Solanimicina: dalle patate, un antibiotico contro funghi e batteri resistenti

Maria Teresa Moschillo
  • Dott. in Editoria, informazione e sistemi documentari
25/10/2022

Alcuni studi dell’Università di Cambridge e del Consejo Superior de Investigaciones Científicas di Granada hanno individuato nella molecola di Solanimicina (presente nelle patate) un nuovo antibiotico e antimicotico utile in ambito agricolo e clinico.

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Scoperto un nuovo antibiotico dalla Solanimicina delle patate

Quello della resistenza agli antibiotici e agli antimicotici è un problema crescente, sia in ambito agricolo che in ambito clinico. L’ultima frontiera, da alcuni anni a questa parte, è la ricerca sui microrganismi di origine vegetale, ricchi di potenzialità. Recentemente, a tal proposito, un team di ricercatori e microbiologi dell’Università di Cambridge e del Consejo Superior de Investigaciones Científicas di Granada ha scoperto un nuovo antibiotico e antimicotico derivato dalla molecola di Solanimicina, isolato dalla Solanina ossia un batterio che infetta le patate.

Stando agli studi, la Solanimicina sarebbe in grado di intervenire contro svariati funghi che infettano e distruggono molte coltivazioni agricole. Inoltre, sarebbe utile anche contro il fungo Candida Albicans, che può provocare infezioni molto gravi e pericolose nell’uomo. Ne deriva che questa nuova molecola e i composti a essa correlati potrebbero trovare impiego sia nel settore dell’agricoltura che in quello sanitario.

Secondo Rita Monson, che ha co-diretto lo studio dell’Università di Cambridge, i microrganismi di origine vegetale meritano grande attenzione da parte della comunità scientifica, specialmente perché le colture stanno ormai progressivamente sviluppando resistenza nei riguardi di tutti i trattamenti già esistenti. Ha dichiarato ai media:

Dobbiamo guardare in modo più ampio alle tante popolazioni microbiche che abbiamo a disposizione.

I primi studi sul batterio della patata che produce Solanimicina risalgono a circa 15 anni fa. Le ultime scoperte sono incoraggianti e fanno da apripista a nuove indagini sui patogeni vegetali, una risorsa potenzialmente importante.

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