Costruire su aree destinate ad uso agricolo: è possibile?

Autore:
Avv. Ennio Carabelli
Tempo di lettura: 5 minuti

E’ possibile costruire quando si possiede un terreno destinato alla coltivazione? Ci sono dei casi specifici dove questa cosa è fattibile e vogliamo spiegarti come.

 

Casa, Colonica

Un coltivatore diretto un imprenditore agricolo decide di costruire su di un proprio fondo avente, tuttavia, destinazione economica non edilizia. E’ possibile farlo?  Nel caso in cui un imprenditore agricolo o un coltivatore diretto intenda edificare un’abitazione sul proprio terreno destinato solo ad uso agricolo, potrà farlo?

A tale domanda è possibile, inizialmente, rispondere che i terreni destinati a coltivazioni non possano avere un uso differente da quello agricolo.

Ma non è sempre così, vi spieghiamo il perché? Terreno destinato ad uso agricolo: che cosa s’intende?

In primis allorquando si fa riferimento ad uso agricolo di un terreno, occorre soffermarsi sul contenuto del Piano Regolatore Generale che, invero, costituisce lo strumento urbanistico in grado di dividere i territori nell’ambito delle zone territoriali omogenee sulla scorta della destinazione economica.

Ebbene, le tipologie di terreni agricoli sono ben sei, divise nell’ambito delle prime sei lettere dell’alfabeto italaiano:

  • Zona A: zone del territorio comunale che comprendono parti di territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi
  • Zona B: zone del territorio comunale che comprendono le parti di territorio totalmente o parzialmente edificate diverse dalle zone A in cui l’indice di densità territoriale di ciascuna zona enucleata non sia inferiore ad 1,5 mc/mq
  • Zona C: zone del territorio comunale che comprendono le parti di territorio destinate a nuova edificazione per la realizzazione di manufatti ad uso residenziale o direzionale o ricettivo o extralberghiero, l’intervento è ammissibile previa redazione di uno strumento urbanistico esecutivo che ha carattere obbligatorio, di iniziativa pubblica o privata o a cura dei soggetti attuatori di progetti di edilizia sovvenzionata e convenzionata secondo gli indici urbanistici e i modelli tipologici di progetto indicati negli strumenti urbanistici esecutivi che hanno carattere obbligatorio, redatti per iniziativa pubblica e privata
  • Zona D: zone del territorio comunale che comprendono le aree destinate alle attività produttive, non agricole, a valenza varia
  • Zona E: zone del territorio comunale che comprendono aree agricole in cui si manifestano le colture in modo variamente articolato
  • Zona F: zone del territorio comunale che comprendono gli spazi per le attrezzature pubbliche di interesse generale

La destinazione d’uso agricola prefissata nel PRG è fondamentale per tutelare la salute e l’integrità dei terreni e del paesaggio naturalistico.

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Edificazione su di un terreno agricolo: è impossibile?

 

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Sulla scorta di quanto sostenuto in precedenza appare evidente che un terreno, inizialmente, destinato ad uso agricolo non possa essere soggetto ad un cambio di destinazione economica per uso-ad esempio-abitativo.

Lo status dei terreni comunali, invero, non è invariabile per sempre, ma è sottoposto a cambiamenti nel corso degli anni. Un terreno destinato nel PRG ad uso agricolo può, tranquillamente, essere tramutato in zona destinata ad uso residenziale.

Ma come si fa a capire se un terreno sia edificabile?

Terreno

Occorre chiedere ed ottenere dal Comune il certificato di destinazione urbanistica con apposita istanza nella quale dovrà essere indicato:

  • Carta d’identità;
  • Mappa catastale del terreno;
  • Ricevuta versamento in favore del Comune;

Entro 30 giorni dal deposito dell’istanza, il Comune potrà comunicare al richiedente se sussista o meno la possibilità che vincoli ambientali siano collegabili al proprio bene immobile.

Costruire una casa colonica su di un terreno agricolo: si può?

Casa, Colonica

Qualora a seguito di tali accertamenti, il terreno risulti essere comunque sottoposto ad invalicabili vincoli paesaggistici, vi sarà comunque la possibilità di edificare sul fondo una casa colonica in cui gli agricoltori potranno vivere.

Per la costruzione di una casa colonica sul proprio terreno agricolo occorrerà conformarsi ad alcune norme di legge. Bisognerà dimostrare che la casa colonica sia destinata a professionista del settore agricolo che, a sua volta, sia coltivatore diretto o imprenditore agricolo da almeno tre anni.

L’edificio da costruire dovrà essere conforme all’indice di fabbricabilità del terreno ovvero dovrà rispettare il rapporto tra volume dell’edificio e la superficie del terreno su cui verrà costruito. Altre limitazioni imposte riguardano l’uso dei materiali di costruzione variabili da zone a zone.

Casa, Colonica

Costruire su aree destinate ad uso agricolo: immagini e foto

Le indicazioni utili per capire se è possibile costruire una casa su un’area destinata ad uso agricolo. Quando si può e quando non si può, tutte le leggi da poter sfruttare e i documenti da dover preparare.