Capelli scartati, utili per coltivare verdura: lo studio di Singapore

Patrizia D'amora
  • Dott. in Giornalismo e Cultura editoriale
17/10/2022

Dall’ Università di Singapore arriva uno studio sorprendente: gli scarti di capelli umani possono essere impiegati per coltivare verdura e ortaggi in maniera sostenibile. Ecco come.

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Lattuga coltivata in serra

Uno studio condotto dai ricercatori della Nanyang Technological University di Singapore ha dimostrato che è possibile coltivare le verdure in maniera più sostenibile.

I ricercatori Ng Kee Woei e Hu Xiao hanno coltivato verdure a foglia, rucola e cavolo sfruttando la cheratina contenuta negli scarti di capelli umani raccolti dai saloni di parrucchieri. Le colture sono state ottenute in idroponica, utilizzando cioè un substrato per immagazzinare e fornire nutrienti e acqua.

La cheratina estratta dai capelli è stata mescolata con una fibra di cellulosa derivante dalla polpa di legno. Dopo un processo di essiccazione, la miscela ha prodotto un materiale spugnoso che è stato utilizzato come substrato per le colture. Il materiale ha iniziato a dissolversi nell’arco di 8 settimane, trasformandosi in nutriente per le piantine.

I ricercatori hanno potuto osservare che le piante coltivate con questo sistema avevano sviluppato radici più lunghe, rispetto alle stesse piante coltivate con metodi tradizionali. La cheratina, dunque, sarebbe in grado di stimolare la crescita consentendo alle piante di assorbire più nutrienti.

Dal risultato della ricerca il professor Ng Kee Woei ha ipotizzato che è possibile sfruttare anche la cheratina naturalmente contenuta negli scarti provenienti dagli allevamenti industriali, come la lana, le piume, gli zoccoli e le corna degli animali.

Sviluppare un sistema del genere su larga scala potrebbe essere un importante traguardo per il raggiungimento di un’agricoltura più sostenibile a livello globale.