Tipologie di innesto: quali sono, caratteristiche

Gli innesti sono dei metodi di propagazione che permettono alla pianta di crescere sana e robusta. Ne esistono, però, vari tipi che bisogna conoscere. Vediamo quali sono. 

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Per utilizzare gli innesti al meglio è necessario conoscerne le varie tipologie. L’innesto è un metodo di propagazione, che permette alle piante che lo ricevono di crescere più sane e robuste. Per realizzare un innesto è necessario saldare sul portinnesto una parte di un’altra pianta del nesto, detta marza. Si tratta di una parte di ramo oppure una gemma, chiamata tecnicamente scudetto oppure occhio.

L’obiettivo è quello di creare una pianta unica formata da porzioni diverse ma pur sempre simili o affini. L’innesto può anche avvenire quando la propagazione attraverso i semi o le talee non da buoni frutti dal punto di vista qualitativo. L’uso principale dell’innesto è per le piante da frutto. Lo scopo è avere degli alberi che abbiano dei frutti più belli, più saporiti ma anche più resistenti ad agenti esterni. Ricapitolando, un innesto può servire per migliorare:


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  • qualità
  • bellezza
  • resistenza

Gli innesti, per essere proficui, devono essere realizzati sulla base di alcune indicazioni precise e che variano da pianta a pianta. Vediamo insieme le tipologie di innesti più comuni.

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Tipologie di innesto: innesto a marza

Negli innesti a marza il nesto, ovvero la parte da innestare, si compone da un ramo su cui sono spuntate delle gemme, due o tre. Il ramo deve essere incastrato in una fenditura che fungerà da porta innesto. Gli innesti a marza si suddividono a loro volta in altre tipologie.

Innesto a spacco inglese

Si tratta di una tecnica quasi sicura da applicare su piantine di dimensioni uguali. Le marze vanno innestate in modo da poter combaciare perfettamente. L’innesto va praticato nel ramo più robusto (che farà da porta innesto), in una superficie tonda. Va praticato un taglio lungo per tutto il diametro. E’ lì che la marza (il ramo con le gemme) si innesterà.

Innesto a corona

In questa tipologia di innesto, nel portainnesto si realizzano dei tagli sulla superficie. E’ proprio in questi tagli che andranno inserite le marze, due o tre, con le gemme. Saranno proprio le marze a creare una sorta di corona, in grado di circondare la superficie della pianta.

Questo tipo di innesto si usa soprattutto sulle piante di agrumi dove la marza va inserita nella corteccia. La possibilità che l’innesto attecchisca è molto elevata. 

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Tipologie di innesto: innesto a gemma

Gli innesti a gemma, che sono tra i più semplici da realizzare, si effettuano attraverso l’utilizzo delle sole gemme presenti sui rami di una stessa pianta. Ad essere scelti sono soltanto i rami più forti della pianta madre. Nel portainnesto la gemma viene innestata nel ramo o a piede. Anche in questo caso, esistono diverse tipologie di innesti a gemma.


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Innesto a pezza

Si realizza su una superficie ampia di corteccia su cui ci sono gemme e applicate sul portainnesto scortecciato che abbia una superficie equivalente. E’ proprio sul portainnesto che si praticano le tre incisioni tipiche: uno trasversale sopra e due longitudinali. In questo modo, si va a delineare un rettangolo sulla superficie.

La corteccia, a partire dall’incisione trasversale, viene tirata in giù con un tratto di eguale misura ai tagli longitudinali. Lì si inserisce la pezza di modo che coincida alla perfezione sule incisioni realizzate sul portainnesto. Soltanto dopo si può legare il tutto con la rafia.


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Innesto a zufolo

Da eseguire in primavera o alla fine dell’estate l’innesto a zufolo si può praticare con un innestatoio speciale. Grazie a questo si può ottenere la gemma da innestare. Sulla marza vanno effettuati due tagli sia trasversali che paralleli, sia sopra che sotto la gemma, a tre o quattro centimetri di distanza l’uno dall’altro. I tagli devono essere congiunti successivamente da un taglio verticale.

Anche sul portainnesto va effettuata la stessa operazione. In questo modo, si ottiene un cilindro di corteccia che ha la stessa ampiezza della gemma che va innestata. Il cilindro di corteccia andrà innestato, con tutta la gemma, sul portainnesto e andrà legato con la rafia. Quest’ultima andrà tagliata dopo due o tre settimane per evitare soffocamenti.

Innesto a gemma dormiente

Da realizzare alla fine dell’estate, l’innesto a gemma dormiente si realizza mantenendo il picciolo della foglia ben saldo alla gemma. Così facendo, si può controllare che l’innesto attecchisca. Si può capire che l’innesto è riuscito quando il picciolo si staccherà da solo.

Innesto a gemma vegetante

E’ un innesto che si effettua all’inizio della primavera. Per praticarlo, vengono usate delle gemme provenienti da rami tagliati quando la pianta è in riposo vegetativo. I rami sono stati conservati preventivamente in frigorifero.

L’innesto si pratica realizzando due tagli, uno trasversale e uno orizzontale di modo che si formi una T. Infatti, questo innesto viene chiamato anche innesto a T. Proprio nel taglio a T va inserito lo scudetto con la gemma ben visibile. 

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Tipologie di innesto: quali sono, caratteristiche – foto e immagini

Ora che conosci meglio le varie tipologie di innesti, non ti resta che metterti a lavoro con i tuoi alberi da frutto.

Rita Paola Maietta
  • Giornalista Pubblicista dal 2010
  • Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione
  • Master in Comunicazione, specializzazione in Design, Arredamento, Lifestyle
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