Smartphone ricondizionati, lo studio indica qual è la scelta migliore per rispettare l’ambiente

Lo studio recente di Swappie conferma che la produzione di un telefono nuovo comporta l’impiego di materiali minerari e sostanze rare che hanno un impatto negativo per l’ambiente e la sua salvaguardia. La mossa migliore per rispettare la natura sarebbe quella di acquistare smartphone ricondizionati e di seconda mano. 

Smartphone

Annualmente, la produzione di smartphone e tablet di ultima generazione comporta un danno all’ambiente che sta per diventare piuttosto significativo, compromettendone a poco a poco la sua salvaguardia. Responsabile di un circolo vizioso il cui meccanismo sarebbe innescato dalle aziende produttrici di apparecchi tecnologici di nuova uscita è l’emissione di carbonio che deriva dalla più diretta lavorazione dei materiali utili alla realizzazione di cellulari smart.

Gli auspici del mercato dell’usato ricondizionato

Il mercato dell’usato ricondizionato potrebbe in questo modo aprire le porte ad una innovativa e rapida evoluzione, che significherebbe soltanto per l’ambiente la possibilità di giovare di un “risparmio” di sostanze tossiche le quali, oggi, rappresentano la più alta percentuale di rifiuti più dannosi, sia per l’uomo, sia per la natura. Per fare qualche stima, stando alle ultime ricerche del Rapporto di Impatto Ambientale, si pensi che la produzione di un IPhone significa per l’ambiente circa 78 chilogrammi di CO2 da smaltire. L’auspicio migliore, almeno per l’ambiente, resta così quello di produrre meno e salvaguardare di più.