Fotosintesi senza luce, un paradosso possibile

Tiziana Morganti
  • Dott. Storia Moderna
13/08/2022

Il sole è la nostra più grande fonte di vita ed energia. Nonostante questo alcuni studiosi stanno applicando una fotosintesi artificiale dove il buio diventa il padrone della scena. Tutto per affrontare le ultime emergenze del cambiamento cliamatico.

Sole

Fin dai primi anni di scuola ci insegnano che il mondo vegetale per riprodursi e, quindi, creare anche molti degli alimenti naturali di cui ci nutriamo, ha bisogno di quel caro e vecchio processo chiamato fotosintesi. Perché questo avvenga, uno degli elementi più importanti è rappresentato dalla presenza e intervento della luce solare.

Questo fino a quando degli scienziati della UC Riverside e dell’Università del Delaware si sono riuniti per cercare un modo alternativo. Si tratta di una fotosintesi considerata artificiale e che utilizza un processo organizzato in due fasi per ottenere gli stessi effetti del procedimento naturale. Ma come? Sembrerebbe che gli organismi, per crescere e produrre alimenti, consumino acetato in un rilassante e completo buio. Dagli esperimenti fatti fino a questo momento è risultato che alcuni elementi come le alghe, il lievito ed i funghi riescano addirittura a crescere meglio in una situazione non assolata.

Dei dati che hanno fatto pensare alla possibilità di usare l’acetato anche per coltivare altri prodotti come fagioli, pomodoro, tabacco, riso e piselli. Ma per quale motivo sono iniziati questi studi? Sicuramente la motivazione più importante alla loro base è il cambiamento climatico cui stiamo assistendo. In questo modo, infatti, sarebbe possibile coltivare degli alimenti anche in assenza della giusta esposizione al sole.