Come cambiare la caldaia con l’Ecobonus 110%

Stai pensando di cambiare la tua vecchia caldaia? Puoi farlo utilizzando gli incentivi Ecobonus 110%. Qui ti spieghiamo passaggio per passaggio come cambiare la caldaia, la procedura, i passaggi burocratici e i vantaggi che ne derivano. Scopriamo tutto insieme. 

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Il 2021 vede la conferma e la proroga dell’Ecobonus 110%, finalizzato a incentivare la popolazione italiana all’acquisto, all’installazione e al miglioramento degli impianti energetici, per adattarli alle nuove norme in materia di eco-compatibilità.

Il Decreto Rilancio, che norma e regola i procedimenti sugli Ecobonus 110%, prevede un grande investimento sul futuro del Paese e dell’ambiente, spingendo i cittadini a fare la propria parte nel miglioramento delle caratteristiche prestazionali delle proprie abitazioni.

Il regolamento completo è amministrato dall’Agenzia delle Entrate, in sinergia con l’ente ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Sui i siti di entrambi gli enti è possibile ottenere delucidazioni minuziose in merito all’incentivo Ecobonus.


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Tra i vari interventi che è possibile attuare, spicca quello relativo al cambio della caldaia, che certamente reca notevoli vantaggi nel riscaldamento degli ambienti domestici e nella produzione di acqua calda.

Si evince, infatti, che l’utilizzo di un nuovo impianto comporta per ogni nucleo abitativo un risparmio in bolletta di circa il 30% l’anno. Per poter accedere ai vantaggi statali è necessario rispettare alcuni requisiti, oltre a effettuare degli interventi definiti trainanti, ai quali collegare anche la nuova caldaia. Scopriamo insieme tutti i dettagli.

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L’Ecobonus 110%

L’Ecobonus 110% permette di detrarre il 110% del costo degli interventi effettuati, tra quelli concessi. Il suddetto costo può essere detratto dalle tasse nei 5 anni successivi all’intervento. 

Nel caso della caldaia, questa iniziativa consente agli utenti di avvalersi di un nuovo dispositivo sostituendo quello vecchio. L’iniziativa ha subito una proroga per tutti interventi effettuati fino al 31 dicembre 2021.

Per ottenere il bonus è necessario rispondere ad alcuni requisiti. In primis, l’immobile deve presentare le seguenti caratteristiche:

  • la proprietà immobiliare deve essere regolarmente accatastata e in linea con le le norme sull’edilizia;
  • non devono esserci pagamenti arretrati o in sospeso circa l’immobile;
  • è necessaria la presenza di un impianto per il riscaldamento all’interno dell’immobile: si può beneficiare di ecobonus solo per la sostituzione di un impianto preesistente, non per una nuova installazione.

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Cambiare la caldaia con l’Ecobonus 110%

Oltre alla detrazione fiscale nei 5 anni successivi all’effettuazione dell’intervento, è possibile anche utilizzare tale importo optando per la cessione del credito. 

Questo è possibile solo se la sostituzione della caldaia avviene contestualmente insieme a un altro intervento, detto trainante, con lo scopo di portare miglioramenti alle classi energetiche. Gli interventi trainanti sono:

  • Isolamento termico delle superfici, sia verticali che orizzontali, dell’edificio o dell’abitazione che sia pari ad almeno un quarto della superficie totale ( cappotto termico). Limite massimo di spesa: 60.000 € per unità abitativa;
  • Sostituzione degli impianti a condensazione centralizzati. Limite massimo di spesa: 30.000 € per unità abitativa;

I limiti massimi di spesa si intendono comprensivi di costi di manodopera, smaltimento rifiuti, redazione di documenti e perizie. Il bonus si rivolge a tutti gli interventi effettuati a partire dal 1 luglio 2020, fino al 31 dicembre 2021.


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Per poter essere conforme alla norma circa l’utilizzo dell’Ecobonus 110%, il nuovo impianto deve garantire un miglioramento di almeno due classi energetiche. Questo scatto di classi deve essere constatato da un tecnico incaricato e va dimostrato con una certificazione A.P.E. ( Attestato Prestazione Energetica).

Una grande novità introdotta dal Decreto rilancio, che norma le modalità di esecuzione dell’Ecobonus 110%, è che quest’ultimo può essere esteso anche alle seconde case. Il numero massimo di abitazioni sulle quali è possibile intervenire è due.

Possono fare richiesta del bonus:

  • Tutti i cittadini soggetti a IRPEF;
  • Enti, associazioni culturali, ONLUS o di volontariato;
  • Case popolari;
  • Condomini;
  • Gli enti sportivi, per miglioramenti relativi alle palestre delle strutture.

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Passaggi per cambiare la caldaia con l’Ecobonus 110%

Per accedere agli incentivi relativi alle caldaie ecco quali sono i passaggi da seguire:

  • Effettuare uno degli interventi trainanti citati. È possibile accedere alla guida completa sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • Nominare professionisti o un tecnico per il sopralluogo, l’installazione e la compilazione di tutti i documenti necessari ( scheda tecnica, conformità dei lavori, schede materiali, A.P.E.)
  • Effettuare tutti i pagamenti tramite bonifico parlante. Sono considerati nulli i pagamenti effettuati in contanti. Di fondamentale importanza poter dimostrare la causale del versamento, la data, il  numero della fattura in questione, i dati del beneficiario del pagamento (codice fiscale/ partita IVA)
  • Entro 90 giorni dalla fine dei lavori bisogna comunicare telematicamente tutti i dati a ENEA. Sul sito è disponibile una guida per la compilazione dei documenti
  • Tutti i documenti trasmessi a ENEA, i documenti rilasciati dal tecnico e i pagamenti devono essere conservati dal beneficiario del bonus, in quanto è possibile che ENEA effettui dei controlli per verificare e monitorare la veridicità delle dichiarazioni fatte. I controlli possono essere effettuati fino a un massimo di 10 anni.

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 Come cambiare la caldaia con l’Ecobonus 110%: immagini e foto

Una scelta virtuosa quella di contribuire al miglioramento dell’ambiente, scegliendo impianti di riscaldamento a basso impatto ed eco-compatibili. Ecco alcune immagini di moderne caldaie.

 

Clelia Ragosta
  • Lingua e letteratura svedese
  • Autore specializzato in Design, Arredamento, Lifestyle
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