SCIC novità catalogo 2023: le migliori collezioni di arredo elegante

Se desiderate una cucina che non sia affatto scontata ma che riesca a riassumere stile e innovazione tecnica, le proposte offerte da Super Cucine Italiane Componibili per il 2023 potrebbero soddisfare le vostre esigenze.

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Quelle che oggi sono conosciute come grandi aziende italiane hanno avuto tutte un piccolo inizio che, in condizioni economiche poco vantaggiose, ha mostrato l’ardire di tentare la fortuna. E si sa che la dea bendata volge i suoi favori sempre a chi sa osare. Per questo motivo, probabilmente, in tante occasioni un piccolo negozio o un’attività di famiglia è stata trasformata in una società con molti dipendenti.

Questa è anche la storia di SCIC e delle sue cucine. Tutto ha inizio nel 1948, in una Italia di provincia appena uscita dalla guerra. I segni del conflitto ancora sono ben visibili lungo le strade e nei cuori di molti ma nella città di Parma inizia la vicenda di queste cucine di alta qualità all’interno di una semplice falegnameria.

Bastano pochi anni per vedere i primi segnali del successo. Il primo passo è rappresentato dal trasferimento dell’attività nel Vecchio Mulino di Mariano. Ma si deve attendere il 1965 per assistere al vero salto di qualità. Negli anni del boom economico, infatti, Renzo Fornari rileva l’attività e la trasforma in una azienda in grado di creare delle cucine in cui si fa dialogare lo stile e l’eleganza con le nuove tecnologie. In questo modo, dunque, prende forma lo stile della SCIC, le cui iniziali stanno per Super Cucine Italiane Componibili.

Ma qual è il primo modello cui si deve la fortuna di questo brand? La capostipite di tutte le cucine ad alto tasso di stile e tecnologia è la Lunascic. L’anno è il 1969 e, nemmeno a dirlo, il suo nome trae ispirazione dall’epoca delle imprese spaziali e all’allunaggio avvenuto nello stesso periodo.

La sua caratteristica principale è l’impianto elettronico grazie al quale il frigorifero cilindrico e la struttura con piani contenitori si aprono e si alzano in modo automatico. Una modernità che, insieme all’esclusività dei materiali e allo stile mai scontato, definiscono ancora i nuovi modelli. Se siete alla ricerca di una cucina tutt’altro che scontata, dunque, o siete appassionati del design italiano, proviamo a scoprire insieme le novità proposte dal catalogo SCIC 2023.

1. Collezione Glamour

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Iniziamo il nostro viaggio nel mondo di SCIC attraverso i modelli che rientrano in quella che viene definita come Collezione Glamour. Già da questa denominazione si capisce che le opzioni proposte tendono tutte ad una eleganza evidente e declinata attraverso un gusto moderno ma non troppo. Un esempio è la cucina Bellagio.

Questo modello, disegnato da Anna ed Enrico Cattaneo, si fa riconoscere e ricordare fin dal primo sguardo. A caratterizzarla sicuramente la texture matelassè a rilievo, che viene esaltata attraverso delle tinte che possono essere laccate, opache, lucide e metalliche. Una delle soluzioni più chic è sicuramente in bianco avorio, da inserire in ambiente declinato tutto sui toni più chiari e delicati.

Per chi, invece, preferisce una reinterpretazione dello stile più classico, il modello Diamond potrebbe essere la scelta migliore. In questo caso, infatti, ci si trova di fronte a delle linee dal gusto rinascimentale modernizzate da attrezzature tutte altamente tecnologiche. Una cucina, dunque, che riesce ad abbinar funzionalità ed estetica, proponendo una soluzione destinata a non passare mai di moda.

Ultima proposta che rientra nella Collezione Glamour è Gonzaga. In questo caso ci troviamo di fronte ad una soluzione dal gusto britannico. A rendere tutto particolare, però, è la possibilità di personalizzare il modello con l’inserimento di moduli e la scelta di rivestimenti diversi per sportelli e piani di appoggio. In questo modo, infatti, è possibile creare degli effetti particolari, anche dal punto di vista cromatico. Al di là del gusto personale, però, si consiglia di prendere in considerazione un total grey sempre molto elegante e contemporaneo.

2. Design Kitchens Collection

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I modelli che fanno parte di questa particolare collezione hanno tutti nomi molto altisonanti. Almeno quelli più interessanti ed innovativi. Iniziamo da Canossa, una cucina pensata e disegnata dal designer Ser-John Architects. Al suo interno vengono riassunti e modulati vari elementi diversi e potenzialmente dissonanti che, in questo caso, trovano un punto d’incontro per amalgamarsi alla perfezione.

Questo vuol dire che accanto a diversi riferimenti della tradizione è possibile trovare uno stile eclettico, capace di modulare la classicità con le esigenze più moderne. Ad amplificare questo incontro, poi, contribuiscono anche i materiali come legno, pietra, ottone e ferro smaltato nero. Tutto per ottenere un effetto finale volto alla reinterpretazione dei volumi e della materia stessa.

Di grande impatto è il modello Pompei. E non poteva essere altrimenti visto che si ispira alla grande città romana scomparsa sotto i lapilli del vulcano e ritornata alla luce quasi intatta per far vivere ancora il suo fascino eterno. A rendere unica questa cucina, dunque, è proprio il materiale con cui è realizzata. Si tratta di lava vulcanica incisa su misura per poi essere smaltata e decorata a mano da artigiani raffinati.

Ma quale fregio è riproposto su queste ante e, soprattutto, sulla struttura dell’isola centrale? Visto il nome non poteva che essere proprio la pianta di Pompei. In questo modo, dunque, la cucina viene trasformata in un vero e proprio pezzo d’arte.

3. Lab Kitchens Collection

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Chiudiamo con i modelli Levante e Livigno. Rispetto a quelli considerati fino a questo momento ci troviamo di fronte ad uno stile completamente diverso, volto alla modernità e alla praticità dell’utilizzo. In questo senso, dunque, la cucina diventa soprattutto un luogo vivibile e pratico, pur non rinunciando allo stile. Ad esprimere alla perfezione questo concetto è il modello Levanto.

In questo caso ci si trova di fronte ad una opzione in gradi di adattarsi alla perfezione allo spazio a disposizione, dimostrando un’incredibile elasticità. Per ottenere questo effetto, dunque, le forme sono molto lineari, moderne ed essenziali. Tutte caratteristiche volte a raggiungere un effetto di leggerezza grazie ai moduli in sospensione e ad una tinta lattea con la quale dare luminosità anche alla cucina più buia.

Sicuramente più caldo appare il modello Livigno. Il merito di questo effetto si deve alle ante smussate con effetto diamantato ma, soprattutto, al modo in cui viene utilizzato un materiale classico come il legno senza timore di cadere in una soluzione scontata o già vista.

In questo modo, dunque, la cucina appare un luogo dall’uso quotidiano ma, guardando con più attenzione, è possibile scorgere i piccoli particolari che definiscono il suo valore estetico e di design. Per rendere l’insieme più moderno, poi, si suggerisce di scegliere la variante bicolore in cui le nuance dolci di un legno chiaro si abbinano con dei pensili bianchi dalle linee essenziali.

SCIC novità catalogo 2023: foto e immagini

Nel caso vogliate arredare uno spazio open space con cucina a vista, i modelli proposti da SCIC possono offrire delle soluzioni tutte da guardare e mostrare. Per lasciarvi ispirare basta sfogliare le foto inserite nella galleria.