per l’accatastamento del prefabbricato bisogna assumere l’ultimo comma dell’art.2 del D.M. 28/98, il quale chiarisce che sono considerate unità immobiliari i prefabbricati esistenti da tempo su un dato suolo e in grado di produrre, autonomamente, un proprio reddito.

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Quando accatastare un prefabbricato

Come si può dedurre dal riferimento normativo riportato in precedenza, i prefabbricati, anche se realizzati in legno o in altro materiale, sono equiparati agli immobili in muratura o costruiti tradizionalmente.

Ciò che influisce sull’iscrizione o meno al catasto è la possibilità di spostare il prefabbricato. Semplificando, per la legge, a meno che il prefabbricato non si può spostare facilmente da un luogo all’altro, è considerato alla stregua di un immobile in muratura.

Gli unici prefabbricati che possono essere esclusi dall’accatastamento sono quelli che hanno una superficie inferiore agli 8mq. Per tutti gli altri, per qualsiasi destinazione di uso abbiano c’è l’obbligo del censimento e dell’iscrizione al catasto.

Inoltre non vanno accatastate le seguenti strutture.

  • Serre per la coltivazione di vegetali
  • Vasche per l’irrigazione dei terreni
  • Strutture prive di copertura
  • Tettoie, pollai, concimaie di altezza minore di 1,80 metri e di volumetria minore di 150 m³

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Come si accatasta un prefabbricato?

Cosa bisogna fare allora per accatastare un prefabbricato? Occorre presentare una dichiarazione  denominata DOCFA  del proprietario del prefabbricato e  redatta da un professionista abilitato (geometra, ingegnere, perito edile). In questa dichiarazione saranno riportati tutti i dati del prefabbricato e il Tipo Mappale, se si tratta di una nuova costruzione.

Il tecnico che redige il DOCFA avrà bisogno inoltre dei seguenti documenti.

  • Titolo di proprietà del prefabbricato
  • Dati della pratica edilizia con cui è stato realizzato o modificato
  • Estratto di mappa
  • Copia del documento d’identità e del codice fiscale del dichiarante.

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Marcella Piegari
  • Scrittore e Blogger

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