Lavastoviglie, gli errori più comuni

Tiziana Morganti
  • Dott. Storia Moderna
04/09/2022

Spesso non ci rendiamo conto che delle azioni compiute velocemente e senza troppo pensare possono essere dannose per l’elettrodomestico e per l’ambiente. Scopriamo quali sono gli sbagli più frequenti.

Lavastoviglie

Nel menage quotidiano di una famiglia media, composta da quattro persone, c’è un alleato che proprio non può mancare e che sembra essere diventato sempre più indispensabile per alleggerire i  doveri casalinghi di tutti. Stiamo parlando della lavastoviglie, gioia di qualsiasi madre e di figli che, altrimenti, sarebbero stati costretti a turni di lavaggio. Grazie a questo macchinario, invece, bastano pochi gesti perché le proprie stoviglie siano perfettamente lavate ed igienizzate.

Nonostante questo grande apprezzamento, però, spesso vengono fatti degli errori nell’utilizzo che vanno ad incidere in modo negativo sul funzionamento, sulla manutenzione delle stoviglie e, cosa ancora più importante sull’inquinamento. Ed iniziamo propria da questa problematica. spesso si evita di utilizzare il programma Eco grazie al quale si riduce lo spreco di energia ed acqua.

In modo errato si crede che in questo modo piatti e bicchieri saranno lavati con minor efficacia, visto l’utilizzo di acqua fredda. Nulla di più falso. Altro aspetto importante è l’uso del giusto detersivo. Quelli in pasticche o quelli liquidi utilizzati per il lavaggio a mano sono altamento inquinanti. Meglio dirigere i propri acquisti su prodotti eco sostenibili e in polvere. In questo caso la quantità di utilizzo si controlla meglio.

Altro errore non insolito, poi, è usare la lavastoviglie a carico parziale quando si dovrebbe azionarla solo a carico pieno. In questo modo, infatti, si risparmia sia energia elettrica che sul consumo di acqua. Per finire, poi, si consiglia sempre di non dimenticare l’utilizzo del sale. Questo, infatti, serve a combattere la formazione del calcare che potrebbe danneggiare i tubi e il funzionamento della lavastoviglie stessa.  La parola d’ordine, dunque, è attenzione.