Il compost è il futuro dell’agricoltura? Salviamo il pianeta

Tiziana Morganti
  • Dott. Storia Moderna
15/08/2022

Molte sono le problematiche presentate da un uso eccessivo di fertilizzanti azotati. Per questo motivo studi moderni hanno iniziato a concentrare la loro attenzione sull’applicazione del compost, un sostituto del tutto naturale.

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Ormai è chiaro che, per quanto riguarda un settore specifico come l’agricoltura, una delle problematiche più urgenti da risolvere è l’utilizzo di fertilizzanti chimici. Quelli  azotati sono stati utilizzati su larga scala, fino ad ora, per dare una “spinta” al terreno nei momenti produttivi più importanti o per renderlo efficace dopo una lunga gelata. Il  lato negativo di questa medaglia, però, è il netto e costante impoverimento del suolo stesso e l’inevitabile influenza che questo ha sul cambiamento climatico.

Per tutti questi motivi, dunque, si è cominciato a riflettere su un prodotto che fosse completamente naturale e che potesse sostituire quelli chimici utilizzati fino a questo punto. La soluzione sembra arrivare dal compost. Si tratta di un fertilizzante naturale formato proprio da compostaggio degli organici. Per rendere più chiaro il concetto, si forma attraverso l’umido, ossia quei rifiuti casalinghi che, ormai, siamo abituati a raccogliere in modo differenziato.

Ma quali sono i vantaggi del suo uso all’interno della produzione agricola? Innanzitutto va a sopperire ad una graduale carenza di fertilizzanti azotati. In secondo luogo, anche se si tratta della caratteristica più importante, riduce notevolmente le emissioni di gas serra durante i peridi di gelo e disgelo. Un risultato che è stato accertato dal team di ricerca della Watwrloo e della McGill University e che dovrebbe spingere sempre più agricoltori ad adottare il compost.