Frutta e verdura nelle scuole: si deve fare di più

Andrea Proietti
  • Autore - Laurea in Scienze della Comunicazione
10/11/2022

Si fa tanto per l’educazione alimentare e la sostenibilità, anche nelle scuole. C’è un progetto specifico per approfondire le tematiche food rivolto ai più piccoli, spesso però emergono incongruenze.

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Scuola Magister Vitae non solo per quanto riguarda il sapere e la cultura. Dal 2009 infatti esiste un determinato programma ministeriale, “Frutta e verdure nelle scuole”, promosso dall’Unione Europea e dal Mipaaf, con lo scopo di “incrementare il consumo dei prodotti ortofrutticoli e di accrescere la consapevolezza dei benefici di una sana alimentazione tra i bambini”.

Un focus sulla stagionalità dei prodotti coinvolgendo anche le famiglie dei ragazzi, diffondendo l’importanza della qualità certificata come DOP e IGP e del rispetto dell’ambiente. Un progetto positivo, certamente, che evidenzia l’agricoltura biologica; eppure, si potrebbe fare molto di più e migliorare alcuni aspetti. Quali?

Il bando di gara suddivide le scuole aderenti in diversi lotti geografici, dieci nello specifico. Questo significa un peso importante di emissioni di CO2 così come l’utilizzo di packing e plastica. Coltivare un prodotto in un luogo, confezionarlo in un’altra area e distribuirlo in una terza zona di certo non immortala lo scopo originario: “Ciò risulta controproducente sotto l’aspetto della sostenibilità e dell’educazione ad essa”, spiega Rosita Tondo, tecnica gastronoma, esperta di tematiche food e curatrice di laboratori di educazione alimentare nelle scuole.

Insomma, ottime le basi di “Frutta e verdure nelle scuole”, bisognerà però attuare in fondo i princìpi che muovono il programma. I bambini ci guardano, abbiamo grosse responsabilità verso di loro.