Vulneraria – Anthyllis trifoglio vulnerario


Vulneraria

La vulneraria o trifoglio vulnerario  è una pianta officinale coltivata anche a scopo ornamentale in vaso, nelle aiuole dei giardini costieri, rocciosi e  sabbiosi.

Anthyllis vulneraria-trifoglio vulnerario


Caratteristiche generali Vulneraria – Anthyllis vulneraria

La Vulneraria, nome scientifico Anthyllis vulneraria L. è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Fabaceae (Leguminose) originaria dell’Europa meridionale e diffusa allo stato rustico in tutta Europa, Asia, Nord Africa e America. In Italia è presente in tutte le regioni isole comprese nei prati aridi, pascoli, nei terreni collinari e quelli montani fino a 3000 metri di altitudine.

La vulneraria è una pianta erbacea perenne o biennale che in pieno sviluppo forma piccoli cespugli alti da 5 a 40 cm. I piccoli fusti, eretti o prostrati e poco ramificati sono pelosi e si originano da radici rizomatose o gemme poste a livello del terreno.

Vulneraria-.foglie

Le foglie, glabre o con peli appressati sparsi sulla faccia superiore e con pelosità sericea (setosa) sulla faccia inferiore, sono di due tipi: le foglie basali sono semplici e di forma ovata-lanceolata mentre quelle superiori o cauline sono composte, imparipennate e divise in 2-3 paia di foglioline.

Vulneraria-Anthyllis vulneraria

I fiori, sessili o portati da brevi peduncoli, sono riuniti in capolini globosi che si formano all’ascella delle foglie superiori. Il fiore della Vulneraria come tutti quelli delle Leguminose hanno la corolla papilionacea sorretta da un calice tubulare peloso biancastro o giallastro a volte rosso all’apice. La corolla è formata da 5 petali  di  colore corolla giallo chiaro, giallo intenso o rosso. Ogni capolino ha un diametro di circa 3 cm.

I frutti sono piccoli legumi, contenenti 1 solo seme liscio, reniforme o ovoidale.

Fioritura della vulneraria: fiorisce dalla primavera alla fine dell’estate tra marzo-aprile e agosto.

Anthyllis-vulneraria-coltivazione

Coltivazione Vulneraria – Anthyllis vulneraria

  • Esposizione: come tutte le altre varietà di leguminose anche la vulneraria per fiorire necessita di posizioni soleggiate e di un clima caldo.
  • Terreno: si adatta a qualunque tipo di terreno anche se predilige quello poco fertile, sabbioso e soprattutto ben drenato.
  • Annaffiature: le piantine di Vulneraria messe a dimora in piena terra anche se si accontentano delle acque piovane vanno saltuariamente irrigate nei periodi di prolungata siccità. Le piante allevate in vaso vanno regolarmente annaffiate soprattutto durante il periodo estivo.
  • Concimazione: al pari delle altre leguminose più conosciute come ad esempio Fava, fagiolo, Lenticchia ecc, anche la Vulneraria è una piantina azoto-fissatrice e quindi non necessita di concimi azotati ma solo di quelli a base di fosforo (P) solo se il terreno non ne contiene a sufficienza.

Vulneraria-semina

Moltiplicazione della Vulneraria – Anthyllis vulneraria

La pianta si riproduce per seme in primavera /autunno o mediante divisione dei cespi in primavera.

Moltiplicazione per seme

Questo tipo di propagazione, anche se è il più praticato, causa la variabilità genetica, non assicura piante piante uguali alla pianta madre.

  1. La semina si effettua in cassone o direttamente a dimora in  marzo – aprile, oppure tra settembre – ottobre.
  2. I semi prima di essere seminati vanno lasciati in acqua tiepida per 24 ore. Germinano dopo circa 2 settimane  a temperatura intorno ai 19°C.
  3. Il terreno di semina deve essere ben lavorato ed eventualmente ammendato.
  4. La semina direttamente a dimora può essere fatta a spaglio o su file distanti 15-20 cm l’una dall’altra.
  5. Si compatta delicatamente il terreno e poi si innaffia.
  6. I semi devono rimanere in un terreno umido per tutto il tempo necessario alla germinazione.
  7. In generale si interviene una volta al giorno e almeno due volte quando fa molto caldo.
  8. Le annaffiature devono essere costanti e frequenti fino a quando le piantine di Vulneraria o trifoglio vulnerario iniziano a stabilizzarsi.

Impianto

Le piante di Vulneraria nate da semina in semenzaio vanno ripicchettate allo stadio di 3 – 4 foglie vere e poi messe a dimora ai primi di maggio in buche distanti tra loro circa 5 cm.

Moltiplicazione per divisione dei cespi

Questa modali lita di riproduzione vegetativa agamica assicura piante uguali a quella madre. In primavera, si estraggono dal terreno i cespugli più vigorosi, si dividono in parti portanti radici ben sviluppate e si impiantano al momento stesso o in piena terra o in vaso.

Rinvaso

La Vulneraria tende ad allargarsi velocemente e quindi va rinvasata in un contenitore più grande del precedente soprattutto quando le radici fuoriescono dai fori di drenaggio dell’acqua delle innaffiature. La pianta va trasferita nel nuovo vaso con tutto il pane di terra che avvolge l’apparato radicale.

