Viburno coltivazione

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Il Viburno, Viburnum, detto anche palla di neve per la forma dei suoi grappoli di fiori, è un arbusto decorativo coltivato a scopo ornamentale in in vaso, nei giardini anche come siepi di separazione.

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Caratteristiche generali del Viburno

Il viburno è un genere di piante appartenente alla famiglia Caprifoliaceae, originario dell’Europa, America e Asia e diffuso su tutto il territorio italiano dal livello del mare fino a 800 metri altitudine.

Le piante o arbusti di viburno hanno una crescita molto lenta e nel pieno sviluppo vegetativo i suoi fusti eretti e ramificati raggiungono un’altezza massima di 3 – 4 metri.


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Le foglie sono ovali o lanceolate, lunghe circa 10 cm e sono disposte in maniera opposta sui rami, sorrette da un lungo picciolo. La pagina fogliare superiore è glabra e di colore verde scuro, quella inferiore è più chiara e lievemente pelosa.

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I fiori sono profumati e riuniti in infiorescenze ombrellifere di colore bianco, bianco – crema, rosa e violetto a seconda della specie.

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I frutti sono drupe, bacche ovali verdi che a maturazione completa, assumono un colore blu – nerastro. Compaiono sui rami in primavera e maturano da novembre a gennaio. Hanno poca polpa, e piccoli semi duri.

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Fioritura del Viburno

Questa pianta fiorisce dalla primavera fino all’autunno soprattutto se so tratta di una specie sempreverde.

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Coltivazione del Viburno

Esposizione

Il viburno ama i luoghi soleggiati ma tollera bene anche quelli semiombrosi, riparati dai venti. E’ una pianta che non teme il freddo e sopporta bene il caldo dei mesi estivi.

Terreno

E’ un arbusto che pur crescendo bene in tutti i tipi di terreno anche quelli poveri predilige quelli freschi e ricchi in humus, con un ottimo drenaggio.

Annaffiature

Gli esemplari adulti anche se si accontentano delle acque piovane vanno comunque irrigati nei periodi di prolungata siccità e in estate mentre quelli giovani richiedono regolari ed abbondanti annaffiature soprattutto nel primo anno dell’impianto per potersi acclimatare nella nuova dimora.


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Concimazione

Il terreno di coltivazione va arricchito con del letame maturo al momento della messa a dimora e una seconda volta in autunno per aiutare la pianta a sopportare meglio il freddo dell’inverno.

Viburnum: coltivazione in vaso

E’ un arbusto che si adatta ad essere coltivato anche in vaso purchè abbastanza largo e profondo. Si utilizza un terriccio universale misto a un po’ di terra da giardino e del materiale drenante per il fondo. Si copre il pane di terra che avvolge l’apparato radicale fino all’altezza del colletto, si annaffia abbondantemente e poi si sposta il vaso in un luogo luminoso riparato dal vento.

Rinvaso

Si effettua quando le radici del Viburnum fuoriescono dai fori di drenaggio dell’acqua delle annaffiature. Si utilizza un nuovo contenitore più grande del precedente e nuovo terriccio fresco e ricco di sostanza organica.

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Moltiplicazione del Viburno

Il viburno si riproduce per seme, talee semilegnose o legnose e anche per margotta.

Semina

La semina si può fare in autunno direttamente all’aperto, poiché i semi per germinare meglio a basse temperature. hanno bisogno di  basse temperature. Generalmente i primi germogli compariranno nella primavera successiva.

Riproduzione per talea

Questa propagazione agamica o vegetativa anche se può essere praticata in diversi periodi dell’anno generalmente viene effettuata in tarda primavera, quando la pianta non è in fioritura.

Dalla pianta madre si prelevano talee di rami apicali, di consistenza semi-legnosa ;si trattano con  polvere radicante e si mettono a radicare in un terriccio misto composto da torba e sabbia in parti uguali. Per favorire la radicazione il cassone va posto in una zona ombreggiata.

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A radicazione avvenuta le nuove piante si ripicchettano in contenitori singoli e poi ricoverate in serra fredda fino al momento della messa a dimora, nella primavera successiva.

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Impianto o messa a dimora

Le piante di Viburno si mettono a dimora in primavera quando il rischio delle gelate notturne e definitivamente scongiurato. Il terreno va lavorato a fondo e arricchito con una buona dose di stallatico maturo. La messa a dimora va effettuata in qualunque periodo dell’anno, anche in inverno. La buca deve essere larga e profonda il doppio del vaso in cui la pianta è stata allevata. Dopo l’impianto si annaffia abbondantemente per favorire l’attecchimento della radice nella nuova dimora. Se si intende realizzare una siepe di Viburno , le piante vanno messe ad una distanza di 60 cm.

