Washing ball lavatrice: funziona davvero?

Patrizia D'amora
  • Dott. in Giornalismo e Cultura editoriale
02/11/2022

Washing ball per lavatrice, l’alternativa per fare il bucato senza detersivo. Ma funziona davvero? Caratteristiche, proprietà, usi, pro e contro: ecco cosa sapere.

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Bucato senza detersivo

Negli ultimi tempi la moda della wash ball per la lavatrice sta contagiando tantissimi consumatori, attenti a conciliare benessere e portafogli. Il risparmio è uno dei motivi del successo di questo prodotto, anche se la wash ball nasce per ridurre il consumo di detersivi inquinanti per l’ambiente.

Per chi non lo sapesse, si tratta di una pallina di plastica che contiene delle piccole sfere magnetiche, in grado di disgregare lo sporco sui tessuti tramite una scomposizione delle molecole di idrogeno nell’acqua. Il movimento molecolare attiva gli ioni negativi delle sfere, che eliminano efficacemente lo sporco sui tessuti rendendo vano l’utilizzo di altri detersivi.

Le washing ball sono studiate per il lavaggio dei capi bianchi o colorati e resistono anche a temperature elevate. Il pH 10 consente di trattare ogni tipo di macchia, rivelandosi efficace anche contro unto e grasso.

Uno dei vantaggi più evidenti è la durata: le washing ball non sono usa e getta, ma possono essere riutilizzate fino a 180 lavaggi. Dopodiché, basta sostituire le microsfere per effettuare i bucati successivi. I suoi componenti sono anticalcare, anti-acaro, anallergici e igienizzanti.

Ma funzionano davvero? Secondo i consumatori si, anche se non ci sono prove scientifiche o certificazioni valide che dimostrano l’efficacia di questi prodotti.

Per i più scettici, invece, un uso scorretto della washing ball potrebbe compromettere la funzionalità stessa della lavatrice, a causa del movimento delle microsfere che potrebbero fuoriuscire dalla pallina durante un lavaggio particolarmente intenso.

Per quanto riguarda l’attivazione dei raggi infrarossi sarebbe da imputare al calore originato dallo sfregamento delle microsfere. Tuttavia, non potrebbe competere con quello emesso dal tamburo della lavatrice in combinazione con l’acqua ad alta temperatura.