Verderame – Poltiglia bordolese


Che cos’è il verderame? A cosa serve, quando e come utilizzarlo? Su quali piante nebulizzarlo? Come prepararlo anche in casa? Quali benefici apporta e quali sono gli effetti dannosi per l’uomo del fungicida rameico, per l’ambiente, gli animali domestici, gli insetti impollinatori, lombrichi e i microrganismi che vivono abitualmente nel suolo agrario? Quali sono i tempi di abbattimento del cuprico e il dosaggio consigliato dall’Unione Europea? 

Verderame-poltiglia bordolese


Che cos’è il verderame?

Il verderame è un anticrittogamico a base di rame, cioè un fungicida rameico con funzione di combattere e prevenire le infezioni di funghi dannosi per la crescita e lo sviluppo di tutte le piante ornamentali, orticole e da frutto. La sua composizione cambia di volta in volta, in base al prodotto usato.

In agricoltura, il termine verderame (non verdarame), detto anche cuprico è usato soprattutto per la composizione tipica della poltiglia bordolese o vetriolo una soluzione di colore azzurro più o meno intenso in relazione alla quantità utilizzata.

Verderame
Generalmente il termine verderame  viene usato per indicare gli ossicloruri di rame, l’idrossido di rame e soprattutto la poltiglia bordolese la più nota ed utilizzata contro le malattie fungine e anche quelle virali.

La poltiglia bordolese è il verderame più diffuso in agricoltura ed è una sospensione ottenuta neutralizzando il solfato rameico con idrossido di calcio Ca(OH)2.

Il solfato rameico pentaidrato o tribasico è il sale puro di rame, che va neutralizzato formando una miscela con calce per evitare fenomeni di tossicità per le piante in tal modo si ottiene la poltiglia bordolese.

Verderame-scaglie

Gli ossicloruri di rame sono combinazioni idrate di ossido rameico e un cloruro. La composizione del verderame in questo caso è a base di cloruro rameico (ossicloruro tetrarameico o ossicloruro di rame e calcio, quando l’ossido rameico è unito al cloruro di calcio).

L’idrossido di rame, in agricoltura è identificato con il nome verderame e in commercio è venduto già stabilizzato con carbonato di rame, il colore del verderame (idrossido di rame) è azzurrognolo-verdastro.

Verderame-pomodori

Verderame: usi in agricoltura

In agricoltura la soluzione di verderame viene impiegata a scopo preventivo  per le sue proprietà fitosanitarie legate al contenuto di rame un elemento che interferisce con la respirazione cellulare dei funghi e per questo è considerato un fungicida ad ampio spettro.

Il verderame, in tutte le sue composizioni, funziona per contatto fogliare ed è efficace non solo contro le malattie fungine ma anche contro determinate batteriosi.

E’ usato nel frutteto contro la bolla del pesco, dell’albicocco e di altre drupacee; in genere sugli agrumi, limone, arancio, mandarino per prevenire il mal secco e la gommosi; nell’uliveto a difesa dell’olivo, contro l’occhio di pavone e la rogna. I trattamenti di verderame sono efficaci per la lotta alla peronospora della vite e contro altre malattie fungine (ticchiolatura, ruggine, alternariosi, antracnosi, mal bianco, ecc) che possono attaccare sia le piante dell’orto come zucchina, melanzane, peperoni di tutte le varietà, che le ornamentali come geranio, rincospermosundevilla e molte altre ancora..

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Trattamenti a spruzzo

I trattamenti con il verderame vanno effettuati in via preventiva e soprattutto in momenti critici determinati da piovosità. umidità relativa e temperature ambientali miti.

Per ottimizzare l’efficacia del verderame, ridurne lo spreco e la caduta sul terreno si consiglia di utilizzare  attrezzature idonee ed efficienti. Per distribuirlo in maniera adeguata occorre regolare il getto del distributore in modo da nebulizzare tutto il fogliame e garantire una buona copertura sopra e sotto.

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Durante i trattamenti si raccomanda l’impiego di ugelli antideriva per di evitare il gocciolamento del liquido sulle foglie e la caduta a terra per evitare  l’accumulo del metallo nel terreno.

I trattamenti vanno fatti sempre nelle prime ore del mattino di una giornata non ventosa e proteggendo le mani e gli occhi con guanti da giardinaggio e specifici occhiali.