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Potatura del Viburno

Richiede scarsi interventi di potatura, subito dopo la fioritura. In genere si recidono i rami secchi,  e si sfoltiscono quelli più interni per favorire l’arieggiamento e il soleggiamento.

 

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Parassiti e malattie del Viburno

Il viburno teme l’attacco:

  • degli acari come il ragnetto rosso, che soffoca le piante con le sue ragnatele soprattutto nei periodi di grande caldo;
  • degli afidi che colonizzano le foglie in primavera;
  • della metcalfa pruinosa, che può dar luogo, in tarda estate, alla formazione di melata e fumaggine;
  • della cocciniglia che si manifesta con ammassi fioccosi biancastri nelle intersezioni fogliari.

Tra le malattie fungine soffre:

  • il marciume delle radici e del colletto causati dai ristagni idrici nel terreno;
  • il mal bianco del viburno;
  • la botrite (Botrytis cinerea), malattia fungina attiva su foglie e infiorescenze, che può colpire piante in condizioni e ambienti con umidità elevata.

Cure e trattamenti

Non necessita di particolari cure e anche se non teme il freddo, nelle regioni in cui le nevicate sono abbondanti e le gelate prolungate è consigliabile proteggerlo alla base con una pacciamatura di paglia o foglie secche.

In caso di infestazioni parassitarie si nebulizza la chioma con prodotti specifici, soprattutto biologici che non arrecano danni agli insetti pronubi, api e bombi. Gli afidi possono essere combattuti con nebulizzazioni di un insetticida naturale al sapone di Marsiglia.

L’insorgenza di malattie fungine va contrastata con un trattamento a base di rame e zolfo, verso la fine dell’inverno.

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Varietà di Viburnum tinus

Esistono diverse specie di Viburno che differiscono per dimensioni, colore dei fiori alcune decidue altre no, ma tutte molto decorative.

Viburno lantana

Una specie della famiglia delle Caprifoliaceae originaria dell’Asia e dell’Europa, diffusa allo stato spontaneo fino a 1000 metri di altitudine nei boschi radi o cedui. E’ una pianta a sviluppo arbustivo con rami eretti variamente ramificati, foglie caduche, semplici ed opposte, reticolate e rugose di colore verde scuro. In tarda primavera produce bellissime e vistose infiorescenze di colore bianco.

Il Viburno lantana è apprezzata anche come pianta officinale e viene impiegata in medicina per la cura di varie patologie.

Viburnum dentatum

E’ un piccolo arbusto conosciuto come Viburno meridionale o arrowwood Viburnum, originario parte orientale degli Stati Uniti, diffuso dal Canada fino al Texas orientale. I rami sono ricoperti da grandi foglie dentellate che da verdi virano all’arancio-rosso porpora in autunno, poco prima di cadere.  I fiori sono riuniti in ombrelle bianche o di colore bianco-avorio. I frutti sono piccole drupe di colore blu metallico, appetite dagli uccelli selvatici.

Viburnum dilatatum

E’ un arbusto sempreverde originario dell’Asia orientale diffuso allo stato spontaneo soprattutto in  del Giappone. In pieno sviluppo vegetativo raggiungere i tre metri d’altezza e i due metri di larghezza. I rami sono ricoperti da foglie che ricordano quelle del Tiglio. Produce grandi ombrelle composte da numerosi fiori di colore bianco crema. In autunno sulla pianta sui rami maturano grappoli di frutti molto decorativi, di colore rosso brillante.

Viburnum plicatum

Un Arbusto deciduo alto circa 3 metri. Ha foglie di colore verde scuro e in primavera a seconda delle cultivar produce infiorescenze formate piccoli fiori giallo-bianchi o bianchi-rosati. E’ adatto anche alla coltivazione in vaso.

Usi

Le varie specie di Viburno vengono utilizzate per realizzare siepi di recinzioni, abbellire muri, abbellire zone ombreggiate dei giardini e dei parchi pubblici, per consolidare scarpate e argini di fiumi.

I frutti in alcuni paesi vengono utilizzati per fare marmellate, in quanto con la cottura perdono i principi attivi tossici.

Anticamente i rami flessibili del Viburnum opulus erano utilizzati come scudisci.

Viburno – Linguaggio dei fiori

Nel gergo dei fiori il viburno assume il significato di muoio se mi trascuri.

Curiosità

Il nome del genere Viburnum fa riferimento all’estrema flessibilità e tenacia dei suoi rami. Il Viburnum tinusè noto anche come laurotino o lentaggine.

Galleria foto Viburno

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
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