Filtri rubinetto o caraffa? Scopriamo i risultati dei test

Tiziana Morganti
  • Dott. Storia Moderna
07/09/2022

Studi e sperimentazioni sostenute da Altroconsumo hanno dimostrato che questa soluzione è tutt’altro che definitiva. Pur migliorando il sapore dell’acqua, infatti, lascia invariato il residuo fisso e la durezza.

Rubinetto

Attualmente, per ridurre sensibilmente il consumo e la produzione di plastica, sempre più persone hanno deciso di abbandonare l’acquisto di bottiglie optando per il caro e vecchio rubinetto di casa. Cosa fare, però, se il sapore dell’acqua è poco gradevole e la sua consistenza risulta essere troppo dura al palato?

La soluzione potrebbe arrivare dall’utilizzo dei così detti filtri che, applicati al rubinetto, dovrebbero migliorare notevolmente la qualità di ciò che beviamo. Ma sarà veramente così? La domanda è tutt’altro che retorica, visto che ad oggi non è stata riscontrata una vera e propria efficacia di questo metodo.

A rivelarlo è stata una ricerca effettuata da Altroconsumo che, per un mese, ha fatto provare a delle famiglie volontarie diversi modelli e marche di filtri da rubinetto. Trascorso il tempo stabilito ed esaminata l’acqua filtrata, però, non si è ottenuto il risultato sperato. Nonostante il sapore fosse migliorato, infatti, rimanevano completamente invariati il residuo fisso e la durezza.

Questo vuol dire, dunque, che il filtro non solo non apporta nessun tipo di miglioramento all’acqua potabile ma, oltretutto, impone anche dei costi. Nello specifico si parla di un prezzo che va dai 30 ai 70 euro e di spese di manutenzione che si aggirano dai  50 fino ad un massimo di 169 euro. A questo punto, dunque, conviene provare la caraffa filtrante che, pur non avendo un’incredibile efficacia, è comunque più economica.