Quando utilizzare il verderame

Prima di tutto, il verderame è un prodotto che nel frutteto si utilizza prevalentemente in autunno ed in inverno, quando gli alberi sono in riposo vegetativo.

In generale si effettua un trattamento invernale sui fruttiferi contro le forme svernanti e un trattamento a dosi moderate nel periodo primaverile su melo, olivo, e vite.

In alcune piante come ad esempio il pesco e il susino, i trattamenti primaverili sono sconsigliati in quanto questi fruttiferi difficilmente li tollerano.

Tempi di abbattimento del verderame

Questo fungicida ha tempi di carenza entro i 3 giorni per molte tipologie di ortaggi come il pomodoro, la melanzana, la patata e gli ortaggi a radice, oltre che per la fragola. Se mescolato ad altri prodotti (fungicidi e insetticidi) per la raccolta si deve rispettare il tempo di abbattimento più lungo sempre indicato sulla confezione.

Verderame-poltiglia bordolese-preparazione

Come preparare la poltiglia bordolese o verderame in casa?

Preparare in casa questo anticrittogamico o antifungino è molto semplice e il tempo richiesto è di pochissimi minuti: basta acquistare presso una farmacia fitosanitaria, un consorzio agrario o un garden center del solfato di rame pentaidrato e della calce in polvere o semplicemente quello in polvere già abbattuto.

Si prepara una soluzione con acqua rispettando rigorosamente le dosi consigliate che variano in relazione alla purezza del solfato rameico: generalmente si utilizzano 5 grammi di solfato e 3 grammi di calce per un litro di acqua. Se si vuole una soluzione basica si aumenta la dose della calce; per una soluzione neutra invece si diminuisce la dose di calce e per ottenere invece una soluzione acida sarà sufficiente un’ulteriore diminuzione della calce in polvere.

Verderame-cuprico

I dosaggi variano a seconda della pianta su cui si utilizza il prodotto ma di regola si opta sempre per l’impiego di una minore quantità di prodotto da sciogliere in acqua.

Per preparare in maniera corretta la poltiglia bordolese si procede alla preparazione di due soluzioni distinte e poi si mescolano formando una unica soluzione. La velocità di miscelazione è molto importante ai fini delle dimensioni delle particelle in formazione.

Se invece si utilizza il composto già abbattuto sarà sufficiente diluirlo in acqua secondo le dosi consigliate riportate sulla confezione d’acquisto.

Verderame-tossicità

Tossicità del verderame

A differenza di altri trattamenti sistemici endoterapici (entrano nella circolazione linfatica della pianta), la poltiglia bordolese anche se ha un’azione solo coprente e superficiale è tossica per il suolo agrario in quanto per gocciolamento rilascia sul terreno notevoli quantità di rame un metallo pesante altamente dannoso.

Il verderame non è tossico per le api ma è dannoso per i coccinellidi (entomofagi predatori), crisope (Neurotteri utili nella lotta biologica), imenotteri e acari fitoseidi (acari predatori degli insetti dannosi per la vite).

Il verderame è inoltre tossico per i pesci, poco per i mammiferi in genere e se impiegato puro (non neutralizzato con l’idrossido di calcio)  è fitotossico per la maggior parte delle piante.

Dosi consigliate dall’Unione Europea

Come già detto precedentemente il rame è un metallo pesante che  accumulandosi nel suolo soprattutto quello acido, può provocare non solo la morte dei lombrichi ma anche seri danni alla  microfauna terricola e di conseguenza  indurre una sensibile riduzione del processo di umificazione del terreno.

Il rame che viene utilizzato quasi sempre anche come antiparassitario, dal terreno può anche raggiungere e inquinare le falde acquifere, determinando gravissimi rischi ambientali e gravissimi danni alla salute dell’uomo.

Per tutti i motivi elencati,  l’Unione Europea ha stabilito che il massimo impiego di verderame non deve superare i 3 kg/ha/anno.

Poltiglia-bordolese

Curiosità

Le proprietà anticrittogamiche ed antiparassitarie della Poltiglia Bordolese furono scoperte nel XIX secolo dal botanico, fitopatologo francese Pierre Marie Alexis Millardet, responsabile della protezione dei vigneti di Bordeaux contro la Plasmopara viticola. Egli preparò una soluzione fungicida composta da calce idrata, solfato di rame e acqua, nota come “Poltiglia bordolese” utilizzata ancora oggi in tutto il mondo.

Galleria foto verderame  – Poltiglia bordolese



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