La tossicità delle patate cotte: sfatiamo i falsi miti

Tiziana Morganti
  • Dott. Storia Moderna
14/08/2022

Tra gli alimenti più utilizzati in cucina, le patate spesso vengono consumate all’istante e non conservate per il giorno dopo. Alla base di questo la falsa convinzione secondo cui diventino tossiche facilmente. Spieghiamo perché questo non è vero.

Patata

I bambini le adorano, soprattutto fritte, mentre il mondo degli adulti le inserisce spesso nelle alimentazioni ipocaloriche in sostituzione della pasta. Si tratta delle patate, alimento che, di volta in volta, è stato al centro di tanti falsi miti. Il primo, tra tutti, quello che imputava a questo alimento una pericolosità evidente alla linea di molti. In realtà, le scienze alimentari moderne sono propense a non eliminare nessun elemento nutritivo ma di utilizzarli tutti nel giusto modo e nelle quantità più appropriate.

Il secondo, ed è quello che prendiamo in considerazione ora, riguarda un eventuale pericolo di tossicità nella conservazione.  Il Ministero della Salute, infatti, ha ormai assodato che la conservazione delle patate già cotte non causa nessun tipo di pericolo per la salute. Fino ad ora, infatti, si è creduto il contrario perché queste tendono ad annerirsi una volta a contatto con l’ossigeno. Una reazione puramente naturale che, però, ha lasciato molte persone perplesse nel corso delle generazioni.

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Importante, invece, è che questo tubero non venga consumato in nessun modo una volta che sono apparsi i segni di una germogliazione. In quel caso, infatti, la patata ha avviato il suo processo di deterioramento ed invecchiamento, rilasciando delle proprietà che potrebbero risultare compromettenti o non facilmente assimilabili dall’apparato digerente. Questo vuol dire, dunque, che la vera attenzione deve essere prestata alla loro conservazione da crude.