Bonus sicurezza e allarme 2025 come funziona e quali sono le spese ammesse

Autore:
Davide Bernasconi
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Bonus sicurezza e allarme è in vigore anche nel corso dell’anno solare 2025. Cosa sapere per sfruttare al massimo un’agevolazione fiscale che in molti non conoscono e che spesso confondono con altri tipi di contributi.

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Bonus sicurezza e allarme 2025: cos’è

Quando parliamo di bonus allarme e sicurezza, di cosa ci stiamo occupando nello specifico? Anche per il 2025 è stato approvato il bonus che permette ai cittadini italiani di rendere a prova di intrusione la propria abitazione. Ecco quindi che potranno acquistare ed installare sistemi di allarme ed accessori per rendere più sicura la propria abitazione.

Ad essere inclusi nel bonus troviamo non solo l’impiantistica tradizionale, ma anche tutti gli interventi finalizzati a rendere la propria abitazione molto più sicura.

L’incentivo fiscale prevede la fornitura e posa in opera di porte blindate, grate, infissi anti sfondamento, impianti di videosorveglianza di ultima generazione, nonché i sistemi volti alla rilevazione di incendio e fumi.

Per l’annualità in corso il bonus allarme e sicurezza è incluso nel pacchetto riguardante il bonus ristrutturazione, che rimarrà in essere fino al prossimo 31 dicembre 2025.

Un intervento questo quindi di manutenzione ordinaria che non prevedere l’apertura della Cila.

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Chi lo può chiedere

Andiamo di seguito a definire meglio quali sono i soggetti che possono beneficiare del bonus sicurezza, nel 2025. Ecco quindi che l’incentivo sarà usufruibile da tutti quei soggetti che sono tenuti al versamento dell’Irpef. L’incentivo rientra nella detrazione fissata al 50% per quanto concerne le ristrutturazioni edilizie.

Potranno detrarre le spese sostenute sia i proprietari dell’immobile oggetto dei lavori, sia coloro che ne detengono titolo di godimento (uso, usufrutto, abitazione o superficie). Cambia però l’aliquota in considerazione della tipologia di abitazione. Per la seconda casa infatti l’aliquota scende al 36%.

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Come godere del bonus sicurezza

Per godere del beneficio fiscale legato alla sicurezza è necessario adottare precise modalità di pagamento. Le fatture dei materiali e delle lavorazioni unitamente ai bonifici eseguiti, dovranno essere ben conservati e resi disponibili in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Inoltre bisognerà andare ad adottare tassativamente il bonifico parlante che dovrà includere i seguenti dati:

  • la causale del versamento relativo alle spese sostenute, con riferimento alla norma (art. 16-bis del Dpr 917/1986);
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione fiscale;
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario che opera il pagamento.

Ammontare del beneficio

Di fatto il bonus sicurezza include la detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute, fino ad un tetto massimo di 96 mila euro. Ecco che si potrà recuperare la metà dei costi sostenuti, in 10 rate annuali, tenendo conto del versamento Irpef da effettuarsi. Al momento della prima dichiarazione dei redditi successiva agli interventi effettuati, occorrerà consegnare al commercialista od al CAF la documentazione. Pertanto, per esempio, in caso di lavori effettuati nel 2025, nel 2026 avrà il via la prima detrazione e così, per i 9 anni successivi.

Bonus sicurezza 2025: foto e immagini