Bucce di patate per sostituire la plastica

Tiziana Morganti
  • Dott. Storia Moderna
07/08/2022

Si dice spesso che la patata sia un alimento perfetto da cucinare in qualsiasi modo, ma grazie al progetto Peel Saver si è trasformata anche in un contenitore naturale e biodegradabile.

Street, Food

Chi, anche solo una volta, non si è fatto tentare, durante una vacanza, dal consumo di un gustoso cartoccio di fritti? In effetti si tratta di una delle soluzioni più apprezzate dello street food che cambia contenuto ed alimenti a seconda della zona dove ci si trova. Ciò che non muta mai, invece, è proprio l’involucro o contenitore. Questo, infatti, il più delle volte è realizzato in un materiale plastico e assorbente, non sempre biodegradabile.

Una caratteristica che, in una società sempre più attenta al green e alla salute dell’ambiente, non poteva passare inosservata. Per questo motivo, dunque, tre giovani designer hanno dato vita ad un progetto chiamato Peel Saver. Di cosa si tratta nello specifico? Paolo Stefano Gentile, Simone Caronni e Pietro Gaeli hanno pensato alla possibilità di utilizzare niente meno che le bucce di patate per creare un packaging per lo street food che fosse naturale e biodegradabile al 100%.

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La buccia della patata, infatti, contiene amido e fibre. Due diversi componenti che, una volta lasciati essiccare la parte, riescono a legarsi tra loro dando vita ad un nuovo materiale duro e protettivo. Oltre a questo, poi, un involucro di questo tipo può essere inserito ancora una volta nel processo biologico, diventando cibo per animali o nutrimento per le piante. E se, poi, fosse possibile mangiare anche il packaging? Ad oggi non è ancora fattibile, anche se non si tratta di una meta lontana, visto che Pelle Saver sta lavorando proprio su questo.