Raccolta e conservazione

Le infiorescenze e le foglie si raccolgono al momento della fioritura e in giornate soleggiate. Utilizzando una forbice ben affilata si recidono le parti interessate, senza danneggiare le piante e poi si mettono su un graticcio e si fanno essiccare all’ombra, in locale ben aerato, rimuovendoli di frequente per evitare che possano ammuffire. In alternativa, soprattutto per le foglie,l’essiccazione può essere fatta anche in forno )Con lo sportello aperto) e ad una temperatura di 40° C. La vulneraria o antillide, dopo l’essiccazione, va conservata in sacchetti di carta riposti in un luogo fresco e asciutto e va consumata entro l’anno.

Parassiti e malattie della Vulneraria

E’ una pianta rustica resistente ai comuni parassiti animali e non teme le malattie fungine o crittogame.

Cure e trattamenti

Non richiede particolare manutenzione ma periodicamente va liberata dalle erbe infestanti che crescono ai suoi piedi. Non necessita di trattamenti fitosanitari.

Anthyllis vulneraria-usi

Usi della Vulneraria o trifoglio vulnerario

Questa pianta, come molte altre leguminose, per la sua capacità di fissare l’azoto atmosferico grazie ai batteri simbionti presenti nelle sue radici, viene utilizzata nel sistema di rotazione delle colture per migliorare la fertilità del suolo e per la ricchezza di proteine viene coltivata come foraggio per il bestiame. Per la sua facilità di coltivazione viene coltivata a scopo ornamentale nei giardini rocciosi o sabbiosi. per il giardino roccioso e molto facili da coltivare. Inoltre, per le sue benefiche proprietà viene impiegata a scopo terapeutico nella cura di vari malanni.

Anthyllis vulneraria-proprietà

Proprietà medicinali della Vulneraria

Come le altre piante officinali o medicinali ad azione vulneraria (medicamento ad uso esterno con ottime proprietà rigeneranti e risananti) quali Sambuco, Calendula, Arnica, rosmarino, Salvia, Timo, Assenzio, Olivo, Lavanda e Iperico, anche Anthyllis vulneraria presenta proprietà farmaceutiche in quanto contiene tannini, saponine e mucillagine.

Anticamente la pianta veniva usata per sua azione astringente e per la cura delle ferite della pelle, oggi nella medicina popolare e in fitoterapia viene consigliata per via esterna sotto forma di decotti o di impacchi come cicatrizzante di piccole ferite, per lenire il prurito e il bruciore causato dall’eritema solare e dalle scottature di varia natura. Gli impacchi di polpa sono efficaci anche nelle  contusioni e distorsioni.

Per via interna i decotti o le tisane preparate con i fiori vengono usati come depurativi, diuretici, sedativi della tosse, antispasmodici e come astringenti.

Varietà di Vulneraria

Il genere comprende circa di 80 specie di piante erbacee e suffruticose, perenni, tutte facile da coltivare in posizioni soleggiate, su terreni sciolti, ben drenati, e tra le tante citiamo:

Anthyllis barba-jovis: una varietà pianta che nelle zone con clima mite supera il metro di altezza formando cespugli larghi circa 1 m. E’ una sempreverde con foglie composte, imparipennate, formate da numerose foglioline tomentose (coperte di una fine peluria). Nel periodo della fioritura sbocciano numerosi fiori, bianco-giallastri,  riuniti in capolini simili a quelli del trifoglio.

Anthyllis montana

Anthyllis montana: pianta originaria dell’Europa e Italia, che forma piccoli cespugli alti  20-30 cm. I fusti sono ascendenti e ricoperti da foglioline pelose imparipennate, ellittiche o lineari. I fiori, color porpora, sono riuniti in capolini densi, avvolti da due foglioline profondamente divise, lungamente peduncolati.

Anthyllis cytisoides
Anthyllis cytisoides, una varietà decidua arbustiva originaria dell’Europa meridionale diffusa allo stato spontaneo nella costa sud-orientale della penisola iberica e nelle isole Baleari.  Ama il clima temperato e i terreni calcarei semi-aridi. produce numerose infiorescenze a spighe formate da fiori di colore giallo carico simili a quelli della Ginestra.

Anthyllis vulneraria-Vulneraria

Curiosità sulla Vulneraria – Anthyllis trifoglio vulnerario

Nel Medioevo la pianta di Anthyllis vulneraria raccolta nella notte di San Giovanni era considerata l’erba del miracolo perchè accelerava la cicatrizzazione delle ferite. Foglie e fiori venivano tenuti in casa e nelle stalle per proteggere persone ed animali contro il malocchio .

Nomi della Vulneraria

I nomi comuni italiani sono tanti e variano da regione a regione infatti è conosciuta come:

  • Erba da faggi,
  • Trifoglio giallo,
  • Trifoglio della rena,
  • Trifoglio vulnerario,
  • Crocetta bianca,
  • Fumaria,
  • Antillide.
  • La varietà con fiori di colore rosso-porpora viene chiamata Sangue di Cristo.

Significato della Vulneraria

L’etimologia del nome del genere deriva dal greco anthòs = fiore, e iulus = peluria, riferito all’aspetto del fiore; mentre il nome specifico deriva dal latino vulnus = ferita, riferito alle proprietà cicatrizzanti di questa pianta.

Galleria foto Vulneraria – Anthyllis vulneraria

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger

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