Finocchio e finocchietto selvatico: le differenze

Vi siete mai chiesti quale sia la differenza tra finocchio e finocchietto? In natura esistono due tipologie di finocchio, quello coltivato conosciuto anche con il nome di finocchio dolce e quello selvatico meglio noto come finocchietto o finocchio amaro. Vediamo insieme quali sono le differenze analizzando le loro caratteristiche e la loro coltivazione.

Finocchietto

La natura, nella sua immensa bellezza e varietà di flora e fauna, ci offre molteplici tipologie di piante, alberi e fusti. Per quanto riguarda il finocchio esistono alcune specie più diffuse, ed altre meno note. Tra le più conosciute si annovera il finocchio Bianco Perfezione, una varietà preziosa e molto precoce, il cui periodo di raccolta si limita ai mesi di luglio e agosto.

A seguire altre tipologie di pianta come il Bianco Dolce di Firenze, il Grosso di Sicilia o il più famoso Gigante di Napoli, fanno classificare quest’arbusto tra i più profumati ed utilizzati, non solo in cucina, ma anche in cosmesi e per combattere fastidi di diversa natura soprattutto a livello gastrico. La pianta, ad occhio, la si riconosce per il suo fusto alto e sottile e dei delicati fiori bianchi e gialli disposti in un’ampia corolla a forma di ombrello.


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Bellissima da vedere con il suo profumo facilmente riconoscibile, è stata collocata dai botanici tra le piante erbacee perenni e appartenente alla famiglia delle Apiacee, dette anche Ombrellifere grazie alla sua forma caratteristica al momento della fioritura. La pianta è dotata di un fusto sottile, alto e ramificato che può arrivare anche a due metri di altezza.

Facilmente riconoscibile per le sue ampie foglie verdi e i fiori bianchi e gialli che puntellano i campi soprattutto nei mesi estivi di luglio e agosto, è una pianta spontanea ed è per questo che viene notoriamente definita finocchio selvatico.

Finocchietto

Finocchio e finocchietto selvatico: proprietà e benefici

E’ una pianta molto conosciuta in natura e notoriamente ricca di virtù. Nelle sue due varietà più note apprezziamo le qualità benefiche sia del finocchio dolce, una verdura autunnali più depurative e ricche di acqua e il finocchio, detto anche finocchietto selvatico, che viene utilizzato in cucina come insaporitore soprattutto per preparazioni a base di carne o utilizzato come erba aromatica, spesso adoperata in cosmesi e fitoterapia per la sua spiccata azione digestiva e lenitiva in caso di infiammazioni di diversa natura.

Il finocchio dolce, che portiamo sulle nostre tavole perfetto da consumare a crudo o in abbinamento ad un’ottima insalata per una pausa fresca e di gusto, viene coltivato come da prassi e da origine ad un frutto molto carnoso, composto da foglie turgide e filamentose, solitamente strutturate l’una sull’altra e saldamente attaccate al piccolo fusto della pianta, a stretto contatto con il terreno. E’ tra gli ortaggi più salutari, molto indicato nelle diete ipocaloriche e per chi ha bisogno di disintossicare naturalmente l’organismo.

Il finocchio è un alimento ricco di proprietà benefiche, leggero, poco calorico e molto salutare, in particolare se consumato crudo. Il suo consumo costante garantisce un alto apporto di fibre, pochissime calorie all’etto e dispone di discrete quantità di potassio, calcio, magnesio e ferro oltre a contenere un buon livello di vitamine come la A e la C, utili per preservare alla salute della pelle e rinforzare il sistema immunitario. Tra le molteplici virtù riconosciuta al finocchio dolce è senza dubbio quella digestiva, capace di contrastare gonfiori addominali, oltre ad una notevole azione diuretica e depurativa. Grazie alla disponibilità di flavonoidi, gli sono riconosciute anche proprietà antinfiammatorie. Finocchietto


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Finocchio e finocchietto selvatico: usi in cucina

Grazie al loro potere benefico, depurativo e digestivo sono molto famosi i frutti di questa preziosa pianta, meglio noti con il nome di semi di finocchietto, piccoli e potenti sono perfetti per risollevare stomaco e intestino da infiammazioni o da cattiva digestione. I loro poteri vengono ampiamente sfruttati in erboristeria, fitoterapia o cosmesi poiché, vanta moltissime virtù antinfiammatorie e lenitive.

La concentrazione maggiore delle sue virtù benefiche sono racchiuse nell’olio essenziale, una concentrazione preziosa di principi attivi con cui è possibile realizzare estratti e preparazioni a base di finocchio. Questi rimedi naturali si rivelano, nella maggior parte dei casi, un toccasana e un ottimo alleato per la digestione, per alleviare il gonfiore addominale e combattere la tanto temuta ritenzione idrica.


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Perfetti per un delicato infuso, i semi di finocchietto si possono utilizzare sotto forma di tisana, calda e benefica utile ad alleviare condizioni di intestino irritabile e facilitare la digestione.

Basta lasciare in infusione un cucchiaino di semi di finocchietto in acqua bollente per 4/5 minuti, filtrare e assumere caldo per un potere calmante. In aggiunta, si possono abbinare pochi semi di anice stellato, per un gusto ancora più intenso.

Questi semi profumati, vengono utilizzati per la preparazione di pane, taralli e dolci. Perfetti per la panificazione, si possono aggiungere i semi di finocchietto alla fine del tradizionale processo del pane fatto in casa, unirli alla massa prima di darle forme e procedere con la cottura come previsto.

Finocchietto

Finocchio e finocchietto selvatico: foto e immagini

Raffaella Gambardella
  • Laureata in Lingue Straniere per la Comunicazione Internazionale
  • Docente di Lingua Spagnola
  • Autore specializzato in Ricette, Cucina, Fotografia
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